Giordania | Anjara, un cuore di carità e fede

Foto di Sfean Zaben (Pexels)
Tra le colline di Gilead, attorno al santuario mariano di Nostra Signora della Montagna, un centro missionario unisce educazione, accoglienza e dialogo interreligioso, offrendo sostegno concreto a bambini e famiglie in difficoltà
- Un’oasi di fede e carità tra le colline di Anjara
- Una scuola e una casa per i bambini vulnerabili
- Un santuario mariano aperto a tutti
- Missione quotidiana e convivenza nella diversità
1. Un’oasi di fede e carità tra le colline di Anjara
Nel cuore della Giordania, sulle colline di Gilead a est della Valle del Giordano, sorge un luogo che è molto più di una semplice parrocchia: è un centro di carità, educazione e dialogo interreligioso gestito dai missionari del Verbo incarnato.
Attorno alla chiesa della Visitazione, nota come Nostra Signora della Montagna, si intrecciano fede, impegno educativo e accoglienza. Sebbene Anjara sia una città a maggioranza musulmana, la presenza dei missionari e delle comunità cristiane locali ha reso questo centro un punto di riferimento significativo non solo per i credenti, ma anche per le famiglie e i bambini del territorio.
2. Una scuola e una casa per i bambini vulnerabili
All’insegna della carità concreta, accanto al santuario sorgono una scuola frequentata da oltre 200 bambini cristiani e musulmani e una casa di accoglienza per i minori in difficoltà. Qui i giovani ospiti non sono chiamati “orfani”, ma affettuosamente “bambini della casa”, perché considerati parte di una grande famiglia.
Recentemente, la struttura ha ampliato il proprio impegno consentendo ai ragazzi di restare nella casa fino ai 25 anni per proseguire gli studi universitari, offrendo così un percorso educativo e di speranza verso il futuro.
3. Un santuario mariano aperto a tutti
Il complesso di Anjara ospita l’unico santuario mariano in Giordania, luogo di preghiera che richiama anche pellegrini stranieri. La tradizione ricorda che in questo sito esistono luoghi biblici legati alla figura di Maria e di Gesù, tra cui una grotta associata alla visita della Vergine.
L’immagine della Madonna, secondo alcune testimonianze, avrebbe persino pianto sangue nel 2010, dando impulso a una festa votiva celebrata ogni terzo venerdì di giugno. Questo luogo di devozione è significativo non solo per i cristiani, ma attrae anche musulmani, in un contesto di convivenza e rispetto reciproco.
4. Missione quotidiana e convivenza nella diversità
La missione di Anjara va oltre la celebrazione liturgica: qui si intrecciano progetti educativi, laboratori formativi e iniziative di accompagnamento per le famiglie in difficoltà, anche grazie alla presenza di Caritas.
Le religiose e i missionari dedicano tempo e risorse all’educazione integrale dei giovani, con opere quali biblioteche, corsi di arte e musica e centri diurni per la riabilitazione.
In un Paese dove i cristiani rappresentano una piccola minoranza, questa presenza testimonia che fede e servizio concreto possono essere strade di dialogo, speranza e solidarietà per l’intera comunità
Fonte e immagine
Immagine
Tra le colline di Gilead, attorno al santuario mariano di Nostra Signora della Montagna, un centro missionario unisce educazione, accoglienza e dialogo interreligioso, offrendo sostegno concreto a bambini e famiglie in difficoltà
- Un’oasi di fede e carità tra le colline di Anjara
- Una scuola e una casa per i bambini vulnerabili
- Un santuario mariano aperto a tutti
- Missione quotidiana e convivenza nella diversità
1. Un’oasi di fede e carità tra le colline di Anjara
Nel cuore della Giordania, sulle colline di Gilead a est della Valle del Giordano, sorge un luogo che è molto più di una semplice parrocchia: è un centro di carità, educazione e dialogo interreligioso gestito dai missionari del Verbo incarnato.
Attorno alla chiesa della Visitazione, nota come Nostra Signora della Montagna, si intrecciano fede, impegno educativo e accoglienza. Sebbene Anjara sia una città a maggioranza musulmana, la presenza dei missionari e delle comunità cristiane locali ha reso questo centro un punto di riferimento significativo non solo per i credenti, ma anche per le famiglie e i bambini del territorio.
2. Una scuola e una casa per i bambini vulnerabili
All’insegna della carità concreta, accanto al santuario sorgono una scuola frequentata da oltre 200 bambini cristiani e musulmani e una casa di accoglienza per i minori in difficoltà. Qui i giovani ospiti non sono chiamati “orfani”, ma affettuosamente “bambini della casa”, perché considerati parte di una grande famiglia.
Recentemente, la struttura ha ampliato il proprio impegno consentendo ai ragazzi di restare nella casa fino ai 25 anni per proseguire gli studi universitari, offrendo così un percorso educativo e di speranza verso il futuro.
3. Un santuario mariano aperto a tutti
Il complesso di Anjara ospita l’unico santuario mariano in Giordania, luogo di preghiera che richiama anche pellegrini stranieri. La tradizione ricorda che in questo sito esistono luoghi biblici legati alla figura di Maria e di Gesù, tra cui una grotta associata alla visita della Vergine.
L’immagine della Madonna, secondo alcune testimonianze, avrebbe persino pianto sangue nel 2010, dando impulso a una festa votiva celebrata ogni terzo venerdì di giugno. Questo luogo di devozione è significativo non solo per i cristiani, ma attrae anche musulmani, in un contesto di convivenza e rispetto reciproco.
4. Missione quotidiana e convivenza nella diversità
La missione di Anjara va oltre la celebrazione liturgica: qui si intrecciano progetti educativi, laboratori formativi e iniziative di accompagnamento per le famiglie in difficoltà, anche grazie alla presenza di Caritas.
Le religiose e i missionari dedicano tempo e risorse all’educazione integrale dei giovani, con opere quali biblioteche, corsi di arte e musica e centri diurni per la riabilitazione.
In un Paese dove i cristiani rappresentano una piccola minoranza, questa presenza testimonia che fede e servizio concreto possono essere strade di dialogo, speranza e solidarietà per l’intera comunità
Fonte e immagine
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Foto di Sfean Zaben (Pexels)


