Inginocchiarsi per dire no a tutte le guerre

il: 

17 Aprile 2026

di: 

suor-Ann-Rose-Birmania-pace2021
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Fonte: Vatican News

 “Uccidete me, non la gente”: in un libro, il coraggio disarmato di suor Ann Rose Nu Tawng, la religiosa birmana che nel 2021 si inginocchiò in piazza in Myanmar

  1. Un mondo segnato dai conflitti
  2. Il gesto che commosse il mondo
  3. Il libro: una voce dall’interno del Myanmar
  4. Testimoni di pace oggi

1. Un mondo segnato dai conflitti

Viviamo un’epoca attraversata da guerre visibili e dimenticate, da tensioni sociali e repressioni che colpiscono soprattutto i più deboli. Le immagini di città devastate e popolazioni in fuga mostrano quanto fragile sia la pace. In questo scenario, e in particolare in questi giorni offuscati da nuvole incerte, emerge con forza il bisogno di testimoni capaci di opporsi alla violenza senza armi, persone che scelgono la via del coraggio morale invece della forza militare.

Il libro di Gerolamo Fazzini “Uccidete me, non la gente” si inserisce proprio in questa ricerca di speranza. E, anche se pubblicato nel 2021, ha ancora la forza di raccontare come un singolo gesto possa aprire uno spiraglio di umanità dentro la paura.

2. Il gesto che commosse il mondo

Protagonista del volume (EMI) è suor Ann Rose Nu Tawng, religiosa e infermiera nella città di Myitkyina, nel nord del Myanmar.

Dopo il colpo di Stato militare del 1° febbraio 2021, migliaia di cittadini scesero in piazza chiedendo il ritorno della democrazia sospesa. Durante le manifestazioni, il 28 febbraio e poi l’8 marzo, la suora si inginocchiò davanti ai soldati in assetto da guerra implorando di non sparare sui manifestanti disarmati. Le fotografie di quella donna in ginocchio davanti alle armi fecero il giro del mondo, diventando simbolo universale di resistenza non violenta. In quel momento Suor Ann Rose mise a rischio la propria vita per proteggere quella degli altri, trasformando la misericordia in azione concreta.

3. Il libro: una voce dall’interno del Myanmar

Nel volume scritto dal giornalista Gerolamo Fazzini, la religiosa parla per la prima volta in modo diretto della propria esperienza. Non si tratta soltanto del racconto di un gesto eroico: il libro offre anche approfondimenti sulla complessa situazione socio-politica del Myanmar, aiutando il lettore a comprendere le radici della crisi e le sofferenze della popolazione.

Suor Ann Rose racconta la propria vocazione, il servizio come infermiera, la fede maturata accanto ai poveri e la convinzione che il Vangelo chieda di difendere la vita anche quando costa paura e rischio personale. Il suo gesto non nasce dall’impulsività, ma da una lunga educazione alla compassione.

Vedendo i manifestanti in pericolo, ho deciso di proteggerli, anche a rischio della vita.
Sono andata dai poliziotti e li ho supplicati.
Mi sono inginocchiata e ho alzato le braccia al cielo, invocando l’aiuto del Signore.
«Se volete picchiare la gente o sparare sui dimostranti, fatelo con me al posto loro. Uccidete me, non la gente»

4. Testimoni di pace oggi

La storia di Suor Ann Rose interpella profondamente il nostro presente.

In un mondo che sembra rassegnato alla logica della guerra, la sua scelta ricorda che la pace ha bisogno di volti concreti, di persone disposte a esporsi per gli altri.

“Uccidete me, non la gente” non è solo il titolo di un libro, ma una domanda rivolta a ciascuno: quale responsabilità abbiamo davanti alla sofferenza del mondo?

La testimonianza della religiosa birmana mostra che la misericordia non è debolezza, ma forza capace di disarmare la violenza. E proprio oggi, mentre nuovi conflitti continuano a ferire l’umanità, il suo gesto resta un invito urgente a diventare costruttori di pace, con coraggio, fede e umanità.

Fonte e immagine

 “Uccidete me, non la gente”: in un libro, il coraggio disarmato di suor Ann Rose Nu Tawng, la religiosa birmana che nel 2021 si inginocchiò in piazza in Myanmar

  1. Un mondo segnato dai conflitti
  2. Il gesto che commosse il mondo
  3. Il libro: una voce dall’interno del Myanmar
  4. Testimoni di pace oggi

1. Un mondo segnato dai conflitti

Viviamo un’epoca attraversata da guerre visibili e dimenticate, da tensioni sociali e repressioni che colpiscono soprattutto i più deboli. Le immagini di città devastate e popolazioni in fuga mostrano quanto fragile sia la pace. In questo scenario, e in particolare in questi giorni offuscati da nuvole incerte, emerge con forza il bisogno di testimoni capaci di opporsi alla violenza senza armi, persone che scelgono la via del coraggio morale invece della forza militare.

Il libro di Gerolamo Fazzini “Uccidete me, non la gente” si inserisce proprio in questa ricerca di speranza. E, anche se pubblicato nel 2021, ha ancora la forza di raccontare come un singolo gesto possa aprire uno spiraglio di umanità dentro la paura.

2. Il gesto che commosse il mondo

Protagonista del volume (EMI) è suor Ann Rose Nu Tawng, religiosa e infermiera nella città di Myitkyina, nel nord del Myanmar.

Dopo il colpo di Stato militare del 1° febbraio 2021, migliaia di cittadini scesero in piazza chiedendo il ritorno della democrazia sospesa. Durante le manifestazioni, il 28 febbraio e poi l’8 marzo, la suora si inginocchiò davanti ai soldati in assetto da guerra implorando di non sparare sui manifestanti disarmati. Le fotografie di quella donna in ginocchio davanti alle armi fecero il giro del mondo, diventando simbolo universale di resistenza non violenta. In quel momento Suor Ann Rose mise a rischio la propria vita per proteggere quella degli altri, trasformando la misericordia in azione concreta.

3. Il libro: una voce dall’interno del Myanmar

Nel volume scritto dal giornalista Gerolamo Fazzini, la religiosa parla per la prima volta in modo diretto della propria esperienza. Non si tratta soltanto del racconto di un gesto eroico: il libro offre anche approfondimenti sulla complessa situazione socio-politica del Myanmar, aiutando il lettore a comprendere le radici della crisi e le sofferenze della popolazione.

Suor Ann Rose racconta la propria vocazione, il servizio come infermiera, la fede maturata accanto ai poveri e la convinzione che il Vangelo chieda di difendere la vita anche quando costa paura e rischio personale. Il suo gesto non nasce dall’impulsività, ma da una lunga educazione alla compassione.

Vedendo i manifestanti in pericolo, ho deciso di proteggerli, anche a rischio della vita.
Sono andata dai poliziotti e li ho supplicati.
Mi sono inginocchiata e ho alzato le braccia al cielo, invocando l’aiuto del Signore.
«Se volete picchiare la gente o sparare sui dimostranti, fatelo con me al posto loro. Uccidete me, non la gente»

4. Testimoni di pace oggi

La storia di Suor Ann Rose interpella profondamente il nostro presente.

In un mondo che sembra rassegnato alla logica della guerra, la sua scelta ricorda che la pace ha bisogno di volti concreti, di persone disposte a esporsi per gli altri.

“Uccidete me, non la gente” non è solo il titolo di un libro, ma una domanda rivolta a ciascuno: quale responsabilità abbiamo davanti alla sofferenza del mondo?

La testimonianza della religiosa birmana mostra che la misericordia non è debolezza, ma forza capace di disarmare la violenza. E proprio oggi, mentre nuovi conflitti continuano a ferire l’umanità, il suo gesto resta un invito urgente a diventare costruttori di pace, con coraggio, fede e umanità.

Fonte e immagine

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Fonte: Vatican News

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