India | I Salesiani contro i matrimoni infantili

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24 Ottobre 2025

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sogni-dei-bambini
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Foto di Some Tale su Unsplash

Ogni bambino e ogni bambina ha diritto a crescere, imparare e sognare: un impegno di misericordia per i più piccoli da parte dei Salesiani

Nel cuore dell’impegno educativo e sociale si trova una chiamata profonda: accompagnare l’altro, specialmente se fragile, verso una vita piena e dignitosa.

È esattamente questo l’impegno che emerge dall’iniziativa promossa dai Salesiani di Don Bosco (India), descritta dall’Agenzia Fides: una campagna di sensibilizzazione di 100 giorni (dal 1 novembre 2025 al 26 gennaio 2026) nei distretti di Anand, Vadodara e Chhotaudepur nel Gujarat per combattere i matrimoni infantili.

Secondo l’articolo, la legge indiana fissa l’età minima per sposarsi a 18 anni per le ragazze e 21 per i ragazzi, ma nonostante questo il Paese conta ancora oltre 200 milioni di adolescenti costrette a nozze precoci. I Salesiani, in collaborazione con l’ONG Just Rights for Children, hanno avviato l’iniziativa coinvolgendo genitori che hanno firmato un impegno a non dare in sposa o sposo i propri figli minorenni.

Questa operazione riguarda non solo un cambio legislativo, ma una vera e propria azione di “custodia” dei bambini e delle bambine: si tratta di assicurare che possano crescere, imparare e sognare, non essere privati dell’infanzia, della scuola, del futuro.

E si collega anche con l’opera di misericordia “istruire gli ignoranti”, perché si tratta anche di rompere una catena di consuetudini che, finora, hanno portato all’infelicità di soggetti vulnerabili, che non possono decidere in autonomia e subiscono le ferite di scelte che negano il  diritto all’istruzione, al gioco, al sogno.

Spezzare questa ingiustizia è infatti un atto di misericordia che, in questo caso, mobilita la comunità (genitori, autorità, leader religiosi) affinché sia riconosciutala dignità dei bambini e ci si batta per il loro futuro.

Parlando di sogni, bisogna essere concreti

L’iniziativa dei Salesiani nel Gujarat ci ricorda che la misericordia non è semplicemente accoglienza o conforto: è azione, è prevenzione, è educazione alla libertà.

È dire sì al diritto di ogni bambino e bambina a essere se stesso, a imparare e a sognare.

Nel contesto del blog di spazio + spadoni, possiamo riprendere questo messaggio e chiederci: come possiamo anche noi, qui e ora, essere segno di misericordia verso i giovani intorno a noi? Quali spazi possiamo creare per garantire che nessuna infanzia venga sacrificata?

Offrire un sostegno concreto, un’opportunità educativa, un ambiente sano: tutto ciò è parte di quell’opera di misericordia che trasforma. E ci chiama ad essere non spettatori, ma attori di un cambiamento che riguarda la dignità di ogni persona.

Fonte

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Ogni bambino e ogni bambina ha diritto a crescere, imparare e sognare: un impegno di misericordia per i più piccoli da parte dei Salesiani

Nel cuore dell’impegno educativo e sociale si trova una chiamata profonda: accompagnare l’altro, specialmente se fragile, verso una vita piena e dignitosa.

È esattamente questo l’impegno che emerge dall’iniziativa promossa dai Salesiani di Don Bosco (India), descritta dall’Agenzia Fides: una campagna di sensibilizzazione di 100 giorni (dal 1 novembre 2025 al 26 gennaio 2026) nei distretti di Anand, Vadodara e Chhotaudepur nel Gujarat per combattere i matrimoni infantili.

Secondo l’articolo, la legge indiana fissa l’età minima per sposarsi a 18 anni per le ragazze e 21 per i ragazzi, ma nonostante questo il Paese conta ancora oltre 200 milioni di adolescenti costrette a nozze precoci. I Salesiani, in collaborazione con l’ONG Just Rights for Children, hanno avviato l’iniziativa coinvolgendo genitori che hanno firmato un impegno a non dare in sposa o sposo i propri figli minorenni.

Questa operazione riguarda non solo un cambio legislativo, ma una vera e propria azione di “custodia” dei bambini e delle bambine: si tratta di assicurare che possano crescere, imparare e sognare, non essere privati dell’infanzia, della scuola, del futuro.

E si collega anche con l’opera di misericordia “istruire gli ignoranti”, perché si tratta anche di rompere una catena di consuetudini che, finora, hanno portato all’infelicità di soggetti vulnerabili, che non possono decidere in autonomia e subiscono le ferite di scelte che negano il  diritto all’istruzione, al gioco, al sogno.

Spezzare questa ingiustizia è infatti un atto di misericordia che, in questo caso, mobilita la comunità (genitori, autorità, leader religiosi) affinché sia riconosciutala dignità dei bambini e ci si batta per il loro futuro.

Parlando di sogni, bisogna essere concreti

L’iniziativa dei Salesiani nel Gujarat ci ricorda che la misericordia non è semplicemente accoglienza o conforto: è azione, è prevenzione, è educazione alla libertà.

È dire sì al diritto di ogni bambino e bambina a essere se stesso, a imparare e a sognare.

Nel contesto del blog di spazio + spadoni, possiamo riprendere questo messaggio e chiederci: come possiamo anche noi, qui e ora, essere segno di misericordia verso i giovani intorno a noi? Quali spazi possiamo creare per garantire che nessuna infanzia venga sacrificata?

Offrire un sostegno concreto, un’opportunità educativa, un ambiente sano: tutto ciò è parte di quell’opera di misericordia che trasforma. E ci chiama ad essere non spettatori, ma attori di un cambiamento che riguarda la dignità di ogni persona.

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