“L’alfabeto della Misericordia” | O come Osare

il: 

21 Gennaio 2026

di: 

Alfabeto-della-misericordia-lettera-O

Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – O

 La sociologa Anna Staropoli, per questa rubrica ha scelto di condividere con noi la parola “osare”.

Vola solo chi osa farlo, scrisse Luis Sepúlveda nel suo libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, dove il segreto del primo volo della gabbianella sta nel coraggio di gettarsi, di rischiare, di aprire le proprie ali e di spiccare il volo verso cieli nuovi. E questo grazie anche alla fiducia del gatto che si era preso cura di lei e che credeva che ce l’avrebbe fatta da sola perché ne aveva tutte le potenzialità.

La parola “desiderio” viene dal latino de-sidera (cioè, mancanza o assenza di stelle). E’ la possibilità di inseguire e cercare la propria stella nella notte… Una ricerca fatta di tentativi ed errori, brancolamenti nel buio, ma anche di gioia nel realizzare e riuscire a raggiungere i propri sogni.

Anche il viaggio è parte della meta. A piccoli passi si scoprono le proprie potenzialità e si trasforma il dolore in nuove opportunità di crescita; si impara a rialzarsi, a misurare le forze, ad orientarsi nella complessità della vita.

“Non lasciatevi rubare la speranza”, è il monito di papa Francesco ai giovani.

La povertà di speranza e la mancanza di senso della vita sono la sfida contemporanea più difficile che i giovani devono affrontare. Oggi, diventa quindi prioritario promuovere un’educazione all’affettività, al valore delle relazioni autentiche, alla cura dell’interiorità e delle emozioni, alla responsabilità di scelte etiche per il bene comune.

Occorre saper dare il giusto valore al tempo, intenderlo come kairòs – tempo di senso – e non come semplice chronos, tempo quantitativo dello scorrere delle ore.

Per “osare” la speranza, bisogna organizzarla nel “qui e ora”, concretamente, in piccole micro-comunità empatiche. E lì, sperimentare con coraggio nuove narrazioni, fuori dal pensiero unico competitivo e violento di perdenti e vincenti, fuori dalla logica della guerra e della rabbia che sfocia in comportamenti distruttivi.

Bisogna sperimentare un pensiero divergente e creativo, che si fondi sull’amore, sui legami di comunità, su quella che il filosofo e psicoanalista Miguel Benasayag definisce “sobrietà gioiosa”.

La pace bisogna osarla, costruendola dal basso e da dentro le nostre comunità umane.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

Immagine

Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – O

 La sociologa Anna Staropoli, per questa rubrica ha scelto di condividere con noi la parola “osare”.

Vola solo chi osa farlo, scrisse Luis Sepúlveda nel suo libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, dove il segreto del primo volo della gabbianella sta nel coraggio di gettarsi, di rischiare, di aprire le proprie ali e di spiccare il volo verso cieli nuovi. E questo grazie anche alla fiducia del gatto che si era preso cura di lei e che credeva che ce l’avrebbe fatta da sola perché ne aveva tutte le potenzialità.

La parola “desiderio” viene dal latino de-sidera (cioè, mancanza o assenza di stelle). E’ la possibilità di inseguire e cercare la propria stella nella notte… Una ricerca fatta di tentativi ed errori, brancolamenti nel buio, ma anche di gioia nel realizzare e riuscire a raggiungere i propri sogni.

Anche il viaggio è parte della meta. A piccoli passi si scoprono le proprie potenzialità e si trasforma il dolore in nuove opportunità di crescita; si impara a rialzarsi, a misurare le forze, ad orientarsi nella complessità della vita.

“Non lasciatevi rubare la speranza”, è il monito di papa Francesco ai giovani.

La povertà di speranza e la mancanza di senso della vita sono la sfida contemporanea più difficile che i giovani devono affrontare. Oggi, diventa quindi prioritario promuovere un’educazione all’affettività, al valore delle relazioni autentiche, alla cura dell’interiorità e delle emozioni, alla responsabilità di scelte etiche per il bene comune.

Occorre saper dare il giusto valore al tempo, intenderlo come kairòs – tempo di senso – e non come semplice chronos, tempo quantitativo dello scorrere delle ore.

Per “osare” la speranza, bisogna organizzarla nel “qui e ora”, concretamente, in piccole micro-comunità empatiche. E lì, sperimentare con coraggio nuove narrazioni, fuori dal pensiero unico competitivo e violento di perdenti e vincenti, fuori dalla logica della guerra e della rabbia che sfocia in comportamenti distruttivi.

Bisogna sperimentare un pensiero divergente e creativo, che si fondi sull’amore, sui legami di comunità, su quella che il filosofo e psicoanalista Miguel Benasayag definisce “sobrietà gioiosa”.

La pace bisogna osarla, costruendola dal basso e da dentro le nostre comunità umane.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

Immagine

Alfabeto-della-misericordia-lettera-O

CONDIVIDI