Albania, dove la misericordia fa sentire sete di… amore

Tramonto in Albania (Blog Saveriani)
Padre Carlo Salvadori, missionario saveriano, è uno dei nostri autori. Il racconto del campo estivo dei giovani in Albania
“I nostri genitori non hanno rischiato per sfamarci, ma per dirci che Dio c’è ed è amore”. Sono le parole di sr Lula, Clarissa di S. Chiara, che è nata e cresciuta in Albania durante la dittatura di Enver Hoxa ed ora vive nel monastero di Scutari. Se la polizia avesse saputo che la sua famiglia pregava, sarebbero stati deportati tutti in un campo di lavoro e di sterminio.
Il campo estivo 2025 è cominciato dalle Clarisse, proseguito in due gruppi separati: Puka e Scutari, e concluso con un pellegrinaggio a Medjugorje e due giorni di mare a Pula in Croazia.
I partecipanti sono stati 24 giovani e tre accompagnatori provenienti principalmente da Tavernerio (Co) e Salerno, ma anche da Padova, Vicenza, Tirana e Pula (Croazia).
“Che cosa siete andati a fare in Albania?”
“A combattere contro la persecuzione del benessere per restare umani”.
Così è del servizio presso il ricovero per persone psichiatriche (53 donne in tutto) delle suore di Madre Teresa, nell’animazione dei Grest a Gur i Zi, Puka, Celes e Bushat e nella visita e benedizioni alle famiglie delle montagne.
Gli ingredienti della nostra missione sono stati: il viaggio, la condivisione, la preghiera e il divertimento.
Attraverso l’incontro con i poveri abbiamo scoperto che il nostro cuore ha una grandissima sete di amore.
Ascoltando questa sete abbiamo incontrato Gesù. È Lui per primo ad avere sete del nostro amore. “Benedicimi, benedicimi, in nome di Dio”. Noi missionari siamo chiamati e scelti per essere benedizione.
Fonte e immagine
Padre Carlo Salvadori, missionario saveriano, è uno dei nostri autori. Il racconto del campo estivo dei giovani in Albania
“I nostri genitori non hanno rischiato per sfamarci, ma per dirci che Dio c’è ed è amore”. Sono le parole di sr Lula, Clarissa di S. Chiara, che è nata e cresciuta in Albania durante la dittatura di Enver Hoxa ed ora vive nel monastero di Scutari. Se la polizia avesse saputo che la sua famiglia pregava, sarebbero stati deportati tutti in un campo di lavoro e di sterminio.
Il campo estivo 2025 è cominciato dalle Clarisse, proseguito in due gruppi separati: Puka e Scutari, e concluso con un pellegrinaggio a Medjugorje e due giorni di mare a Pula in Croazia.
I partecipanti sono stati 24 giovani e tre accompagnatori provenienti principalmente da Tavernerio (Co) e Salerno, ma anche da Padova, Vicenza, Tirana e Pula (Croazia).
“Che cosa siete andati a fare in Albania?”
“A combattere contro la persecuzione del benessere per restare umani”.
Così è del servizio presso il ricovero per persone psichiatriche (53 donne in tutto) delle suore di Madre Teresa, nell’animazione dei Grest a Gur i Zi, Puka, Celes e Bushat e nella visita e benedizioni alle famiglie delle montagne.
Gli ingredienti della nostra missione sono stati: il viaggio, la condivisione, la preghiera e il divertimento.
Attraverso l’incontro con i poveri abbiamo scoperto che il nostro cuore ha una grandissima sete di amore.
Ascoltando questa sete abbiamo incontrato Gesù. È Lui per primo ad avere sete del nostro amore. “Benedicimi, benedicimi, in nome di Dio”. Noi missionari siamo chiamati e scelti per essere benedizione.
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Tramonto in Albania (Blog Saveriani)


