Anoressia e bulimia, la misericordia che si fa ascolto: “La casa dell’amore”

La locandina del Servizio Pastorale per i disturbi del comportamento alimentare
La diocesi di Trapani ha dato vita a un servizio per chi soffre di anoressia e bulimia. Un segno concreto delle opere di misericordia: consolare gli afflitti e visitare gli infermi
In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, momento importante di riflessione sui disturbi del comportamento alimentare, vogliamo soffermarci non solo su chi soffre, ma anche su chi, con dedizione e misericordia, si mette in ascolto di tante richieste di aiuto silenziose, che chiedono vicinanza e percorsi di cura capaci di restituire fiducia e speranza.
Il cibo, spesso, diventa il linguaggio di un disagio che fatica a trovare parole; e di fronte a queste ferite invisibili la Chiesa prova a farsi prossima.
Un segno concreto arriva dalla diocesi di Trapani, dove è nato il servizio pastorale “La casa dell’amore”, pensato proprio per accompagnare chi vive il tunnel dei disturbi alimentari.
L’iniziativa coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da medico, psicologo-psicoterapeuta e dietista, che si mettono gratuitamente a disposizione per ascoltare, orientare e accompagnare le persone e le loro famiglie.
Il progetto nasce dall’esperienza concreta dell’ascolto pastorale. Durante la visita alle comunità e alle famiglie del territorio, il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha incontrato situazioni di grande fragilità, ragion per cui ha sostenuto la nascita del servizio, spiegandone il significato profondo:
«La visita pastorale mi offre l’opportunità di constatare da vicino le situazioni di difficoltà, a volte drammatiche, delle famiglie e in particolare dei problemi legati alla crescita e ai disturbi alimentari. Ringrazio pertanto i professionisti che si sono resi disponibili per questo servizio pastorale rivolto a chi soffre di anoressia o bulimia».
Il nome scelto per l’iniziativa non è casuale. “La casa dell’amore” vuole essere prima di tutto un luogo dove chi soffre può sentirsi accolto senza giudizio. Lo spiega ancora il vescovo:
«Il titolo “la casa dell’amore” vuole evidenziare subito che queste persone, in qualsiasi situazione di vita si trovino, non sono sole e che tutta la Chiesa desidera accompagnarle sui passi della rinascita certi che per noi non c’è situazione che non possa essere accolta, non c’è persona che non sia amata con tutte le sue fragilità».
In fondo, è proprio questo il cuore delle opere di misericordia.
Consolare gli afflitti significa saper stare accanto a chi attraversa il buio, anche quando la sofferenza non è visibile.
Visitare gli infermi vuol dire riconoscere che la malattia non è solo fisica: può essere una ferita dell’anima, un grido silenzioso che chiede ascolto.
Molte ragazze e molti ragazzi che vivono disturbi alimentari non cercano soltanto cure mediche – indispensabili – ma anche qualcuno che si fermi, che ascolti, che dica loro: la tua vita vale più di ogni numero sulla bilancia.
In questa prospettiva, iniziative come “La casa dell’amore” ricordano che la misericordia è una porta aperta, un telefono che risponde, una comunità che decide di farsi vicina. È la Chiesa che prova a visitare non solo gli ospedali, ma anche quei deserti interiori dove tanti giovani rischiano di sentirsi soli.
E proprio nella Giornata del Fiocchetto Lilla questo messaggio diventa ancora più forte: dietro ogni disturbo alimentare c’è una storia, un volto, una ferita. E c’è sempre la possibilità di una rinascita, quando qualcuno ha il coraggio di avvicinarsi con rispetto e con amore.
Immagine
- Servizio Pastorale per i disturbi del comportamento alimentare – Trapani
La diocesi di Trapani ha dato vita a un servizio per chi soffre di anoressia e bulimia. Un segno concreto delle opere di misericordia: consolare gli afflitti e visitare gli infermi
In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, momento importante di riflessione sui disturbi del comportamento alimentare, vogliamo soffermarci non solo su chi soffre, ma anche su chi, con dedizione e misericordia, si mette in ascolto di tante richieste di aiuto silenziose, che chiedono vicinanza e percorsi di cura capaci di restituire fiducia e speranza.
Il cibo, spesso, diventa il linguaggio di un disagio che fatica a trovare parole; e di fronte a queste ferite invisibili la Chiesa prova a farsi prossima.
Un segno concreto arriva dalla diocesi di Trapani, dove è nato il servizio pastorale “La casa dell’amore”, pensato proprio per accompagnare chi vive il tunnel dei disturbi alimentari.
L’iniziativa coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da medico, psicologo-psicoterapeuta e dietista, che si mettono gratuitamente a disposizione per ascoltare, orientare e accompagnare le persone e le loro famiglie.
Il progetto nasce dall’esperienza concreta dell’ascolto pastorale. Durante la visita alle comunità e alle famiglie del territorio, il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha incontrato situazioni di grande fragilità, ragion per cui ha sostenuto la nascita del servizio, spiegandone il significato profondo:
«La visita pastorale mi offre l’opportunità di constatare da vicino le situazioni di difficoltà, a volte drammatiche, delle famiglie e in particolare dei problemi legati alla crescita e ai disturbi alimentari. Ringrazio pertanto i professionisti che si sono resi disponibili per questo servizio pastorale rivolto a chi soffre di anoressia o bulimia».
Il nome scelto per l’iniziativa non è casuale. “La casa dell’amore” vuole essere prima di tutto un luogo dove chi soffre può sentirsi accolto senza giudizio. Lo spiega ancora il vescovo:
«Il titolo “la casa dell’amore” vuole evidenziare subito che queste persone, in qualsiasi situazione di vita si trovino, non sono sole e che tutta la Chiesa desidera accompagnarle sui passi della rinascita certi che per noi non c’è situazione che non possa essere accolta, non c’è persona che non sia amata con tutte le sue fragilità».
In fondo, è proprio questo il cuore delle opere di misericordia.
Consolare gli afflitti significa saper stare accanto a chi attraversa il buio, anche quando la sofferenza non è visibile.
Visitare gli infermi vuol dire riconoscere che la malattia non è solo fisica: può essere una ferita dell’anima, un grido silenzioso che chiede ascolto.
Molte ragazze e molti ragazzi che vivono disturbi alimentari non cercano soltanto cure mediche – indispensabili – ma anche qualcuno che si fermi, che ascolti, che dica loro: la tua vita vale più di ogni numero sulla bilancia.
In questa prospettiva, iniziative come “La casa dell’amore” ricordano che la misericordia è una porta aperta, un telefono che risponde, una comunità che decide di farsi vicina. È la Chiesa che prova a visitare non solo gli ospedali, ma anche quei deserti interiori dove tanti giovani rischiano di sentirsi soli.
E proprio nella Giornata del Fiocchetto Lilla questo messaggio diventa ancora più forte: dietro ogni disturbo alimentare c’è una storia, un volto, una ferita. E c’è sempre la possibilità di una rinascita, quando qualcuno ha il coraggio di avvicinarsi con rispetto e con amore.
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- Servizio Pastorale per i disturbi del comportamento alimentare – Trapani

La locandina del Servizio Pastorale per i disturbi del comportamento alimentare


