Suor Odette: “Un grande bisogno di misericordia”

Suor Ines Carlone intervista suor Odette che ci racconta la vita in Burkina Faso
Il mio nome Odette? È preso dalla vita di Santa Odette. Anche lei si fece religiosa come me.
Che puoi dirci della tua Congregazione?
La mia Congregazione, l’Istituto delle Suore dell’Immacolata Concezione di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso), è stata la prima del Burkina Faso. Siamo nate nel 1924 con l’opera dei Padri Bianchi. Tra le nostre prime suore, ci fu anche colei che ha dato vita alla scuola materna nel nostro Paese.
Adesso ti trovi in Burkina Faso, ma hai vissuto molto tempo anche in Italia, non è così?
Sì, ho vissuto per diversi anni nella nostra comunità a Incisa Valdarno dove ho avuto l’occasione di conoscere spazio + spadoni e di fare esperienze formative non solo sul tema del volontariato e dell’impresa sociale ma soprattutto sull’importanza della diffusione delle Opere di Misericordia. A tale proposito, ricordo con grande riconoscenza il mese trascorso a Loppiano, in provincia di Firenze, insieme ad altre venti religiose provenienti da tutto il mondo. Quello fu un corso promosso da spazio + spadoni per approfonire il tema delle Opere di Misericordia e quello dell’Economia Civile.
Attualmente mi trovo in Burkina e qui resterò a svolgere il mio servizio da religiosa.

Raccontaci del Burkina Faso
In Burkina Faso non mancano le risorse naturali, di cui ne è pieno ma come molti altri Paesi dell’Africa, la sua ricchezza viene depredata. È una meta appetibile.
Sinora, il Burkina Faso non ha avuto un’influenza tale da difendersi dalle grandi potenze, ma la vocazione del nostro popolo ci ha permesso di scongiurare lotte di liberazione sanguinose. Abbiamo un’innata vocazione al dialogo, cerchiamo sempre l’unità e, devo dire, il popolo anche nei tempi più bui, è sempre stato unito.
Poi c’è un’altra cosa che posso esprimere in francese “On ne peut pas les arreter les Burkinabé” ovvero “Non possiamo fermarli i Burkinabé”.
Purtroppo da qualche anno è subentrato sul territorio uno strano e spaventoso terrorismo. Tutti i giorni, uomini e donne muoiono senza una ragione, vittime di atroci barbarie. Noi, religiose, ci impegniamo per alleviare la sofferenza del popolo che è totale, attraverso le opere di misericordia di cui c’è tanto bisogno nel nostro Paese.
Fonte e immagini
Suor Ines Carlone intervista suor Odette che ci racconta la vita in Burkina Faso
Il mio nome Odette? È preso dalla vita di Santa Odette. Anche lei si fece religiosa come me.
Che puoi dirci della tua Congregazione?
La mia Congregazione, l’Istituto delle Suore dell’Immacolata Concezione di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso), è stata la prima del Burkina Faso. Siamo nate nel 1924 con l’opera dei Padri Bianchi. Tra le nostre prime suore, ci fu anche colei che ha dato vita alla scuola materna nel nostro Paese.
Adesso ti trovi in Burkina Faso, ma hai vissuto molto tempo anche in Italia, non è così?
Sì, ho vissuto per diversi anni nella nostra comunità a Incisa Valdarno dove ho avuto l’occasione di conoscere spazio + spadoni e di fare esperienze formative non solo sul tema del volontariato e dell’impresa sociale ma soprattutto sull’importanza della diffusione delle Opere di Misericordia. A tale proposito, ricordo con grande riconoscenza il mese trascorso a Loppiano, in provincia di Firenze, insieme ad altre venti religiose provenienti da tutto il mondo. Quello fu un corso promosso da spazio + spadoni per approfonire il tema delle Opere di Misericordia e quello dell’Economia Civile.
Attualmente mi trovo in Burkina e qui resterò a svolgere il mio servizio da religiosa.

Raccontaci del Burkina Faso
In Burkina Faso non mancano le risorse naturali, di cui ne è pieno ma come molti altri Paesi dell’Africa, la sua ricchezza viene depredata. È una meta appetibile.
Sinora, il Burkina Faso non ha avuto un’influenza tale da difendersi dalle grandi potenze, ma la vocazione del nostro popolo ci ha permesso di scongiurare lotte di liberazione sanguinose. Abbiamo un’innata vocazione al dialogo, cerchiamo sempre l’unità e, devo dire, il popolo anche nei tempi più bui, è sempre stato unito.
Poi c’è un’altra cosa che posso esprimere in francese “On ne peut pas les arreter les Burkinabé” ovvero “Non possiamo fermarli i Burkinabé”.
Purtroppo da qualche anno è subentrato sul territorio uno strano e spaventoso terrorismo. Tutti i giorni, uomini e donne muoiono senza una ragione, vittime di atroci barbarie. Noi, religiose, ci impegniamo per alleviare la sofferenza del popolo che è totale, attraverso le opere di misericordia di cui c’è tanto bisogno nel nostro Paese.
Fonte e immagini



