Mozambico | Promuovere l’inclusione dei bambini disabili abbandonati

Foto di Atlas Green su Unsplash
In Mozambico, l’opera di misericordia “visitare gli ammalati” si esprime anche dando opportunità di accoglienza ai bimbi disabili
I padri orionini operano a Maputo, capitale del Mozambico, dal 2003. Nel rifugio “Opera Don Orione”, per bambini con bisogni speciali, si dà accoglienza gratuita a piccoli disabili abbandonati o in condizioni di estrema povertà.
In un Paese in cui la vita dei bambini con handicap è difficile, perché la loro condizione viene vista come una grave piaga sociale, questo centro è un punto di riferimento che, attualmente, assiste 39 disabili, mentre altri 52 vengono accuditi a casa.
L’Opera offre inoltre supporto psicosociale e pacchi alimentari ai genitori perché non abbandonino i figli.
Infatti molte famiglie vivono questa realtà cercando di superare pregiudizi e superstizioni che spesso portano all’abbandono dei bambini; altre famiglie hanno bisogno di supporto e monitoraggio per essere istruite e motivate a prendersi cura dei loro piccoli, in modo da non considerarli solo un peso o un “male” nella loro vita.
Per andare incontro alle sfide quotidiane dei padri nell’accoglienza, e dei bambini stessi, per la sopravvivenza e per la loro dignità, proviamo ad aiutarli affinché possano continuare a offrire cure gratuite e raggiungere il maggior numero possibile di persone.
È necessario intervenire per assicurare medicinali specifici e integratori alimentari la cui spesa diventa ogni giorno più alta.
Fonte
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- Foto di Atlas Green su Unsplash
In Mozambico, l’opera di misericordia “visitare gli ammalati” si esprime anche dando opportunità di accoglienza ai bimbi disabili
I padri orionini operano a Maputo, capitale del Mozambico, dal 2003. Nel rifugio “Opera Don Orione”, per bambini con bisogni speciali, si dà accoglienza gratuita a piccoli disabili abbandonati o in condizioni di estrema povertà.
In un Paese in cui la vita dei bambini con handicap è difficile, perché la loro condizione viene vista come una grave piaga sociale, questo centro è un punto di riferimento che, attualmente, assiste 39 disabili, mentre altri 52 vengono accuditi a casa.
L’Opera offre inoltre supporto psicosociale e pacchi alimentari ai genitori perché non abbandonino i figli.
Infatti molte famiglie vivono questa realtà cercando di superare pregiudizi e superstizioni che spesso portano all’abbandono dei bambini; altre famiglie hanno bisogno di supporto e monitoraggio per essere istruite e motivate a prendersi cura dei loro piccoli, in modo da non considerarli solo un peso o un “male” nella loro vita.
Per andare incontro alle sfide quotidiane dei padri nell’accoglienza, e dei bambini stessi, per la sopravvivenza e per la loro dignità, proviamo ad aiutarli affinché possano continuare a offrire cure gratuite e raggiungere il maggior numero possibile di persone.
È necessario intervenire per assicurare medicinali specifici e integratori alimentari la cui spesa diventa ogni giorno più alta.
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