Lingua dei segni: un atto di misericordia quotidiana

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23 Settembre 2025

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Foto di Burst (Pexels)

In occasione della Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, che ricorre il 23 settembre, cerchiamo connessioni con le opere di misericordia

Ogni anno il 23 settembre celebriamo la Giornata internazionale delle lingue dei segni, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017 e celebrata per la prima volta nel 2018, per ricordare la ricchezza, la dignità e il diritto alla comunicazione piena per le persone sorde.

Perché parlare oggi, sul blog di spazio + spadoni, proprio nel cuore della nostra riflessione sulle opere di misericordia? Perché tra i gesti di solidarietà, inclusione e cura verso il prossimo, anche la lingua – nella sua forma più autentica e diversificata – è un mezzo potente di misericordia.

Le Opere di Misericordia che parlano attraverso le mani

Le opere di misericordia, secondo la tradizione cristiana, si dividono in corporali e spirituali. Trovano grande risonanza nella vita dei non udenti, quando chi ascolta fa lo sforzo non solo di udire o vedere, ma proprio di comprendere. Ecco alcune opere che assumono un sapore particolare se viste da questo punto di vista:

1. Consolare gli afflitti

Offrire vicinanza a chi vive nella sordità: ascoltare (o guardare) con attenzione ciò che non può essere detto con la voce, ma può essere espresso con le mani, lo sguardo, il corpo. Un gesto di sostegno quando si riconosce il valore della lingua dei segni come strumento di vita.

2. Istruire gli ignoranti

Rendere l’informazione accessibile—insegnamenti, messaggi pubblici, manifestazioni culturali—anche in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Non è solo questione di linguaggio ma di diritto: diritto a capire e farsi capire.

3. Ammonire i peccatori

Ammonire chi sbaglia (nel senso di guidare verso il bene) Promuovere una cultura che riconosca la discriminazione, il silenzio involontario che esclude, l’ignoranza che ferisce, invitando tutti a riflettere: come faccio a includere, come parlo di accessibilità, come “segno” con rispetto?

4. Perdonare le offese

Perdonare e chiedere perdono per le volte in cui la comunità udente ha ignorato, emarginato o non compreso chi non ode. È un atto di misericordia che chiede cambiamento concreto: rendere tutto, dal quotidiano alla dimensione istituzionale, accessibile.

5. Sopportare pazientemente le persone moleste o difficili

Spesso il linguaggio dei segni richiede pazienza, tempo, ascolto non convenzionale. Ed è una sfida: non tutti conoscono la LIS, non tutti la usano, può esserci frustrazione. Sopportare pazientemente significa dare valore, non rifiutare.

6. Visitare gli infermi / Accogliere lo straniero / Vestire chi è nudo / Dare da bere a chi ha sete (opere corporali)

In conclusione

Celebrare la Giornata internazionale delle lingue dei segni non è solo un gesto simbolico, ma un invito a trasformare il quotidiano: riconoscendo diritti, offrendo strumenti, abbracciando la diversità. Le opere di misericordia ci chiedono: come possiamo essere vicini, come possiamo abbattere barriere invisibili, come possiamo comunicare che ogni essere umano è fatto per essere compreso e accettato?

Immagine

In occasione della Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, che ricorre il 23 settembre, cerchiamo connessioni con le opere di misericordia

Ogni anno il 23 settembre celebriamo la Giornata internazionale delle lingue dei segni, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017 e celebrata per la prima volta nel 2018, per ricordare la ricchezza, la dignità e il diritto alla comunicazione piena per le persone sorde.

Perché parlare oggi, sul blog di spazio + spadoni, proprio nel cuore della nostra riflessione sulle opere di misericordia? Perché tra i gesti di solidarietà, inclusione e cura verso il prossimo, anche la lingua – nella sua forma più autentica e diversificata – è un mezzo potente di misericordia.

Le Opere di Misericordia che parlano attraverso le mani

Le opere di misericordia, secondo la tradizione cristiana, si dividono in corporali e spirituali. Trovano grande risonanza nella vita dei non udenti, quando chi ascolta fa lo sforzo non solo di udire o vedere, ma proprio di comprendere. Ecco alcune opere che assumono un sapore particolare se viste da questo punto di vista:

1. Consolare gli afflitti

Offrire vicinanza a chi vive nella sordità: ascoltare (o guardare) con attenzione ciò che non può essere detto con la voce, ma può essere espresso con le mani, lo sguardo, il corpo. Un gesto di sostegno quando si riconosce il valore della lingua dei segni come strumento di vita.

2. Istruire gli ignoranti

Rendere l’informazione accessibile—insegnamenti, messaggi pubblici, manifestazioni culturali—anche in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Non è solo questione di linguaggio ma di diritto: diritto a capire e farsi capire.

3. Ammonire i peccatori

Ammonire chi sbaglia (nel senso di guidare verso il bene) Promuovere una cultura che riconosca la discriminazione, il silenzio involontario che esclude, l’ignoranza che ferisce, invitando tutti a riflettere: come faccio a includere, come parlo di accessibilità, come “segno” con rispetto?

4. Perdonare le offese

Perdonare e chiedere perdono per le volte in cui la comunità udente ha ignorato, emarginato o non compreso chi non ode. È un atto di misericordia che chiede cambiamento concreto: rendere tutto, dal quotidiano alla dimensione istituzionale, accessibile.

5. Sopportare pazientemente le persone moleste o difficili

Spesso il linguaggio dei segni richiede pazienza, tempo, ascolto non convenzionale. Ed è una sfida: non tutti conoscono la LIS, non tutti la usano, può esserci frustrazione. Sopportare pazientemente significa dare valore, non rifiutare.

6. Visitare gli infermi / Accogliere lo straniero / Vestire chi è nudo / Dare da bere a chi ha sete (opere corporali)

In conclusione

Celebrare la Giornata internazionale delle lingue dei segni non è solo un gesto simbolico, ma un invito a trasformare il quotidiano: riconoscendo diritti, offrendo strumenti, abbracciando la diversità. Le opere di misericordia ci chiedono: come possiamo essere vicini, come possiamo abbattere barriere invisibili, come possiamo comunicare che ogni essere umano è fatto per essere compreso e accettato?

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