Brasile | La «Carta de Surucucu»

il: 

26 Novembre 2025

di: 

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Foto di fra Paolo Maria Braghini

Sulla rivista “Missioni Consolata”, un articolo sull’incontro dei rappresentanti dei popoli Yanomami e Ye’kwana

(di Paolo Moiola)

Più di 550 rappresentanti dei popoli Yanomami e Ye’kwana, giunti da varie regioni e anche dal Venezuela, si sono incontrati a fine ottobre a Surucucu, nel cuore della Terra indigena yanomami (Tiy). Motivo dell’incontro è stato il VI Forum dei leader dei due popoli amazzonici (ovvero il più alto organo di governo della Tiy), da cui è scaturita la Carta de Surucucu (Dichiarazione di Surucucu).

In essa vengono affrontate tre problematiche: la lotta al «garimpo» (le miniere illegali), la questione della salute e quella dell’educazione.

Con riferimento al garimpo, i leader riconoscono i meriti dell’attuale governo brasiliano che è riuscito a far ritirare dalla foresta la maggior parte dei garimpeiros. Tuttavia, affinché gli invasori non tornino a operare, vengono ribadite alcune richieste urgenti.

In primis, si chiede alla Funai (Fundação nacional dos povos indígenas, Fondazione nazionale dei popoli indigeni) di appoggiare il Piano di vigilanza indigeno («Urihi noamatima thëpë»), una vigilanza ritenuta indispensabile accanto a quella dello Stato.

Agli organi federali di giustizia si domanda di agire contro chi finanzia la distruzione della foresta e promuove il genocidio dei popoli indigeni; alla presidenza della Repubblica di mantenere coordinamento e vigilanza e, infine, al Senato di approvare il progetto di legge che aumenta le pene minime per i reati collegati alle attività minerarie illecite. «Il garimpo illegale – scrivono i leader indigeni nella Dichiarazione – contamina i nostri fiumi e le nostre foreste con il mercurio, diffonde malattie e aumenta la violenza contro di noi. La punizione per questi crimini deve essere commisurata all’enorme distruzione che causano».

Fonte

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  • Foto di fra Paolo Maria Braghini

Sulla rivista “Missioni Consolata”, un articolo sull’incontro dei rappresentanti dei popoli Yanomami e Ye’kwana

(di Paolo Moiola)

Più di 550 rappresentanti dei popoli Yanomami e Ye’kwana, giunti da varie regioni e anche dal Venezuela, si sono incontrati a fine ottobre a Surucucu, nel cuore della Terra indigena yanomami (Tiy). Motivo dell’incontro è stato il VI Forum dei leader dei due popoli amazzonici (ovvero il più alto organo di governo della Tiy), da cui è scaturita la Carta de Surucucu (Dichiarazione di Surucucu).

In essa vengono affrontate tre problematiche: la lotta al «garimpo» (le miniere illegali), la questione della salute e quella dell’educazione.

Con riferimento al garimpo, i leader riconoscono i meriti dell’attuale governo brasiliano che è riuscito a far ritirare dalla foresta la maggior parte dei garimpeiros. Tuttavia, affinché gli invasori non tornino a operare, vengono ribadite alcune richieste urgenti.

In primis, si chiede alla Funai (Fundação nacional dos povos indígenas, Fondazione nazionale dei popoli indigeni) di appoggiare il Piano di vigilanza indigeno («Urihi noamatima thëpë»), una vigilanza ritenuta indispensabile accanto a quella dello Stato.

Agli organi federali di giustizia si domanda di agire contro chi finanzia la distruzione della foresta e promuove il genocidio dei popoli indigeni; alla presidenza della Repubblica di mantenere coordinamento e vigilanza e, infine, al Senato di approvare il progetto di legge che aumenta le pene minime per i reati collegati alle attività minerarie illecite. «Il garimpo illegale – scrivono i leader indigeni nella Dichiarazione – contamina i nostri fiumi e le nostre foreste con il mercurio, diffonde malattie e aumenta la violenza contro di noi. La punizione per questi crimini deve essere commisurata all’enorme distruzione che causano».

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  • Foto di fra Paolo Maria Braghini
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Foto di fra Paolo Maria Braghini

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