Misericordia di Adrano (parte terza)
Prima del rientro in Italia, i volontari della della Misericordia di Adrano hanno conosciuto altri pezzi di cuore del Madagascar
1900 alunni, personale scolastico e tanta voglia di iniziare qualcosa di nuovo sono stati i protagonisti di quest’altra tappa.
«Per strada e tra le case, accanto ai malati, ai sofferenti, ai carcerati, con i giovani e con gli anziani, la vostra dedizione infonde speranza a tutta la società. Nei deserti della povertà e della solitudine, tanti piccoli gesti di servizio gratuito fanno fiorire germogli di umanità nuova». Sono queste le parole del Papa in occasione della Giornata il volontariato per l’anno giubilare in corso.
Diffondere la cultura e il volontariato attivo deve essere un punto essenziale per la missione. Se vogliamo, tutti siamo in grado di donare una piccola parte di noi stessi e del nostro tempo per fare del bene al nostro prossimo. Ad ognuno di noi è stato donato un talento e un carisma e abbiamo il dovere di coltivarlo.
Le Suore del Sacro Cuore di Ragusa fanno già tanto, ma non basta.
Il personale scolastico del liceo Fo Masin’i Jesoa (Sacro Cuore di Ragusa) lo ha sicuramente compreso. Ferrea la loro volontà di creare qualcosa di bello per la loro comunità di Fianarantsoa. Il loro entusiasmo la loro curiosità hanno colpito positivamente i volontari. Resta solo da chiedersi se Jojo, presidente del personale scolastico, e i suoi collaboratori riusciranno nell’impresa.
“Abbiamo seminato, poi fiorirà”, dice suor Ester. Ma come non può fiorire se a guidare intere Istituto c’è una superiora come Suor Florine? Tra le più giovani superiori del Madagascar, suor Florine è un concentrato di energia che travolge chiunque le stia intorno.
Per i volontari di Adrano è questo l’entusiasmo necessario per far fiorire la missione promossa dalla fondazione spazio + spadoni. Tanta formazione e finanziamenti non bastano, se manca la volontà di costruire qualcosa di nuovo.
Lunedì 24 marzo, dopo aver salutato la comunità di Fianarantsoa, Pietro, Agatino, Serena, suor Ester e Lantu partono verso Imady, il cuore della Congregazione del Sacro Cuore di Ragusa in Madagascar.
Imady è stata infatti la prima città ad accogliere la missione della Congregazione.
All’arrivo, i volontari conoscono la solare suor Georgette (la Madre Generale non poteva coinvolgere una persona migliore in questa missione). Nonostante la difficoltà e la mancanza risorse, è riuscita a creare mense per i poveri, a distribuire cure mediche e a continuare il suo impegno nel dispensario e nell’infermeria della Casa Madre.
Una struttura avviata è un ottimo punto di partenza per creare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa aiutare suor Georgette e le sue sorelle nella loro missione. Perché quindi non radunare tutti gli amici laici della comunità e coinvolgere i ragazzi più grandi del liceo?
Persone che sappiano coinvolgere e che credono che creare qualcosa di nuovo è possibile sono essenziali per il futuro della missione in Madagascar.