Festival della Missione | La conferenza stampa di lancio. Parola chiave: incontro

Si è tenuta ieri 30 settembre, alle ore 11.30, presso la Facoltà Teologica di Torino, la conferenza stampa di lancio della terza edizione del Festival della Missione, che sarà ospitato a Torino dal 9 al 12 ottobre 2025
Basterebbe il titolo – “Il Volto Prossimo” – a spiegarne il senso e lo spirito, ma nell’incontro di ieri i vari relatori hanno contribuito a dare un approfondimento di quella che Lucia Capuzzi definisce “una proposta” che “intende rivolgersi a tutti”. Non solo agli “addetti ai lavori”, dunque, ma a chiunque cerchi nell’altro quello del fratello, travalicando confini fisici e spirituali.
La giornalista di Avvenire, nonché direttrice artistica del Festival , infatti, insiste sul linguaggio “laico” di questo evento così atteso dal mondo missionario e non solo.
Anche mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato della Conferenza episcopale piemontese per le missioni, sottolinea l’importanza di “andare incontro alle persone”. In fondo, è questo “andare incontro alla vita” che trasforma noi stessi e gli altri; è nell’accoglierci a vicenda che si “svela il volto di Gesù”.
Per mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, il Festival della Missione (che prevede diversi eventi e ha coinvolto tantissime realtà) offrirà “l’opportunità di allargare lo sguardo, e così di allargare il cuore, per essere meno indifferenti, meno superficiali, meno lontani da ciò che viviamo”. Sarà anche “l’occasione per far risuonare parole differenti e di essere presenti in modo diverso tra le persone con l’impegno di annunciare il vangelo”. Dimensioni che si intrecciano nella Chiesa. Ha anche parlato di memoria, di accoglienza, di provocazioni, di cuore pulsante.
E a proposito di cuore, è intervenuta alla conferenza stampa anche Natalina Isella, missionaria dell’Istituto Discepole del Crocefisso, che ha ricevuto il 37emo Premio “Cuore amico” per il suo impegno nel sud Kivu, tra le bambine accusate di essere “streghe”.
Dopo la sua testimonianza, l’intervento di César Eduardo Piscoya Chafloque, laico peruviano, consulente presso il Centro di Programmi e Reti di Azione Pastorale del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) ed ex segretario esecutivo della vicaria pastorale della diocesi di Chiclayo accanto a monsignor Robert Prevost, ora papa Leone XIV.
Sulla dimensione del “cammino” si è soffermato padre Fabio Baldan, provinciale dei Comboniani e presidente della Cimi, che legando il Festival al Giubileo del mondo missionario ha parlato di speranza. E, sulla stessa scia ha proseguito don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio, che ha ringraziato per la sinodalità tra le varie realtà e per la collaborazione della diocesi di Torino.
“Un’esperienza di Chiesa” che anche spazio + spadoni, tra i partner del Festival, accoglie e fa sua.
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Si è tenuta ieri 30 settembre, alle ore 11.30, presso la Facoltà Teologica di Torino, la conferenza stampa di lancio della terza edizione del Festival della Missione, che sarà ospitato a Torino dal 9 al 12 ottobre 2025
Basterebbe il titolo – “Il Volto Prossimo” – a spiegarne il senso e lo spirito, ma nell’incontro di ieri i vari relatori hanno contribuito a dare un approfondimento di quella che Lucia Capuzzi definisce “una proposta” che “intende rivolgersi a tutti”. Non solo agli “addetti ai lavori”, dunque, ma a chiunque cerchi nell’altro quello del fratello, travalicando confini fisici e spirituali.
La giornalista di Avvenire, nonché direttrice artistica del Festival , infatti, insiste sul linguaggio “laico” di questo evento così atteso dal mondo missionario e non solo.
Anche mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato della Conferenza episcopale piemontese per le missioni, sottolinea l’importanza di “andare incontro alle persone”. In fondo, è questo “andare incontro alla vita” che trasforma noi stessi e gli altri; è nell’accoglierci a vicenda che si “svela il volto di Gesù”.
Per mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, il Festival della Missione (che prevede diversi eventi e ha coinvolto tantissime realtà) offrirà “l’opportunità di allargare lo sguardo, e così di allargare il cuore, per essere meno indifferenti, meno superficiali, meno lontani da ciò che viviamo”. Sarà anche “l’occasione per far risuonare parole differenti e di essere presenti in modo diverso tra le persone con l’impegno di annunciare il vangelo”. Dimensioni che si intrecciano nella Chiesa. Ha anche parlato di memoria, di accoglienza, di provocazioni, di cuore pulsante.
E a proposito di cuore, è intervenuta alla conferenza stampa anche Natalina Isella, missionaria dell’Istituto Discepole del Crocefisso, che ha ricevuto il 37emo Premio “Cuore amico” per il suo impegno nel sud Kivu, tra le bambine accusate di essere “streghe”.
Dopo la sua testimonianza, l’intervento di César Eduardo Piscoya Chafloque, laico peruviano, consulente presso il Centro di Programmi e Reti di Azione Pastorale del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) ed ex segretario esecutivo della vicaria pastorale della diocesi di Chiclayo accanto a monsignor Robert Prevost, ora papa Leone XIV.
Sulla dimensione del “cammino” si è soffermato padre Fabio Baldan, provinciale dei Comboniani e presidente della Cimi, che legando il Festival al Giubileo del mondo missionario ha parlato di speranza. E, sulla stessa scia ha proseguito don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio, che ha ringraziato per la sinodalità tra le varie realtà e per la collaborazione della diocesi di Torino.
“Un’esperienza di Chiesa” che anche spazio + spadoni, tra i partner del Festival, accoglie e fa sua.
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