I dispersi nei naufragi dopo il ciclone Harry | Mons. Lorefice: «Questi sono corpi umani. Come i nostri»

Fonte: Il Mediterraneo24
Il messaggio del vescovo di Palermo all’equipaggio che torna nel Mediterraneo: “circa mille dispersi sono il frutto di scelte disumane”
L’opera di misericordia “seppellire i morti”
(Redazione Il Mediterraneo24)
Non è una tragedia, è una strage». Usa parole nette e durissime l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel messaggio indirizzato a Mediterranea Saving Humans, che in queste ore torna a prendere il largo nel Mediterraneo centrale dopo i naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo il ciclone “Harry”, con circa mille dispersi.
Un intervento che è insieme abbraccio e denuncia.
Lorefice si dice «sinceramente dispiaciuto» di non poter essere fisicamente a bordo, ma si unisce «fraternamente e di vero cuore» all’equipaggio e ai volontari.
Il loro gesto – scrive – è «un segno forte e prezioso», capace di «sconvolgere il silenzio» e di risvegliare «il sonno degli occhi di noi tutti», «narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di chi attraversa il mare in cerca di vita, libertà e pace».
Nel messaggio, l’arcivescovo punta il dito contro le responsabilità dell’Europa e dell’Italia, colpevoli di aver trasformato il Mediterraneo in uno spazio di contenimento e abbandono: «Queste vittime – questi volti e questi corpi cancellati dei poveri – sono l’ennesimo frutto di scelte disumane…
Fonte e immagine
Il messaggio del vescovo di Palermo all’equipaggio che torna nel Mediterraneo: “circa mille dispersi sono il frutto di scelte disumane”
L’opera di misericordia “seppellire i morti”
(Redazione Il Mediterraneo24)
Non è una tragedia, è una strage». Usa parole nette e durissime l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel messaggio indirizzato a Mediterranea Saving Humans, che in queste ore torna a prendere il largo nel Mediterraneo centrale dopo i naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo il ciclone “Harry”, con circa mille dispersi.
Un intervento che è insieme abbraccio e denuncia.
Lorefice si dice «sinceramente dispiaciuto» di non poter essere fisicamente a bordo, ma si unisce «fraternamente e di vero cuore» all’equipaggio e ai volontari.
Il loro gesto – scrive – è «un segno forte e prezioso», capace di «sconvolgere il silenzio» e di risvegliare «il sonno degli occhi di noi tutti», «narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di chi attraversa il mare in cerca di vita, libertà e pace».
Nel messaggio, l’arcivescovo punta il dito contro le responsabilità dell’Europa e dell’Italia, colpevoli di aver trasformato il Mediterraneo in uno spazio di contenimento e abbandono: «Queste vittime – questi volti e questi corpi cancellati dei poveri – sono l’ennesimo frutto di scelte disumane…
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