Filippine | Il sorriso di Dio

Padre Simone Caelli, missionario nelle Filippine, racconta la gioia di un popolo capace di sorridere anche nelle difficoltà
(di padre Simone Caelli)
Da quando sono nelle Filippine, c’è un tratto dello sguardo della gente che mi colpisce subito: il sorriso.
Per chi arriva nelle Filippine per la prima volta è abbastanza comune notare questo tratto; infatti, è comune per i filippini sorridere anche a persone sconosciute che si rivolgono a loro.
Certo, poi i problemi ci sono e si incontrano. Tuttavia quel sorriso iniziale è un punto di partenza incoraggiante.
Lo sappiamo molto bene che ci sono giornate in cui sorridere non ci è spontaneo, bisogna metterci impegno, ma un sorriso può cambiare gli eventi della giornata. Soprattutto nelle nostre relazioni quotidiane.
Certamente un sorriso ricevuto può bastare per cambiare il tono di una giornata dando una profonda gratificazione in mezzo ad una giornata difficile e, forse, anche con qualche fallimento.
Questa è una lezione che ho imparato qui nelle Filippine e che sperimento nella gente accanto a me ogni giorno. Praticare ciò che si è imparato non è immediato, ma la direzione è chiara.
Visitando le famiglie per varie occasioni, soprattutto le famiglie più povere, osservo i volti, i gesti, la casa, l’ambiente. Vedo e in alcune circostanze mi chiedo come possano vivere in quelle condizioni di vita.
Tuttavia, spesso, proprio in quelle situazioni, accade che vi sia una sorpresa: il sorriso dei bambini, il saluto rispettoso di una persona malata, la gioia degli anziani nel vedere il prete in casa loro.
Gesti semplici ordinari, che si vedono, ma che bisogna anche comprendere come segni di una presenza che va al di là di ciò che si vede, segni della presenza di Dio nelle persone che si incontrano.
Fonte
- “Guardare verso Colui che hanno trafitto” – itinerario Quaresima 2024 a cura dell’Ufficio per la pastorale missionaria della diocesi di Como, p. 51.
Immagine
Padre Simone Caelli, missionario nelle Filippine, racconta la gioia di un popolo capace di sorridere anche nelle difficoltà
(di padre Simone Caelli)
Da quando sono nelle Filippine, c’è un tratto dello sguardo della gente che mi colpisce subito: il sorriso.
Per chi arriva nelle Filippine per la prima volta è abbastanza comune notare questo tratto; infatti, è comune per i filippini sorridere anche a persone sconosciute che si rivolgono a loro.
Certo, poi i problemi ci sono e si incontrano. Tuttavia quel sorriso iniziale è un punto di partenza incoraggiante.
Lo sappiamo molto bene che ci sono giornate in cui sorridere non ci è spontaneo, bisogna metterci impegno, ma un sorriso può cambiare gli eventi della giornata. Soprattutto nelle nostre relazioni quotidiane.
Certamente un sorriso ricevuto può bastare per cambiare il tono di una giornata dando una profonda gratificazione in mezzo ad una giornata difficile e, forse, anche con qualche fallimento.
Questa è una lezione che ho imparato qui nelle Filippine e che sperimento nella gente accanto a me ogni giorno. Praticare ciò che si è imparato non è immediato, ma la direzione è chiara.
Visitando le famiglie per varie occasioni, soprattutto le famiglie più povere, osservo i volti, i gesti, la casa, l’ambiente. Vedo e in alcune circostanze mi chiedo come possano vivere in quelle condizioni di vita.
Tuttavia, spesso, proprio in quelle situazioni, accade che vi sia una sorpresa: il sorriso dei bambini, il saluto rispettoso di una persona malata, la gioia degli anziani nel vedere il prete in casa loro.
Gesti semplici ordinari, che si vedono, ma che bisogna anche comprendere come segni di una presenza che va al di là di ciò che si vede, segni della presenza di Dio nelle persone che si incontrano.
Fonte
- “Guardare verso Colui che hanno trafitto” – itinerario Quaresima 2024 a cura dell’Ufficio per la pastorale missionaria della diocesi di Como, p. 51.
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