Lo sport per “dar da mangiare agli affamati”

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Presentata alla FAO la Campagna del Focsiv e del CSI “Sport contro la fame”: un’alleanza globale per sfamare i bambini
In una fase in cui guerre, crisi economica e cambiamenti climatici hanno aggravato la fame e la malnutrizione nei Paesi più vulnerabili, è stata lanciata una Campagna solidale intitolata “Sport contro la fame”. Promossa dalla federazione di volontariato cristiano Focsiv insieme al Centro Sportivo Italiano (CSI), con la collaborazione della FAO, l’iniziativa mira a contrastare la malnutrizione e garantire il diritto al cibo, in un atto concreto di misericordia verso i più vulnerabili.
Una rete ampia di interventi
La campagna sostiene 58 progetti distribuiti in 26 Paesi in via di sviluppo — dall’Africa all’America Latina, dall’Asia al Medio Oriente — con l’obiettivo di raggiungere circa 150.000 bambini e giovani bisognosi.
Molti di questi interventi prevedono distribuzione di pasti, attività di sicurezza alimentare, educazione alla sana alimentazione, accompagnate anche dall’impiego dello sport come veicolo di coesione e speranza.
Lo sport come strumento di solidarietà e dignità
Secondo i promotori, lo sport ha un valore universale — “un linguaggio” capace di superare barriere culturali, sociali e linguistiche — e può diventare un potente alleato nella lotta alla fame.
Come afferma l’Osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO, monsignor Fernando Chica Arellano, lo sport “nutre la speranza”: attraverso di esso, anche nei luoghi più remoti o segnati da conflitti, si può offrire non solo un pasto, ma un messaggio di dignità, comunità e rinascita.
Un dovere morale e un’opera di misericordia: nutrire gli affamati
L’iniziativa richiama quanto ribadito di recente da leader religiosi ed organizzazioni umanitarie: che la fame nel mondo è un fallimento morale. Offrire cibo e nutrizione non è un gesto di pietà occasionale, ma un imperativo di giustizia e carità.
Garantire il diritto al cibo — soprattutto per i bambini — significa proteggere la vita, promuovere l’infanzia e dare speranza a generazioni che altrimenti rischiano di crescere nella povertà, nell’emarginazione o nella disperazione.
Da slogan a impegno concreto
La campagna “Sport contro la fame” è un progetto concreto che unisce cooperazione internazionale, volontariato, sport e solidarietà per dare risposte reali. È un invito alla comunità globale perché si unisca — istituzioni, associazioni, singoli credenti e cittadini — per offrire pane, dignità e futuro a chi ne ha più bisogno.
Per la Chiesa e per ogni comunità sensibile, nutrire chi ha fame — e farlo insieme, con concretezza — rappresenta una delle espressioni più autentiche della misericordia. La campagna attuale ne è una testimonianza luminosa.
Fonte
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Presentata alla FAO la Campagna del Focsiv e del CSI “Sport contro la fame”: un’alleanza globale per sfamare i bambini
In una fase in cui guerre, crisi economica e cambiamenti climatici hanno aggravato la fame e la malnutrizione nei Paesi più vulnerabili, è stata lanciata una Campagna solidale intitolata “Sport contro la fame”. Promossa dalla federazione di volontariato cristiano Focsiv insieme al Centro Sportivo Italiano (CSI), con la collaborazione della FAO, l’iniziativa mira a contrastare la malnutrizione e garantire il diritto al cibo, in un atto concreto di misericordia verso i più vulnerabili.
Una rete ampia di interventi
La campagna sostiene 58 progetti distribuiti in 26 Paesi in via di sviluppo — dall’Africa all’America Latina, dall’Asia al Medio Oriente — con l’obiettivo di raggiungere circa 150.000 bambini e giovani bisognosi.
Molti di questi interventi prevedono distribuzione di pasti, attività di sicurezza alimentare, educazione alla sana alimentazione, accompagnate anche dall’impiego dello sport come veicolo di coesione e speranza.
Lo sport come strumento di solidarietà e dignità
Secondo i promotori, lo sport ha un valore universale — “un linguaggio” capace di superare barriere culturali, sociali e linguistiche — e può diventare un potente alleato nella lotta alla fame.
Come afferma l’Osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO, monsignor Fernando Chica Arellano, lo sport “nutre la speranza”: attraverso di esso, anche nei luoghi più remoti o segnati da conflitti, si può offrire non solo un pasto, ma un messaggio di dignità, comunità e rinascita.
Un dovere morale e un’opera di misericordia: nutrire gli affamati
L’iniziativa richiama quanto ribadito di recente da leader religiosi ed organizzazioni umanitarie: che la fame nel mondo è un fallimento morale. Offrire cibo e nutrizione non è un gesto di pietà occasionale, ma un imperativo di giustizia e carità.
Garantire il diritto al cibo — soprattutto per i bambini — significa proteggere la vita, promuovere l’infanzia e dare speranza a generazioni che altrimenti rischiano di crescere nella povertà, nell’emarginazione o nella disperazione.
Da slogan a impegno concreto
La campagna “Sport contro la fame” è un progetto concreto che unisce cooperazione internazionale, volontariato, sport e solidarietà per dare risposte reali. È un invito alla comunità globale perché si unisca — istituzioni, associazioni, singoli credenti e cittadini — per offrire pane, dignità e futuro a chi ne ha più bisogno.
Per la Chiesa e per ogni comunità sensibile, nutrire chi ha fame — e farlo insieme, con concretezza — rappresenta una delle espressioni più autentiche della misericordia. La campagna attuale ne è una testimonianza luminosa.
Fonte
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni


