America latina | In ricordo di mons. Oscar Romero

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Per la Giornata dei Missionari martiri, dal Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, fa memoria di Oscar Romero
Il 24 marzo 2026, abbiamo ricordato i 46 anni del martirio di Sant’Oscar Romero, vescovo salvadoregno ucciso mentre celebrava l’Eucaristia.
Ucciso per essere stato la voce del suo popolo oppresso, per essere stato profeta e annunciatore del Regno di Dio.
Ucciso per aver denunciato tutte le ingiustizie di cui soffriva il popolo che guidava come vescovo.
Ucciso per aver detto la verità, e la verità è sempre rivoluzionaria.
Ucciso per la sua scelta preferenziale dai poveri.
Che l’esempio di san Óscar Romero ci aiuti a rimanere fedeli alla parola di Gesù, ad essere coerenti, con una fede incarnata che aiuti gli altri a credere nella verità e ad essere veramente liberi.
Voglio ricordarlo con alcune sue parole: «Dio vuole salvarci come popolo. Non vuole una salvezza isolata. Per questo la Chiesa di oggi, più che mai, sta accentuando il senso del popolo. Ed è per questo che la Chiesa soffre di conflitti, perché la Chiesa non vuole la massa, vuole il popolo. La massa è la massa di persone più intorpidite, meglio è; più conformiste, meglio è. La Chiesa vuole risvegliare agli uomini al senso del popolo. Cos’è il paese? Il popolo è una comunità di uomini dove tutti cospirano per il bene comune».
«Una religione della messa domenicale, ma di settimane ingiuste non piace al Signore. Una religione di grande preghiera, ma con le ipocrisie nel cuore non è cristiana. Una Chiesa che si stabilisse solo per stare bene, per avere molti soldi, molto conforto, ma che dimenticasse la rivendicazione delle ingiustizie, non sarebbe la vera Chiesa del nostro divino Redentore».
Anche in Argentina si celebra il Giorno della Memoria per la Verità e la Giustizia, ricordando quest’anno i 50 anni del colpo di stato con il quale è iniziata la dittatura militare argentina, causando tra l’altro più di 30.000 dispersi, la cui memoria l’attuale governo di Javier Milei continua a oltraggiare.
È importante capire che non c’è Memoria se è selettiva; non c’è verità se non è completa; non c’è giustizia se non è per tutti. Che questo non accada mai più, che non si perda mai la memoria e che sia fatta giustizia!
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Per la Giornata dei Missionari martiri, dal Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, fa memoria di Oscar Romero
Il 24 marzo 2026, abbiamo ricordato i 46 anni del martirio di Sant’Oscar Romero, vescovo salvadoregno ucciso mentre celebrava l’Eucaristia.
Ucciso per essere stato la voce del suo popolo oppresso, per essere stato profeta e annunciatore del Regno di Dio.
Ucciso per aver denunciato tutte le ingiustizie di cui soffriva il popolo che guidava come vescovo.
Ucciso per aver detto la verità, e la verità è sempre rivoluzionaria.
Ucciso per la sua scelta preferenziale dai poveri.
Che l’esempio di san Óscar Romero ci aiuti a rimanere fedeli alla parola di Gesù, ad essere coerenti, con una fede incarnata che aiuti gli altri a credere nella verità e ad essere veramente liberi.
Voglio ricordarlo con alcune sue parole: «Dio vuole salvarci come popolo. Non vuole una salvezza isolata. Per questo la Chiesa di oggi, più che mai, sta accentuando il senso del popolo. Ed è per questo che la Chiesa soffre di conflitti, perché la Chiesa non vuole la massa, vuole il popolo. La massa è la massa di persone più intorpidite, meglio è; più conformiste, meglio è. La Chiesa vuole risvegliare agli uomini al senso del popolo. Cos’è il paese? Il popolo è una comunità di uomini dove tutti cospirano per il bene comune».
«Una religione della messa domenicale, ma di settimane ingiuste non piace al Signore. Una religione di grande preghiera, ma con le ipocrisie nel cuore non è cristiana. Una Chiesa che si stabilisse solo per stare bene, per avere molti soldi, molto conforto, ma che dimenticasse la rivendicazione delle ingiustizie, non sarebbe la vera Chiesa del nostro divino Redentore».
Anche in Argentina si celebra il Giorno della Memoria per la Verità e la Giustizia, ricordando quest’anno i 50 anni del colpo di stato con il quale è iniziata la dittatura militare argentina, causando tra l’altro più di 30.000 dispersi, la cui memoria l’attuale governo di Javier Milei continua a oltraggiare.
È importante capire che non c’è Memoria se è selettiva; non c’è verità se non è completa; non c’è giustizia se non è per tutti. Che questo non accada mai più, che non si perda mai la memoria e che sia fatta giustizia!
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