Un libro sulle orme di… Pier Giorgio Frassati

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Il libro «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza» a cura di Vittorio Rapetti
«Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati» è un evento in due tempi e una pubblicazione che sottolinea i legami ideali tra il giovane cattolico antifascista e partigiano Giorgio Catti e Pier Giorgio Frassati – canonizzato da Leone XIV il 7 settembre – uomini e testimoni di fede profonda, di impegno sociale e azione concreta, di lotta per la giustizia e la libertà. Laici nella Chiesa e cristiani nel mondo. Frassati, che muore nel luglio 1925 e Catti, ucciso durante la Resistenza, si oppongono al fascismo e promuovono giustizia e libertà. PGF un giorno confessò: «Non fummo mai un istante solo della vita passata per il fascismo». Il motto «Verso l’alto, verso l’altro» sottolinea l’aspirazione a Dio e alla santità e l’impegno verso gli altri, specie i poveri.
Recentemente, promossi dall’Azione Cattolica, due convegni a Torino hanno ricordato Frassati e Catti e ne è uscito il libro «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza», curato dallo storico acquese Vittorio Rapetti, esponente di spicco dell’AC subalpina: «La coincidenza nel 2025 – scrive – dell’80° della Liberazione dal nazi-fascismo con la canonizzazione di Frassati e i cento anni della fine del sistema liberal-democratico in Italia con l’avvento del fascismo, sollecita una riflessione sul senso di questa memoria e sul ruolo dei protagonisti sul piano civile ed ecclesiale».
Il volume con 34 contributi si articola in quattro sezioni che cercano di rispondere a diverse sollecitazioni. «Tra storia e attualità» propone le relazioni degli storici Roberto Falciola, che è anche vicepostulatore della causa di PGF, Marta Margotti, Giuseppe Tuninetti, del generale Franco Cravarezza, recentemente morto e la giornalista Chiara Genisio. «Tra memoria e futuro» con una serie di interventi sul valore di quelle esperienze per l’attualità. «Testimoni»: parlano alcuni protagonisti della vicenda resistenziale ed alcuni partecipanti cattolici alla Resistenza, uomini e donne, racconti in larga parte inediti o poco conosciuti come quelli di Mario Deorsola (che sarà gambizzato dalle Brigate Rosse nel 1978), Oreste Longhi, Vincenzo Pino. «Profili» anche qui di partigiani poco conosciuti: Enrico Zappia e Alda Nerin, don Giuseppe Pollarolo («Un partigiano con il crocifisso e la cinepresa»), Anna Rosa Gallesio Girola, una madre e una giornalista con i fiocchi.
Giorgio Catti, come tanti della sua generazione, matura la vocazione cristiana sulle orme di Pier Giorgio. Osserva Rapetti: «Un percorso collega strettamente quelle generazioni e giunge fino ai giorni nostri. È una memoria radicata nella storia del nostro Paese, nella nostra Regione, in modo particolare nell’Azione Cattolica e nella comunità ecclesiale.
Emerge la centralità della dimensione spirituale, fondamentale ma spesso ignorata dalla storiografia. Si evidenzia il ruolo Chiesa e delle associazioni che, in frangenti drammatici, fornirono indispensabili punti di riferimento».
Catti nasce a Torino il 28 ottobre 1925; entra nella GIAC e nella San Vincenzo. Dopo l’8 settembre 1943 entra alla resistenza all’Università di Torino e nella zona di Cumiana costituisce una formazione con i soldati sbandati, partecipa alla Divisione autonoma Val Chisone. Il suo gruppo è sorpreso da un reparto di paracadutisti fascisti della Folgore e ucciso nel dicembre 1944. A lui sono intitolati a Torino un fondo presso l’Archivio arcivescovile e un Centro sulla Resistenza cattolica in Piemonte.
A cura di Vittorio Rapetti, «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza», Impressioni grafiche, Acqui (Al), 2025.
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Il libro «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza» a cura di Vittorio Rapetti
«Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati» è un evento in due tempi e una pubblicazione che sottolinea i legami ideali tra il giovane cattolico antifascista e partigiano Giorgio Catti e Pier Giorgio Frassati – canonizzato da Leone XIV il 7 settembre – uomini e testimoni di fede profonda, di impegno sociale e azione concreta, di lotta per la giustizia e la libertà. Laici nella Chiesa e cristiani nel mondo. Frassati, che muore nel luglio 1925 e Catti, ucciso durante la Resistenza, si oppongono al fascismo e promuovono giustizia e libertà. PGF un giorno confessò: «Non fummo mai un istante solo della vita passata per il fascismo». Il motto «Verso l’alto, verso l’altro» sottolinea l’aspirazione a Dio e alla santità e l’impegno verso gli altri, specie i poveri.
Recentemente, promossi dall’Azione Cattolica, due convegni a Torino hanno ricordato Frassati e Catti e ne è uscito il libro «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza», curato dallo storico acquese Vittorio Rapetti, esponente di spicco dell’AC subalpina: «La coincidenza nel 2025 – scrive – dell’80° della Liberazione dal nazi-fascismo con la canonizzazione di Frassati e i cento anni della fine del sistema liberal-democratico in Italia con l’avvento del fascismo, sollecita una riflessione sul senso di questa memoria e sul ruolo dei protagonisti sul piano civile ed ecclesiale».
Il volume con 34 contributi si articola in quattro sezioni che cercano di rispondere a diverse sollecitazioni. «Tra storia e attualità» propone le relazioni degli storici Roberto Falciola, che è anche vicepostulatore della causa di PGF, Marta Margotti, Giuseppe Tuninetti, del generale Franco Cravarezza, recentemente morto e la giornalista Chiara Genisio. «Tra memoria e futuro» con una serie di interventi sul valore di quelle esperienze per l’attualità. «Testimoni»: parlano alcuni protagonisti della vicenda resistenziale ed alcuni partecipanti cattolici alla Resistenza, uomini e donne, racconti in larga parte inediti o poco conosciuti come quelli di Mario Deorsola (che sarà gambizzato dalle Brigate Rosse nel 1978), Oreste Longhi, Vincenzo Pino. «Profili» anche qui di partigiani poco conosciuti: Enrico Zappia e Alda Nerin, don Giuseppe Pollarolo («Un partigiano con il crocifisso e la cinepresa»), Anna Rosa Gallesio Girola, una madre e una giornalista con i fiocchi.
Giorgio Catti, come tanti della sua generazione, matura la vocazione cristiana sulle orme di Pier Giorgio. Osserva Rapetti: «Un percorso collega strettamente quelle generazioni e giunge fino ai giorni nostri. È una memoria radicata nella storia del nostro Paese, nella nostra Regione, in modo particolare nell’Azione Cattolica e nella comunità ecclesiale.
Emerge la centralità della dimensione spirituale, fondamentale ma spesso ignorata dalla storiografia. Si evidenzia il ruolo Chiesa e delle associazioni che, in frangenti drammatici, fornirono indispensabili punti di riferimento».
Catti nasce a Torino il 28 ottobre 1925; entra nella GIAC e nella San Vincenzo. Dopo l’8 settembre 1943 entra alla resistenza all’Università di Torino e nella zona di Cumiana costituisce una formazione con i soldati sbandati, partecipa alla Divisione autonoma Val Chisone. Il suo gruppo è sorpreso da un reparto di paracadutisti fascisti della Folgore e ucciso nel dicembre 1944. A lui sono intitolati a Torino un fondo presso l’Archivio arcivescovile e un Centro sulla Resistenza cattolica in Piemonte.
A cura di Vittorio Rapetti, «Giorgio Catti sulle orme di Pier Giorgio Frassati. Cristiani tra fascismo e Resistenza», Impressioni grafiche, Acqui (Al), 2025.
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