Burundi, Centro OPERA M | Quando spazio + spadoni diventa famiglia

Christa e suor Hyacinthe Manariyo
Dal Centro di Bujumbura, suor Hyacinthe ci racconta il coraggio di chi ha difeso la sua fede e ora è attiva con le opere di misericordia
Si chiama Christa: è tra le prime tre ragazze che hanno iniziato a frequentare il Centro OPERA M. Ricordo quando trascorrevamo intere giornate insieme a preparare il terreno che oggi è diventato il Giardino delle Feste OPERA M.
Una giovane donna dal coraggio e dalla fede eccezionali, fuori dal comune.
Tutta la sua famiglia l’ha rifiutata dopo che lei si è convertita a una chiesa evangelica. Ma lei ha voluto rimanere cristiana cattolica. Ha trovato un fidanzato, ma la sua famiglia ha rifiutato di aiutarla a prepararsi a questo momento felice della sua vita. È stato suo zio paterno a prendersi la responsabilità, come vuole la tradizione, di organizzare tutte le cerimonie che prevedono l’incontro delle due famiglie attraverso i loro figli che si sposano.
Tutto è andato bene, ma i suoi genitori non hanno voluto partecipare. Lei ha un buon rapporto con il marito. Aspettano un bambino, frutto della loro unione. Oggi è incinta di cinque mesi.
Ora, ancora rifiutata dalla sua famiglia, ha trovato una nuova famiglia, ancora più grande: spazio + spadoni. Accompagna e sostiene altre ragazze per conto del Centro OPERA M. Infonde loro fiducia in sé stesse e la convinzione che le situazioni possono cambiare. Condividono insieme le loro esperienze.
Il pane della Misericordia, sotto forma di lavoro retribuito per la preparazione delle diverse feste che il Centro OPERA M accoglie, è un segno di Misericordia e di Speranza. Ogni giorno facciamo l’esperienza di essere Pellegrini della Speranza.
La Misericordia di Dio è all’Opera… sempre!
Immagine
- Foto di suor Hyacinthe Manariyo
Dal Centro di Bujumbura, suor Hyacinthe ci racconta il coraggio di chi ha difeso la sua fede e ora è attiva con le opere di misericordia
Si chiama Christa: è tra le prime tre ragazze che hanno iniziato a frequentare il Centro OPERA M. Ricordo quando trascorrevamo intere giornate insieme a preparare il terreno che oggi è diventato il Giardino delle Feste OPERA M.
Una giovane donna dal coraggio e dalla fede eccezionali, fuori dal comune.
Tutta la sua famiglia l’ha rifiutata dopo che lei si è convertita a una chiesa evangelica. Ma lei ha voluto rimanere cristiana cattolica. Ha trovato un fidanzato, ma la sua famiglia ha rifiutato di aiutarla a prepararsi a questo momento felice della sua vita. È stato suo zio paterno a prendersi la responsabilità, come vuole la tradizione, di organizzare tutte le cerimonie che prevedono l’incontro delle due famiglie attraverso i loro figli che si sposano.
Tutto è andato bene, ma i suoi genitori non hanno voluto partecipare. Lei ha un buon rapporto con il marito. Aspettano un bambino, frutto della loro unione. Oggi è incinta di cinque mesi.
Ora, ancora rifiutata dalla sua famiglia, ha trovato una nuova famiglia, ancora più grande: spazio + spadoni. Accompagna e sostiene altre ragazze per conto del Centro OPERA M. Infonde loro fiducia in sé stesse e la convinzione che le situazioni possono cambiare. Condividono insieme le loro esperienze.
Il pane della Misericordia, sotto forma di lavoro retribuito per la preparazione delle diverse feste che il Centro OPERA M accoglie, è un segno di Misericordia e di Speranza. Ogni giorno facciamo l’esperienza di essere Pellegrini della Speranza.
La Misericordia di Dio è all’Opera… sempre!
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- Foto di suor Hyacinthe Manariyo

Christa e suor Hyacinthe Manariyo


