“Chiamati due volte”: a Milano, la memoria viva dei martiri d’Algeria

La locandina della mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”
Una mostra racconta la testimonianza dei 19 religiosi uccisi negli anni del terrorismo. Un cammino che conduce anche alla Giornata dei missionari martiri del 24 marzo
- La testimonianza dei martiri d’Algeria
- Una fedeltà fino alla fine
- Incontri, testimonianze e momenti di preghiera
- Verso la Giornata dei missionari martiri
1. La testimonianza dei martiri d’Algeria
A trent’anni dalla morte dei monaci di Tibhirine e del vescovo di Orano Pierre Claverie, la Chiesa torna a interrogarsi sulla forza della testimonianza cristiana. A Milano, nella Basilica di Santa Maria della Passione, la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” propone un percorso che racconta la storia dei 19 religiosi e religiose uccisi tra il 1994 e il 1996 durante gli anni più drammatici del terrorismo nel Paese nordafricano.
L’iniziativa – promossa da Arcidiocesi di Milano, Centro Pime, Fondazione Internazionale Oasis, Centro culturale Péguy, Centro culturale di Milano e parrocchia Santa Maria della Passione – invita a rileggere quelle vicende non solo come una pagina dolorosa della storia recente, ma come una testimonianza ancora capace di parlare al presente.
2. Una fedeltà fino alla fine
Il titolo della mostra richiama la “doppia chiamata” che ha segnato la vita di questi uomini e donne: la chiamata di Dio nella vocazione religiosa e quella del popolo algerino, accanto al quale decisero di rimanere anche quando la violenza rendeva tutto incerto.
Nel cosiddetto “decennio nero” dell’Algeria, tra attentati e guerra civile, i religiosi continuarono a vivere accanto alla popolazione musulmana, condividendone le sofferenze e offrendo segni concreti di dialogo e fraternità. Il percorso espositivo raccoglie testimonianze, oggetti e racconti che restituiscono il volto umano di questa scelta radicale: restare, servire, amare fino al dono della vita.
3. Incontri, testimonianze e momenti di preghiera
La mostra non è solo un’esposizione, ma anche un cammino di incontri e momenti di riflessione. L’inaugurazione vede la partecipazione del vescovo di Orano, il missionario del Pime Davide Carraro, mentre altri appuntamenti coinvolgono figure della Chiesa impegnate nel dialogo tra cristiani e musulmani.
Tra gli eventi più significativi, una testimonianza del cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, che offrirà uno sguardo attuale sulla presenza cristiana in Algeria e sul significato di una comunità piccola ma profondamente radicata nel dialogo e nella fraternità.
La mostra sarà visitabile fino al 29 marzo, da lunedì a sabato 10.00-13.00 / 15.00-19.00 e domenica 15.00-19.00
4. Verso la Giornata dei missionari martiri
Il percorso richiama anche la data in cui la Chiesa celebra la Giornata dei missionari martiri, il 24 marzo, occasione per ricordare quanti hanno dato la vita per il Vangelo nel mondo.
La memoria dei martiri diventa così non solo ricordo, ma invito a vivere il Vangelo con coraggio e fedeltà, anche nelle situazioni più difficili.
Fonte e immagine
- Newsletter Pime Milano
Una mostra racconta la testimonianza dei 19 religiosi uccisi negli anni del terrorismo. Un cammino che conduce anche alla Giornata dei missionari martiri del 24 marzo
- La testimonianza dei martiri d’Algeria
- Una fedeltà fino alla fine
- Incontri, testimonianze e momenti di preghiera
- Verso la Giornata dei missionari martiri
1. La testimonianza dei martiri d’Algeria
A trent’anni dalla morte dei monaci di Tibhirine e del vescovo di Orano Pierre Claverie, la Chiesa torna a interrogarsi sulla forza della testimonianza cristiana. A Milano, nella Basilica di Santa Maria della Passione, la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” propone un percorso che racconta la storia dei 19 religiosi e religiose uccisi tra il 1994 e il 1996 durante gli anni più drammatici del terrorismo nel Paese nordafricano.
L’iniziativa – promossa da Arcidiocesi di Milano, Centro Pime, Fondazione Internazionale Oasis, Centro culturale Péguy, Centro culturale di Milano e parrocchia Santa Maria della Passione – invita a rileggere quelle vicende non solo come una pagina dolorosa della storia recente, ma come una testimonianza ancora capace di parlare al presente.
2. Una fedeltà fino alla fine
Il titolo della mostra richiama la “doppia chiamata” che ha segnato la vita di questi uomini e donne: la chiamata di Dio nella vocazione religiosa e quella del popolo algerino, accanto al quale decisero di rimanere anche quando la violenza rendeva tutto incerto.
Nel cosiddetto “decennio nero” dell’Algeria, tra attentati e guerra civile, i religiosi continuarono a vivere accanto alla popolazione musulmana, condividendone le sofferenze e offrendo segni concreti di dialogo e fraternità. Il percorso espositivo raccoglie testimonianze, oggetti e racconti che restituiscono il volto umano di questa scelta radicale: restare, servire, amare fino al dono della vita.
3. Incontri, testimonianze e momenti di preghiera
La mostra non è solo un’esposizione, ma anche un cammino di incontri e momenti di riflessione. L’inaugurazione vede la partecipazione del vescovo di Orano, il missionario del Pime Davide Carraro, mentre altri appuntamenti coinvolgono figure della Chiesa impegnate nel dialogo tra cristiani e musulmani.
Tra gli eventi più significativi, una testimonianza del cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, che offrirà uno sguardo attuale sulla presenza cristiana in Algeria e sul significato di una comunità piccola ma profondamente radicata nel dialogo e nella fraternità.
La mostra sarà visitabile fino al 29 marzo, da lunedì a sabato 10.00-13.00 / 15.00-19.00 e domenica 15.00-19.00
4. Verso la Giornata dei missionari martiri
Il percorso richiama anche la data in cui la Chiesa celebra la Giornata dei missionari martiri, il 24 marzo, occasione per ricordare quanti hanno dato la vita per il Vangelo nel mondo.
La memoria dei martiri diventa così non solo ricordo, ma invito a vivere il Vangelo con coraggio e fedeltà, anche nelle situazioni più difficili.
Fonte e immagine
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La locandina della mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”


