La pace con gli occhi di un francescano

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4 Ottobre 2025

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Palermo-per-Gaza_corteo
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Il corteo di Palermo: solidarietà a Gaza e alla Flotilla

Fra Mauro Billetta, frate minore cappuccino e parroco di Sant’Agnese nel quartiere Danisinni di Palermo: una voce che invoca con forza la pace

E’ notizia delle ultime ore quella di un possibile accordo. Intanto, le manifestazioni di solidarietà al popolo della striscia di Gaza si moltiplicano e si seguono con apprensione le sorti degli attivisti della Flotilla. Non mancano le polemiche e le divisioni. Soprattutto, la gente e i bambini continuano a soffrire e a morire.
Ma la pace resta comunque il sogno più forte.

Nel giorno dedicato a san Francesco, proponiamo uno scritto di fra Mauro Billetta pubblicato sul suo blog

(di fra Mauro Billetta)

La PACE è frutto di un impasto di fuoco e di terra, d’acqua e d’aria pulita quella che sa di Cielo.

Non il fuoco nemico delle bombe che distruggono tutto quello che toccano, non il fuoco che forgia le armi o quello che distrugge le foreste per gli interessi di alcuni;

ma il fuoco amico che arde per il bene altrui, il fuoco che riscalda il metallo fino a renderlo malleabile per forgiare gli strumenti del lavoro, il fuoco che custodisce la vita negli inverni gelidi, il fuoco che si fa passione perché non tollera quiete e assopimento di fronte alla sofferenza altrui, quello che non tace di fronte all’ingiustizia, il fuoco che muove verso l’altro senza condizioni.

Non la terra ferita dalle deflagrazioni fino ad essere ridotta a sterile polvere e contaminata per anni, tanto è il veleno di morte che porta dentro. La terra bistrattata per le brame di conquista e di possesso senza limite, la terra che diventa movente omicida per la follia di alcuni;

ma la terra coltivata con cura, abitata dalla vita che rispetta lo spazio e genera bellezza, la terra che produce frutto e diventa luogo di condivisione  e garantisce il diritto di cittadinanza a ciascuno.

Non l’acqua degli idranti volta a spegnere gli incendi provocati dalla guerra o a lavare le pozze di sangue dopo che i corpi inermi sono portati via, non l’acqua che spazza i detriti lasciati dalla macerie lì dove prima c’erano case abitate, strade con viandanti, scuole colme di bambini, ospedali con malati inermi e in attesa di soccorso;

ma l’acqua che è dono del Cielo, quella che fa germogliare i campi e fiorire i prati riempiendoli di colore, l’acqua che disseta e procura vita, l’acqua che pulisce per restituire dignità a chi vi si lava, l’acqua in cui ci si immerge per entrare in contatto con sé stessi e con l’universo che ci circonda, l’acqua che genera vita fin da principio di ogni esistenza.

Non l’aria guastata da chi infetta tutto pur di trarre economie, il puzzo residuo della morte che sfregia il dono della vita, non l’aria corrotta da chi detiene il potere,

ma l’aria che si fa respiro perché donata dal creato, l’aria che accomuna ogni mortale rendendolo uguale per dignità, l’aria che procura guarigione e sollievo, la stessa aria che si fa vento e che permette di dispiegare le vele e così prendere il largo, così come la Global Sumud Flotilla che volge verso l’altra riva, quella che attende l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra in cui tornare ad abitare.

L’aria che unisce il Cielo e la terra, perché a tutti va restituito il diritto di guardare il sole e le stelle.

Fonte

Immagine

  • Profilo Fb di fra Mauro Billetta

Fra Mauro Billetta, frate minore cappuccino e parroco di Sant’Agnese nel quartiere Danisinni di Palermo: una voce che invoca con forza la pace

E’ notizia delle ultime ore quella di un possibile accordo. Intanto, le manifestazioni di solidarietà al popolo della striscia di Gaza si moltiplicano e si seguono con apprensione le sorti degli attivisti della Flotilla. Non mancano le polemiche e le divisioni. Soprattutto, la gente e i bambini continuano a soffrire e a morire.
Ma la pace resta comunque il sogno più forte.

Nel giorno dedicato a san Francesco, proponiamo uno scritto di fra Mauro Billetta pubblicato sul suo blog

(di fra Mauro Billetta)

La PACE è frutto di un impasto di fuoco e di terra, d’acqua e d’aria pulita quella che sa di Cielo.

Non il fuoco nemico delle bombe che distruggono tutto quello che toccano, non il fuoco che forgia le armi o quello che distrugge le foreste per gli interessi di alcuni;

ma il fuoco amico che arde per il bene altrui, il fuoco che riscalda il metallo fino a renderlo malleabile per forgiare gli strumenti del lavoro, il fuoco che custodisce la vita negli inverni gelidi, il fuoco che si fa passione perché non tollera quiete e assopimento di fronte alla sofferenza altrui, quello che non tace di fronte all’ingiustizia, il fuoco che muove verso l’altro senza condizioni.

Non la terra ferita dalle deflagrazioni fino ad essere ridotta a sterile polvere e contaminata per anni, tanto è il veleno di morte che porta dentro. La terra bistrattata per le brame di conquista e di possesso senza limite, la terra che diventa movente omicida per la follia di alcuni;

ma la terra coltivata con cura, abitata dalla vita che rispetta lo spazio e genera bellezza, la terra che produce frutto e diventa luogo di condivisione  e garantisce il diritto di cittadinanza a ciascuno.

Non l’acqua degli idranti volta a spegnere gli incendi provocati dalla guerra o a lavare le pozze di sangue dopo che i corpi inermi sono portati via, non l’acqua che spazza i detriti lasciati dalla macerie lì dove prima c’erano case abitate, strade con viandanti, scuole colme di bambini, ospedali con malati inermi e in attesa di soccorso;

ma l’acqua che è dono del Cielo, quella che fa germogliare i campi e fiorire i prati riempiendoli di colore, l’acqua che disseta e procura vita, l’acqua che pulisce per restituire dignità a chi vi si lava, l’acqua in cui ci si immerge per entrare in contatto con sé stessi e con l’universo che ci circonda, l’acqua che genera vita fin da principio di ogni esistenza.

Non l’aria guastata da chi infetta tutto pur di trarre economie, il puzzo residuo della morte che sfregia il dono della vita, non l’aria corrotta da chi detiene il potere,

ma l’aria che si fa respiro perché donata dal creato, l’aria che accomuna ogni mortale rendendolo uguale per dignità, l’aria che procura guarigione e sollievo, la stessa aria che si fa vento e che permette di dispiegare le vele e così prendere il largo, così come la Global Sumud Flotilla che volge verso l’altra riva, quella che attende l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra in cui tornare ad abitare.

L’aria che unisce il Cielo e la terra, perché a tutti va restituito il diritto di guardare il sole e le stelle.

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Il corteo di Palermo: solidarietà a Gaza e alla Flotilla

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