“Le opere del cuore” – La settima opera di misericordia corporale

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20 Ottobre 2025

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Seppellire i morti

Una breve meditazione di mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, sulla settima opera di misericordia corporale, per viverla concretamente nella vita di ogni giorno

“Le opere del cuore” è un opuscolo scritto da mons. Paolo Giulietti in occasione del Giubileo straordinario della misericordia indetto nel 2015, quando lui era ancora vescovo ausiliare di Perugia e Città della Pieve.
Sono trascorsi 10 anni, ma le riflessioni dell’attuale arcivescovo di Lucca, in merito alle opere di misericordia, sono ancora attuali.
L’intento è quello di rileggere queste brevi meditazioni sulle quattordici opere per poi attualizzarle nella vita di ogni giorno: ciò che spazio + spadoni chiama “RiEvoluzione delle opere di misericordia”.

Seppellire i morti

Per fortuna non accade più che i morti rimangano insepolti.

Succede invece che i morenti siano lasciati soli e privi di ragioni di speranza, che i familiari si trovino smarriti e disorientati, che l’interesse economico entri prepotentemente anche nei giorni della tristezza.

Perduti o dimenticati i rituali tradizionali di accompagnamento dei morenti e di elaborazione del lutto, la sepoltura dei propri cari è delegata agli “specialisti” delle agenzie di onoranze funebri, e la realtà della morte viene estromessa sempre più spesso dalle case, dal vissuto dei bambini, dalle conversazioni degli adulti. Non è così facile, oggi, seppellire i morti!

L’esercizio di questa Opera si colloca, quindi, sul versante di una relazione con il morente e con la sua famiglia volta a sostenere, a incoraggiare, ad aprire alla speranza cristiana della vita eterna e della risurrezione della carne, a fare del lutto un’occasione per risaldare i legami e ritrovare solidarietà.

La morte, infatti, non è esorcizzabile: o si risolve trovando ragioni affidabili per continuare a vivere, oppure i “morti insepolti” sono destinati a riempire di paure, di ansietà o magari di sensi colpa il cammino di chi sopravvive loro

Fonte

  • Giulietti, P., Le opere del cuore

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Una breve meditazione di mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, sulla settima opera di misericordia corporale, per viverla concretamente nella vita di ogni giorno

“Le opere del cuore” è un opuscolo scritto da mons. Paolo Giulietti in occasione del Giubileo straordinario della misericordia indetto nel 2015, quando lui era ancora vescovo ausiliare di Perugia e Città della Pieve.
Sono trascorsi 10 anni, ma le riflessioni dell’attuale arcivescovo di Lucca, in merito alle opere di misericordia, sono ancora attuali.
L’intento è quello di rileggere queste brevi meditazioni sulle quattordici opere per poi attualizzarle nella vita di ogni giorno: ciò che spazio + spadoni chiama “RiEvoluzione delle opere di misericordia”.

Seppellire i morti

Per fortuna non accade più che i morti rimangano insepolti.

Succede invece che i morenti siano lasciati soli e privi di ragioni di speranza, che i familiari si trovino smarriti e disorientati, che l’interesse economico entri prepotentemente anche nei giorni della tristezza.

Perduti o dimenticati i rituali tradizionali di accompagnamento dei morenti e di elaborazione del lutto, la sepoltura dei propri cari è delegata agli “specialisti” delle agenzie di onoranze funebri, e la realtà della morte viene estromessa sempre più spesso dalle case, dal vissuto dei bambini, dalle conversazioni degli adulti. Non è così facile, oggi, seppellire i morti!

L’esercizio di questa Opera si colloca, quindi, sul versante di una relazione con il morente e con la sua famiglia volta a sostenere, a incoraggiare, ad aprire alla speranza cristiana della vita eterna e della risurrezione della carne, a fare del lutto un’occasione per risaldare i legami e ritrovare solidarietà.

La morte, infatti, non è esorcizzabile: o si risolve trovando ragioni affidabili per continuare a vivere, oppure i “morti insepolti” sono destinati a riempire di paure, di ansietà o magari di sensi colpa il cammino di chi sopravvive loro

Fonte

  • Giulietti, P., Le opere del cuore

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Seppellire i morti

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