Messico, suor Sonia | “Come vivo e pratico la misericordia di Dio”

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21 Gennaio 2026

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Suor Sonia Piña Bautista

Dal Messico, la testimonianza di una religiosa della Congregazione delle Missionarie Catechiste dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria

(di Suor Sonia Piña Bautista)

È un piacere salutarvi e condividere con voi un’esperienza che mi ha fatto riflettere su come vivo e pratico la misericordia di Dio.

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                 Suor Perla e suor Sonia

Un giorno mi sono soffermata a guardare il viale di fronte a casa. La mia attenzione è stata catturata da un bambino piccolo che giocava: a volte camminava, a volte si sedeva. Osservava suo padre, forse chiedendosi cosa dovesse fare davvero in quel luogo. Quando il semaforo diventava rosso, il padre approfittava per vendere dolci tra le auto ferme.

Allora, mi sono chiesta: cosa sta imparando questo bambino in così tenera età? Dovrebbe essere a scuola, come gli altri suoi coetanei.

Pensavo: cosa sarà di lui quando crescerà? Ora, sta imparando ciò che vede fare a suo padre, perché è durante l’infanzia che impariamo dagli adulti.

Alcuni di noi fanno ciò che vedono, dicono ciò che ascoltano, agiscono come le persone che ammirano o con cui si relazionano, nel bene e nel male. Impariamo ciò che ci viene insegnato, sia a scuola che a casa, e talvolta impariamo dalle esperienze che ci tocca vivere.

Sappiamo che imparare è un diritto universale, ma purtroppo non tutti lo viviamo nel modo migliore.

Possiamo dunque dire che impariamo non solo dalle conoscenze acquisite, ma anche dalle esperienze. Esse ci portano a scoprire abilità, competenze, valori o comportamenti, e ciascuno decide come viverli.
Nella nostra vita, ci sono momenti in cui dobbiamo imparare e altri in cui dobbiamo insegnare.

Il Direttorio per la Catechesi ci ricorda che siamo educatori, ma educatori nella fede. La nostra missione è condurre i fratelli all’incontro con Gesù Cristo, affinché possano scoprire un Gesù vivo e misericordioso. Lo stesso Direttorio afferma che educare alla fede ha il duplice obiettivo di far maturare la fede iniziale e formare veri discepoli attraverso una conoscenza profonda di Cristo.

Questo implica non solo trasmettere contenuti dottrinali, ma anche vivere la fede nella comunità, celebrarla nei sacramenti e metterla in pratica attraverso la carità e la testimonianza.
Potremmo chiederci: come sapere cosa dobbiamo fare? Gesù ci mostra la via quando dice in Mt 11,29: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore…”. Ci invita a fare ciò che Lui ha fatto.

Per imparare da Lui dobbiamo contemplarlo e conoscerlo.

Durante il suo viaggio apostolico in Cile nel 1987, papa san Giovanni Paolo II ci disse: “Non abbiate paura di guardare a Gesù”. Per guardarlo, dobbiamo fermarci e osservare la sua vicinanza agli emarginati: lebbrosi, peccatori, prostitute, donne e bambini.

Imparare da Gesù non è solo conoscere ciò che ha fatto, ma andare oltre, riprodurre i suoi sentimenti tra i più poveri.

Come Missionaria Catechista dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, sono in cammino verso questo percorso.

La nostra fondatrice, madre Sofía Garduño Nava, ci ha trasmesso quell’amore per Dio che l’ha conquistata. Lei è stata capace di contemplarlo, ascoltarlo e rispondergli. Solo un cuore pieno dell’amore di Dio è capace di donare amore. Non possiamo dare ciò che non abbiamo vissuto.

Viviamo in una società dove non c’è più compassione per l’altro; la cultura della morte si sta impadronendo del nostro mondo, e il mondo siamo noi, ogni essere umano. È qui che dobbiamo essere luce per gli altri.

“Imparate da me”, è ciò che mi dice Gesù. E, in questo tempo in cui collaboro al progetto missionario HIC SUM, è ciò che ho cercato di fare, praticando le opere di misericordia nella quotidianità.

Madre Sofia ci diceva: “Che cosa hanno le piccole cose che tanto piacciono a Dio?”. E quali sono queste cose?

Nella piccola bottega di articoli religiosi “Misericordia”, a volte arrivano persone con il bisogno di essere ascoltate, consolate; alcune si sentono smarrite, senza speranza, confuse. È in quel momento spontaneo che si apre il tempo di Dio per ascoltarle, esserci per loro, comprenderle senza giudicarle.

Ho scoperto questi momenti come un’opportunità, una benedizione che Dio mi dona per condividere la sua misericordia con questi fratelli, dove posso dire che sono solo uno strumento della sua misericordia.

È tempo di mostrare al mondo che Gesù è ancora presente e operante attraverso ciascuno di noi, suoi discepoli e missionari. Di “provocare” una necessaria riEvoluzione della Misericordia di Dio, che continua ad agire perché è fedele alle sue promesse.

Questo è possibile con la Sua forza e benedizione, perché “abbiamo fatto solo ciò che dovevamo fare” (Lc 17,10), riaffermando che “per un cuore coraggioso nulla è impossibile” (M. Sofía).

Suor Sonia Piña Bautista. MCSSCCJM
Missionaria Catechista dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Immagini

  • Foto di suor Perla Helena Hernandez

Dal Messico, la testimonianza di una religiosa della Congregazione delle Missionarie Catechiste dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria

(di Suor Sonia Piña Bautista)

È un piacere salutarvi e condividere con voi un’esperienza che mi ha fatto riflettere su come vivo e pratico la misericordia di Dio.

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                 Suor Perla e suor Sonia

Un giorno mi sono soffermata a guardare il viale di fronte a casa. La mia attenzione è stata catturata da un bambino piccolo che giocava: a volte camminava, a volte si sedeva. Osservava suo padre, forse chiedendosi cosa dovesse fare davvero in quel luogo. Quando il semaforo diventava rosso, il padre approfittava per vendere dolci tra le auto ferme.

Allora, mi sono chiesta: cosa sta imparando questo bambino in così tenera età? Dovrebbe essere a scuola, come gli altri suoi coetanei.

Pensavo: cosa sarà di lui quando crescerà? Ora, sta imparando ciò che vede fare a suo padre, perché è durante l’infanzia che impariamo dagli adulti.

Alcuni di noi fanno ciò che vedono, dicono ciò che ascoltano, agiscono come le persone che ammirano o con cui si relazionano, nel bene e nel male. Impariamo ciò che ci viene insegnato, sia a scuola che a casa, e talvolta impariamo dalle esperienze che ci tocca vivere.

Sappiamo che imparare è un diritto universale, ma purtroppo non tutti lo viviamo nel modo migliore.

Possiamo dunque dire che impariamo non solo dalle conoscenze acquisite, ma anche dalle esperienze. Esse ci portano a scoprire abilità, competenze, valori o comportamenti, e ciascuno decide come viverli.
Nella nostra vita, ci sono momenti in cui dobbiamo imparare e altri in cui dobbiamo insegnare.

Il Direttorio per la Catechesi ci ricorda che siamo educatori, ma educatori nella fede. La nostra missione è condurre i fratelli all’incontro con Gesù Cristo, affinché possano scoprire un Gesù vivo e misericordioso. Lo stesso Direttorio afferma che educare alla fede ha il duplice obiettivo di far maturare la fede iniziale e formare veri discepoli attraverso una conoscenza profonda di Cristo.

Questo implica non solo trasmettere contenuti dottrinali, ma anche vivere la fede nella comunità, celebrarla nei sacramenti e metterla in pratica attraverso la carità e la testimonianza.
Potremmo chiederci: come sapere cosa dobbiamo fare? Gesù ci mostra la via quando dice in Mt 11,29: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore…”. Ci invita a fare ciò che Lui ha fatto.

Per imparare da Lui dobbiamo contemplarlo e conoscerlo.

Durante il suo viaggio apostolico in Cile nel 1987, papa san Giovanni Paolo II ci disse: “Non abbiate paura di guardare a Gesù”. Per guardarlo, dobbiamo fermarci e osservare la sua vicinanza agli emarginati: lebbrosi, peccatori, prostitute, donne e bambini.

Imparare da Gesù non è solo conoscere ciò che ha fatto, ma andare oltre, riprodurre i suoi sentimenti tra i più poveri.

Come Missionaria Catechista dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, sono in cammino verso questo percorso.

La nostra fondatrice, madre Sofía Garduño Nava, ci ha trasmesso quell’amore per Dio che l’ha conquistata. Lei è stata capace di contemplarlo, ascoltarlo e rispondergli. Solo un cuore pieno dell’amore di Dio è capace di donare amore. Non possiamo dare ciò che non abbiamo vissuto.

Viviamo in una società dove non c’è più compassione per l’altro; la cultura della morte si sta impadronendo del nostro mondo, e il mondo siamo noi, ogni essere umano. È qui che dobbiamo essere luce per gli altri.

“Imparate da me”, è ciò che mi dice Gesù. E, in questo tempo in cui collaboro al progetto missionario HIC SUM, è ciò che ho cercato di fare, praticando le opere di misericordia nella quotidianità.

Madre Sofia ci diceva: “Che cosa hanno le piccole cose che tanto piacciono a Dio?”. E quali sono queste cose?

Nella piccola bottega di articoli religiosi “Misericordia”, a volte arrivano persone con il bisogno di essere ascoltate, consolate; alcune si sentono smarrite, senza speranza, confuse. È in quel momento spontaneo che si apre il tempo di Dio per ascoltarle, esserci per loro, comprenderle senza giudicarle.

Ho scoperto questi momenti come un’opportunità, una benedizione che Dio mi dona per condividere la sua misericordia con questi fratelli, dove posso dire che sono solo uno strumento della sua misericordia.

È tempo di mostrare al mondo che Gesù è ancora presente e operante attraverso ciascuno di noi, suoi discepoli e missionari. Di “provocare” una necessaria riEvoluzione della Misericordia di Dio, che continua ad agire perché è fedele alle sue promesse.

Questo è possibile con la Sua forza e benedizione, perché “abbiamo fatto solo ciò che dovevamo fare” (Lc 17,10), riaffermando che “per un cuore coraggioso nulla è impossibile” (M. Sofía).

Suor Sonia Piña Bautista. MCSSCCJM
Missionaria Catechista dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Immagini

  • Foto di suor Perla Helena Hernandez
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Suor Sonia Piña Bautista

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