Libano | L’istruzione ferita dal conflitto

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17 Marzo 2026

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Foto di Christina Radevich su Unsplash

In Libano, aule vuote sotto le bombe: quando la guerra spegne il diritto a imparare. L’opera di misericordia legata all’istruzione a rischio

  1. Scuole chiuse, vite sospese
  2. Una generazione privata dell’apprendimento
  3. Istruire gli ignoranti: un’opera di misericordia ferita
  4. Senza pace non c’è educazione

1. Scuole chiuse, vite sospese

In Libano, la guerra ha svuotato le aule. Nella scuola delle Suore della Carità a Baabda, un tempo luogo di crescita e convivenza, oggi regna il silenzio. Le lezioni sono state sospese perché troppo pericoloso raggiungere gli edifici scolastici, situati vicino alle zone colpite dai bombardamenti.

Circa 700 studenti, cristiani e musulmani, non possono più frequentare: la quotidianità dell’apprendimento è stata improvvisamente interrotta .

«Il rumore delle bombe è impresso nelle nostre orecchie e nei nostri cuori», dice suor Wafaa Rached, la direttrice della scuola di Baabda.

2. Una generazione privata dell’apprendimento

L’istituto delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret non è la sola istituzione scolastica ad aver chiuso i battenti. centinaia di istituti in tutto il Paese hanno interrotto le attività o sono stati trasformati in rifugi per sfollati. Oltre 300 scuole pubbliche sono diventate centri di accoglienza, segno di un’emergenza che travolge tutto .
I bambini e i ragazzi non perdono solo lezioni, ma anche relazioni, stabilità e protezione. L’isolamento e la paura minacciano la loro salute mentale, mentre si delinea il rischio concreto di “uccidere un’intera generazione” privata degli strumenti per costruire il proprio futuro .

3. Istruire gli ignoranti: un’opera di misericordia ferita

Tra le opere di misericordia spirituale, istruire gli ignoranti significa offrire conoscenza, orientamento e dignità. In Libano, questa missione è oggi gravemente ostacolata. La scuola, luogo in cui si forma la coscienza e si costruisce la pace, viene sostituita da rifugi improvvisati o da strade di fuga.

Quando l’educazione si interrompe, non si perde solo un diritto: si spezza un percorso umano e spirituale. Insegnare diventa impossibile, apprendere un privilegio negato. E così, una delle opere più alte della misericordia viene soffocata dal rumore delle armi.

4. Senza pace non c’è educazione

La guerra non distrugge solo edifici, ma opportunità. Senza sicurezza, non esiste scuola; senza scuola, non esiste futuro. I bambini costretti a fuggire, le famiglie sfollate, le comunità ferite: tutto concorre a creare un vuoto educativo difficile da colmare.

Per questo, la pace non è solo una richiesta politica, ma una necessità educativa.

Solo fermando la violenza si può restituire ai giovani il diritto di imparare e agli educatori la possibilità di compiere la loro missione. Perché educare è costruire umanità, e ogni guerra è, in fondo, una sconfitta anche dell’intelligenza e della speranza.

Fonte

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In Libano, aule vuote sotto le bombe: quando la guerra spegne il diritto a imparare. L’opera di misericordia legata all’istruzione a rischio

  1. Scuole chiuse, vite sospese
  2. Una generazione privata dell’apprendimento
  3. Istruire gli ignoranti: un’opera di misericordia ferita
  4. Senza pace non c’è educazione

1. Scuole chiuse, vite sospese

In Libano, la guerra ha svuotato le aule. Nella scuola delle Suore della Carità a Baabda, un tempo luogo di crescita e convivenza, oggi regna il silenzio. Le lezioni sono state sospese perché troppo pericoloso raggiungere gli edifici scolastici, situati vicino alle zone colpite dai bombardamenti.

Circa 700 studenti, cristiani e musulmani, non possono più frequentare: la quotidianità dell’apprendimento è stata improvvisamente interrotta .

«Il rumore delle bombe è impresso nelle nostre orecchie e nei nostri cuori», dice suor Wafaa Rached, la direttrice della scuola di Baabda.

2. Una generazione privata dell’apprendimento

L’istituto delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret non è la sola istituzione scolastica ad aver chiuso i battenti. centinaia di istituti in tutto il Paese hanno interrotto le attività o sono stati trasformati in rifugi per sfollati. Oltre 300 scuole pubbliche sono diventate centri di accoglienza, segno di un’emergenza che travolge tutto .
I bambini e i ragazzi non perdono solo lezioni, ma anche relazioni, stabilità e protezione. L’isolamento e la paura minacciano la loro salute mentale, mentre si delinea il rischio concreto di “uccidere un’intera generazione” privata degli strumenti per costruire il proprio futuro .

3. Istruire gli ignoranti: un’opera di misericordia ferita

Tra le opere di misericordia spirituale, istruire gli ignoranti significa offrire conoscenza, orientamento e dignità. In Libano, questa missione è oggi gravemente ostacolata. La scuola, luogo in cui si forma la coscienza e si costruisce la pace, viene sostituita da rifugi improvvisati o da strade di fuga.

Quando l’educazione si interrompe, non si perde solo un diritto: si spezza un percorso umano e spirituale. Insegnare diventa impossibile, apprendere un privilegio negato. E così, una delle opere più alte della misericordia viene soffocata dal rumore delle armi.

4. Senza pace non c’è educazione

La guerra non distrugge solo edifici, ma opportunità. Senza sicurezza, non esiste scuola; senza scuola, non esiste futuro. I bambini costretti a fuggire, le famiglie sfollate, le comunità ferite: tutto concorre a creare un vuoto educativo difficile da colmare.

Per questo, la pace non è solo una richiesta politica, ma una necessità educativa.

Solo fermando la violenza si può restituire ai giovani il diritto di imparare e agli educatori la possibilità di compiere la loro missione. Perché educare è costruire umanità, e ogni guerra è, in fondo, una sconfitta anche dell’intelligenza e della speranza.

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Foto di Christina Radevich su Unsplash

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