Congresso MAC, il documento finale | Chiamati alla condivisione e all’impegno

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2 Dicembre 2025

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Congresso-MAC_2025-slogan (1)
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Don Alfonso Giorgio, assistente nazionale MAC, e mons. Peter Rajic, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

Al termine del XIX Congresso Nazionale del Movimento Apostolico Ciechi, il documento finale che detta le linee del prossimo quadriennio

1. Un Congresso che si chiude guardando al futuro

2. Il saluto del cardinale Zuppi: “Testimoniare una luce che vince il buio”

3. Le presenze istituzionali del MAC e le altre voci della realtà ecclesiale

4. L’incoraggiamento di monsignor Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

5. Tre giorni intensi: la partecipazione di spazio + spadoni

6. Un documento che riassume lo spirito del Congresso

1. Un Congresso che si chiude guardando al futuro

Si è concluso ieri, con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Baldassarre Reina (Vicario Generale per la diocesi di Roma), il XIX Congresso del MAC (Movimento Apostolico Ciechi) dal tema La speranza siamo noi quando testimoniamo l’amore di Cristo”, che si è svolto a Roma dal 27 al 30 novembre. Prima, hanno avuto luogo l’approvazione del documento finale del Congresso e la proclamazione dei Consiglieri nazionali eletti che eleggeranno il Presidente e i due Vicepresidenti.

2. Il saluto del cardinale Zuppi: “Testimoniare una luce che vince il buio”

Per spazio + spadoni, che ha avuto il piacere di partecipare, sono stati tre giorni intensi, ricchi di stimoli interessanti, a partire dal saluto di Matteo Maria Zuppi, che in apertura ha salutato i presenti in video-collegamento.

«C’è bisogno di una testimonianza che coinvolga, che mostri la via luce, attraverso il nostro amore, le nostre parole e la nostra vicinanza. Bisogna andare incontro a tanti che possono trovare nelle nostre parole di fede e di umanità un modo per combattere il buio. Buon lavoro e che il Signore vi benedica», ha detto il Cardinale.

È l’invito a superare un cristianesimo di parole per entrare in un cristianesimo di presenza, di prossimità concreta, capace di illuminare le zone d’ombra che attraversano la vita di tutte le persone, non solo dei non vedenti.

3. Le presenze istituzionali del MAC e le altre voci della realtà ecclesiale

Significative la presenza e le parole dell’avv. Michelangelo Patanè, Presidente nazionale del MAC, di don Alfonso Giorgio, Assistente nazionale, e di don Paolo Braida, della Segreteria di Stato.

Si sono poi susseguite diverse voci, tra le quali suor Veronica Donatello, francescana alcantarina, responsabile del Servizio CEI per la Pastorale delle persone con disabilità e coordinatrice del progetto “Nessuno Escluso” promosso dal Dicastero per la Comunicazione.
Figlia di genitori sordi, sin da piccola ha appreso la lingua dei segni (Lis), per poi maturare diverse competenze ed esperienze nell’ambito della disabilità.

Presente anche la dottoressa Maddalena Pievaioli, Segretario Generale della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, oltre a diverse voci autorevoli.

4. L’incoraggiamento di monsignor Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

Petar_Rajič

                            Monsignor Rajič

Mons. Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, definito nel documento una presenza incoraggiante, ha rivolto all’assemblea un discorso in cui la speranza è centrale:

“Il vostro Congresso si svolge nell’anno giubilare della speranza. Dobbiamo noi per primi essere ancorati (ad essa) per suscitare nei cuori dei fedeli la speranza che non delude… che imprime l’orientamento e indica la direzione e la finalità dell’esistenza credente.

Perciò (bisogna) essere lieti nella speranza, costanti dalla tribolazione, perseveranti preghiera. Sì, abbiamo bisogno di abbondare nella speranza per testimoniare in modo credibile e attraente la fede e l’amore che portiamo nel cuore, perché la fede sia gioiosa, la carità entusiasta, perché ognuno sia in grado di donare anche solo un sorriso, un gesto di amicizia, un volto fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito, sapendo che nello Spirito di Gesù ciò può diventare per chi lo riceve un seme fecondo di speranza.

A nome di Papa Leone XIV – che rappresento in Italia e a san Marino – vorrei esprimere la vicinanza spirituale e la benedizione del Santo Padre a tutti coloro che fanno parte del Movimento e vi incoraggio a continuare ad evangelizzare con l’esempio della vostra esistenza cristiana e della carità fraterna le persone, famiglie e comunità che vivono in situazioni di disabilità”.

5. Tre giorni intensi: la partecipazione di spazio + spadoni

Anche per spazio + spadoni, il Congresso del MAC ha offerto spunti di riflessione per agire – sempre di più e con stile sinodale – sulla via della misericordia.

Perché partecipare a questo Congresso, ascoltare le varie testimonianze, comprendere l’essenza di un Movimento che – oltre ad essere visto come oggetto delle opere di misericordia, ne è invece soggetto attivo, partecipe e coinvolto – ha significato molto.

Fa sentire tutti parte di un unico bellissimo progetto: sostenere chi è più fragile e vulnerabile e accompagnarlo verso l’autonomia. Anche in quella di fare bel bene.

«Voi insegnate alla Chiesa che si può vedere senza occhi. E noi cerchiamo di insegnare che si può servire anche nella fragilità. Insieme possiamo mostrare che la misericordia è la luce che non si spegne mai», ha affermato Luigi Spadoni.

6. Un documento che riassume lo spirito del Congresso

Ma è il documento finale che sintetizza perfettamente lo spirito del XIX Congresso del MAC.

Ne pubblichiamo alcuni stralci:

“Ci impegneremo sempre a camminare insieme nella Chiesa e nel mondo con uno stile sinodale attento all’altro, chiunque esso sia, in dialogo con tutti, specialmente con i più svantaggiati e fragili. Elemento simbolico della volontà di comunicare meglio oggi, la natura e le finalità dell’associazione, è il mutamento della sua denominazione”.

“La sigla MAC, in futuro, potrà essere letta come movimento apostolico per la condivisione tra persone con disabilità visiva e vedenti“.

Un secondo aspetto da evidenziare è il tema della “condivisione” tanto caro già a Maria Motta che mosse i primi passi in questo senso. Erano altri tempi ma anche oggi il rischio di chiudersi o categorizzarsi è sempre presente, pertanto il proposito di condividere che ha sempre caratterizzato il cammino dell’associazione”.

“Il quadriennio che ora ci attende, vedrà compiersi nel 2028 il centenario di vita dell’associazione. Questa scadenza sollecita a realizzare un aggiornamento della realtà associativa alle situazioni del momento storico attuale e ci impegna a cogliere i segni dei tempi.

L’assemblea, fedele all’impegno assunto dopo la promulgazione della “Populorum Progressio” per rispondere al “grido dei fratelli e sorelle più poveri nel Sud del mondo”, chiede all’intero Movimento un rinnovato e più incisivo impegno che non si configuri solo come intervento assistenziale ma che promuova autonomia e partecipazione attiva”.

“La presenza al Congresso del Nunzio apostolico per l’Italia S. E. Mons. Peter Rajič oltre che farci sentire l’abbraccio della Sede apostolica ci ha confermati nel nostro agire ecclesiale e ci ha incoraggiati a promuovere l’accoglienza e la partecipazione delle persone con disabilità alla missione della Chiesa”.

“Docili all’azione dello Spirito, quali testimoni di speranza, ci impegniamo a dare il nostro apporto, libero, generoso ed entusiasta, alla missione del MAC, dentro la Chiesa, nel nostro mondo, per il bene di tutti, particolarmente per le persone più fragili”.

 

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Al termine del XIX Congresso Nazionale del Movimento Apostolico Ciechi, il documento finale che detta le linee del prossimo quadriennio

1. Un Congresso che si chiude guardando al futuro

2. Il saluto del cardinale Zuppi: “Testimoniare una luce che vince il buio”

3. Le presenze istituzionali del MAC e le altre voci della realtà ecclesiale

4. L’incoraggiamento di monsignor Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

5. Tre giorni intensi: la partecipazione di spazio + spadoni

6. Un documento che riassume lo spirito del Congresso

1. Un Congresso che si chiude guardando al futuro

Si è concluso ieri, con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Baldassarre Reina (Vicario Generale per la diocesi di Roma), il XIX Congresso del MAC (Movimento Apostolico Ciechi) dal tema La speranza siamo noi quando testimoniamo l’amore di Cristo”, che si è svolto a Roma dal 27 al 30 novembre. Prima, hanno avuto luogo l’approvazione del documento finale del Congresso e la proclamazione dei Consiglieri nazionali eletti che eleggeranno il Presidente e i due Vicepresidenti.

2. Il saluto del cardinale Zuppi: “Testimoniare una luce che vince il buio”

Per spazio + spadoni, che ha avuto il piacere di partecipare, sono stati tre giorni intensi, ricchi di stimoli interessanti, a partire dal saluto di Matteo Maria Zuppi, che in apertura ha salutato i presenti in video-collegamento.

«C’è bisogno di una testimonianza che coinvolga, che mostri la via luce, attraverso il nostro amore, le nostre parole e la nostra vicinanza. Bisogna andare incontro a tanti che possono trovare nelle nostre parole di fede e di umanità un modo per combattere il buio. Buon lavoro e che il Signore vi benedica», ha detto il Cardinale.

È l’invito a superare un cristianesimo di parole per entrare in un cristianesimo di presenza, di prossimità concreta, capace di illuminare le zone d’ombra che attraversano la vita di tutte le persone, non solo dei non vedenti.

3. Le presenze istituzionali del MAC e le altre voci della realtà ecclesiale

Significative la presenza e le parole dell’avv. Michelangelo Patanè, Presidente nazionale del MAC, di don Alfonso Giorgio, Assistente nazionale, e di don Paolo Braida, della Segreteria di Stato.

Si sono poi susseguite diverse voci, tra le quali suor Veronica Donatello, francescana alcantarina, responsabile del Servizio CEI per la Pastorale delle persone con disabilità e coordinatrice del progetto “Nessuno Escluso” promosso dal Dicastero per la Comunicazione.
Figlia di genitori sordi, sin da piccola ha appreso la lingua dei segni (Lis), per poi maturare diverse competenze ed esperienze nell’ambito della disabilità.

Presente anche la dottoressa Maddalena Pievaioli, Segretario Generale della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, oltre a diverse voci autorevoli.

4. L’incoraggiamento di monsignor Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

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                            Monsignor Rajič

Mons. Peter Rajič, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, definito nel documento una presenza incoraggiante, ha rivolto all’assemblea un discorso in cui la speranza è centrale:

“Il vostro Congresso si svolge nell’anno giubilare della speranza. Dobbiamo noi per primi essere ancorati (ad essa) per suscitare nei cuori dei fedeli la speranza che non delude… che imprime l’orientamento e indica la direzione e la finalità dell’esistenza credente.

Perciò (bisogna) essere lieti nella speranza, costanti dalla tribolazione, perseveranti preghiera. Sì, abbiamo bisogno di abbondare nella speranza per testimoniare in modo credibile e attraente la fede e l’amore che portiamo nel cuore, perché la fede sia gioiosa, la carità entusiasta, perché ognuno sia in grado di donare anche solo un sorriso, un gesto di amicizia, un volto fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito, sapendo che nello Spirito di Gesù ciò può diventare per chi lo riceve un seme fecondo di speranza.

A nome di Papa Leone XIV – che rappresento in Italia e a san Marino – vorrei esprimere la vicinanza spirituale e la benedizione del Santo Padre a tutti coloro che fanno parte del Movimento e vi incoraggio a continuare ad evangelizzare con l’esempio della vostra esistenza cristiana e della carità fraterna le persone, famiglie e comunità che vivono in situazioni di disabilità”.

5. Tre giorni intensi: la partecipazione di spazio + spadoni

Anche per spazio + spadoni, il Congresso del MAC ha offerto spunti di riflessione per agire – sempre di più e con stile sinodale – sulla via della misericordia.

Perché partecipare a questo Congresso, ascoltare le varie testimonianze, comprendere l’essenza di un Movimento che – oltre ad essere visto come oggetto delle opere di misericordia, ne è invece soggetto attivo, partecipe e coinvolto – ha significato molto.

Fa sentire tutti parte di un unico bellissimo progetto: sostenere chi è più fragile e vulnerabile e accompagnarlo verso l’autonomia. Anche in quella di fare bel bene.

«Voi insegnate alla Chiesa che si può vedere senza occhi. E noi cerchiamo di insegnare che si può servire anche nella fragilità. Insieme possiamo mostrare che la misericordia è la luce che non si spegne mai», ha affermato Luigi Spadoni.

6. Un documento che riassume lo spirito del Congresso

Ma è il documento finale che sintetizza perfettamente lo spirito del XIX Congresso del MAC.

Ne pubblichiamo alcuni stralci:

“Ci impegneremo sempre a camminare insieme nella Chiesa e nel mondo con uno stile sinodale attento all’altro, chiunque esso sia, in dialogo con tutti, specialmente con i più svantaggiati e fragili. Elemento simbolico della volontà di comunicare meglio oggi, la natura e le finalità dell’associazione, è il mutamento della sua denominazione”.

“La sigla MAC, in futuro, potrà essere letta come movimento apostolico per la condivisione tra persone con disabilità visiva e vedenti“.

Un secondo aspetto da evidenziare è il tema della “condivisione” tanto caro già a Maria Motta che mosse i primi passi in questo senso. Erano altri tempi ma anche oggi il rischio di chiudersi o categorizzarsi è sempre presente, pertanto il proposito di condividere che ha sempre caratterizzato il cammino dell’associazione”.

“Il quadriennio che ora ci attende, vedrà compiersi nel 2028 il centenario di vita dell’associazione. Questa scadenza sollecita a realizzare un aggiornamento della realtà associativa alle situazioni del momento storico attuale e ci impegna a cogliere i segni dei tempi.

L’assemblea, fedele all’impegno assunto dopo la promulgazione della “Populorum Progressio” per rispondere al “grido dei fratelli e sorelle più poveri nel Sud del mondo”, chiede all’intero Movimento un rinnovato e più incisivo impegno che non si configuri solo come intervento assistenziale ma che promuova autonomia e partecipazione attiva”.

“La presenza al Congresso del Nunzio apostolico per l’Italia S. E. Mons. Peter Rajič oltre che farci sentire l’abbraccio della Sede apostolica ci ha confermati nel nostro agire ecclesiale e ci ha incoraggiati a promuovere l’accoglienza e la partecipazione delle persone con disabilità alla missione della Chiesa”.

“Docili all’azione dello Spirito, quali testimoni di speranza, ci impegniamo a dare il nostro apporto, libero, generoso ed entusiasta, alla missione del MAC, dentro la Chiesa, nel nostro mondo, per il bene di tutti, particolarmente per le persone più fragili”.

 

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Don Alfonso Giorgio, assistente nazionale MAC, e mons. Peter Rajic, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

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