Ciad | L’alcool che diventa schiavitù di uomini e donne

Foto di padre Carlo Salvadori
Ciad: alcolismo, povertà, schiavitù, bisogno di pace. Una lettera del missionario saveriano padre Carlo Salvadori
«Sono pieno di gioia per il dono della vocazione missionaria». Così si esprimeva padre Aldo Vagni dopo lunghi anni di vita missionaria. Costruttore di anime in Congo e pescatore di uomini in Italia.
Anch’io, mentre sto per compiere 46 anni, desidero esprimere lo stesso sentimento qui in Ciad, dove Dio mi ha mandato.
Alla fine di febbraio, padre Marco si è ammalato e siamo stati costretti a trasferirlo in Italia; ha preso una sonora polmonite a causa della malaria. Ora sta bene ed è in convalescenza a Parma, nella casa madre dei saveriani. Purtroppo, Thierry ed io non riusciamo più a raggiungere i villaggi più lontani per le celebrazioni.
Mercoledì santo è molto sentito in Ciad. C’è gente non cristiana che viene al rito delle ceneri perché ritiene che abbia potere di proteggere dal male. Quel giorno ho celebrato nel villaggio di Bagarai e in una cappella della parrocchia (Nostra Signora d’Africa).
In occasione della Quaresima, il vescovo di Pala ha voluto scrivere una lettera per invitare i cristiani ad astenersi dall’alcool per 40 giorni.
L’alcool stronca la vita di centinaia di persone qui in Ciad.
Circa un mese fa, visitando la famiglia dell’amico Cristian, il papà mi dice: “padre, sono posseduto dal demonio”. Durante la cena mi confida: “non riesco a liberarmi dall’alcool”.
La settimana seguente, faccio un giro in quartiere e all’esterno di un cabaret (specie di bar col tetto di paglia) dove la madre di Fikadi vende l’arghì (grappa artigianale), incrociamo due giovani madri col neonato legato in schiena che escono di lì. Una di loro blatera, l’altra mi chiede: “padre, la Bibbia permette l’alcool?”. So che la donna è più preparata di me sull’argomento. Davanti al mio silenzio è in evidente disagio. “L’alcool non è il male. Dio non vuole che tu stia male e che l’alcool ti comandi”.
Chiedo alla mamma di Fikadi perché venda grappa e se non fosse il caso di cambiare commercio. Lei mi dice: “padre, l’inondazione del 2024 mi ha portato via tutto: casa, cucina, bagno. Sono rimasta senza nulla. Vedi il miglio germogliato? (viene utilizzato per preparare la grappa) Non è mio. L’ho preso a credito da una signora. Quando vendo l’alcool ,rimborso e ne prendo altro per il prossimo giro”. Così è la schiavitù di una madre e così la schiavitù di tante, troppe persone che come passatempo si ubriacano.
Come dice il vescovo, qui l’alcolismo è una piaga sociale. Una domanda dentro di me rimane: “perché questo abuso endemico?”.
Grazie a Dio, in Italia ho conosciuto Alcolisti Anonimi. Il mio desiderio e la mia preghiera quotidiana e vederli nascere qui a Bongor. Il cuore del messaggio di AA è che «c’è una forza capace di ricondurre alla vita degli alcolisti che altrimenti sarebbero destinati alla morte». La lotta tra la vita e la morte porterà Cristo a trionfare nel giorno di Pasqua.
Domenica scorsa ho vissuto il ritiro quaresimale con i bambini da 6 a 13 anni. Erano più di 400 ed insieme abbiamo celebrato la Messa alla fine della quale ho insegnato una danza indiana imparata in Albania col gruppo M6.
Durante l’omelia, i bimbi hanno pregato per la pace e perché i bambini poveri possano andare a scuola. Pace e scuola, la ricetta per un mondo migliore per i bambini di Bongor. Potrebbero ispirare i grandi della terra!
Pregate per me ed i miei confratelli. Buon tempo di Quaresima/Ramadan nel Signore. Alla prossima!
Immagine
- Foto di p. Carlo Maria Salavadori
Ciad: alcolismo, povertà, schiavitù, bisogno di pace. Una lettera del missionario saveriano padre Carlo Salvadori
«Sono pieno di gioia per il dono della vocazione missionaria». Così si esprimeva padre Aldo Vagni dopo lunghi anni di vita missionaria. Costruttore di anime in Congo e pescatore di uomini in Italia.
Anch’io, mentre sto per compiere 46 anni, desidero esprimere lo stesso sentimento qui in Ciad, dove Dio mi ha mandato.
Alla fine di febbraio, padre Marco si è ammalato e siamo stati costretti a trasferirlo in Italia; ha preso una sonora polmonite a causa della malaria. Ora sta bene ed è in convalescenza a Parma, nella casa madre dei saveriani. Purtroppo, Thierry ed io non riusciamo più a raggiungere i villaggi più lontani per le celebrazioni.
Mercoledì santo è molto sentito in Ciad. C’è gente non cristiana che viene al rito delle ceneri perché ritiene che abbia potere di proteggere dal male. Quel giorno ho celebrato nel villaggio di Bagarai e in una cappella della parrocchia (Nostra Signora d’Africa).
In occasione della Quaresima, il vescovo di Pala ha voluto scrivere una lettera per invitare i cristiani ad astenersi dall’alcool per 40 giorni.
L’alcool stronca la vita di centinaia di persone qui in Ciad.
Circa un mese fa, visitando la famiglia dell’amico Cristian, il papà mi dice: “padre, sono posseduto dal demonio”. Durante la cena mi confida: “non riesco a liberarmi dall’alcool”.
La settimana seguente, faccio un giro in quartiere e all’esterno di un cabaret (specie di bar col tetto di paglia) dove la madre di Fikadi vende l’arghì (grappa artigianale), incrociamo due giovani madri col neonato legato in schiena che escono di lì. Una di loro blatera, l’altra mi chiede: “padre, la Bibbia permette l’alcool?”. So che la donna è più preparata di me sull’argomento. Davanti al mio silenzio è in evidente disagio. “L’alcool non è il male. Dio non vuole che tu stia male e che l’alcool ti comandi”.
Chiedo alla mamma di Fikadi perché venda grappa e se non fosse il caso di cambiare commercio. Lei mi dice: “padre, l’inondazione del 2024 mi ha portato via tutto: casa, cucina, bagno. Sono rimasta senza nulla. Vedi il miglio germogliato? (viene utilizzato per preparare la grappa) Non è mio. L’ho preso a credito da una signora. Quando vendo l’alcool ,rimborso e ne prendo altro per il prossimo giro”. Così è la schiavitù di una madre e così la schiavitù di tante, troppe persone che come passatempo si ubriacano.
Come dice il vescovo, qui l’alcolismo è una piaga sociale. Una domanda dentro di me rimane: “perché questo abuso endemico?”.
Grazie a Dio, in Italia ho conosciuto Alcolisti Anonimi. Il mio desiderio e la mia preghiera quotidiana e vederli nascere qui a Bongor. Il cuore del messaggio di AA è che «c’è una forza capace di ricondurre alla vita degli alcolisti che altrimenti sarebbero destinati alla morte». La lotta tra la vita e la morte porterà Cristo a trionfare nel giorno di Pasqua.
Domenica scorsa ho vissuto il ritiro quaresimale con i bambini da 6 a 13 anni. Erano più di 400 ed insieme abbiamo celebrato la Messa alla fine della quale ho insegnato una danza indiana imparata in Albania col gruppo M6.
Durante l’omelia, i bimbi hanno pregato per la pace e perché i bambini poveri possano andare a scuola. Pace e scuola, la ricetta per un mondo migliore per i bambini di Bongor. Potrebbero ispirare i grandi della terra!
Pregate per me ed i miei confratelli. Buon tempo di Quaresima/Ramadan nel Signore. Alla prossima!
Immagine
- Foto di p. Carlo Maria Salavadori

Foto di padre Carlo Salvadori


