Messico | Il Papa prega per i vivi e per i morti

Pozo Rica, Stato di Veracruz (Fonte: Vatican News)
“Sono vicino, con affetto, alle popolazioni del Messico orientale colpite nei giorni scorsi dall’alluvione. Prego per le famiglie e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità e affido al Signore, per intercessione della Vergine Santa, le anime dei defunti”
Sono le parole con cui papa Leone XIV ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del Messico orientale gravemente colpite, nei giorni scorsi, da un fenomeno alluvionale provocato da piogge eccezionalmente intense. Un’alluvione che ha colpito maggiormente gli stati messicani di Veracruz, Querétaro, San Luis Potosí e Hidalgo e che ha causato circa 65 morti, decine di dispersi, migliaia di abitazioni e infrastrutture distrutte, e vaste zone rimaste senza acqua ed elettricità.
La sua è una solidarietà concreta sia preghiera a sostegno sia dei vivi che dei defunti, che ricordiamo essere la settima opera di misericordia spirituale.
Nel primo segmento dell’articolo viene ricordato che il Papa, dopo aver sottolineato la gravità della tragedia, ha mostrato il suo pensiero per «tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità» e assicurato la sua vicinanza assicurando la sua preghiera.
Successivamente si approfondisce la natura dell’evento alluvionale: esso è stato generato – secondo quanto indicato – da sovrapposizione di due sistemi tropicali, l’uragano Priscilla e la tempesta tropicale Raymond, che hanno colpito al largo delle coste del Messico.
L’impatto è stato ampio: «Interi villaggi sono stati sommersi da fango e detriti, migliaia di messicani sono rimasti senza acqua ed elettricità».
Oltre al riferimento all’emergenza messicana, nell’Angelus il Papa ha richiamato un pensiero più ampio: alla preghiera incessante per la pace nel mondo. Egli ha invitato a recitare «la nostra preghiera per la pace, particolarmente mediante la recita comunitaria del Santo Rosario. Contemplando i misteri di Cristo insieme con la Vergine Maria, facciamo nostra la sofferenza e la speranza dei bambini, delle madri, dei padri, degli anziani vittime della guerra».
In questo contesto ha sottolineato che dalla preghiera nascono «tanti gesti di carità evangelica, di vicinanza concreta, di solidarietà».
Fonte e immagine
“Sono vicino, con affetto, alle popolazioni del Messico orientale colpite nei giorni scorsi dall’alluvione. Prego per le famiglie e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità e affido al Signore, per intercessione della Vergine Santa, le anime dei defunti”
Sono le parole con cui papa Leone XIV ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del Messico orientale gravemente colpite, nei giorni scorsi, da un fenomeno alluvionale provocato da piogge eccezionalmente intense. Un’alluvione che ha colpito maggiormente gli stati messicani di Veracruz, Querétaro, San Luis Potosí e Hidalgo e che ha causato circa 65 morti, decine di dispersi, migliaia di abitazioni e infrastrutture distrutte, e vaste zone rimaste senza acqua ed elettricità.
La sua è una solidarietà concreta sia preghiera a sostegno sia dei vivi che dei defunti, che ricordiamo essere la settima opera di misericordia spirituale.
Nel primo segmento dell’articolo viene ricordato che il Papa, dopo aver sottolineato la gravità della tragedia, ha mostrato il suo pensiero per «tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità» e assicurato la sua vicinanza assicurando la sua preghiera.
Successivamente si approfondisce la natura dell’evento alluvionale: esso è stato generato – secondo quanto indicato – da sovrapposizione di due sistemi tropicali, l’uragano Priscilla e la tempesta tropicale Raymond, che hanno colpito al largo delle coste del Messico.
L’impatto è stato ampio: «Interi villaggi sono stati sommersi da fango e detriti, migliaia di messicani sono rimasti senza acqua ed elettricità».
Oltre al riferimento all’emergenza messicana, nell’Angelus il Papa ha richiamato un pensiero più ampio: alla preghiera incessante per la pace nel mondo. Egli ha invitato a recitare «la nostra preghiera per la pace, particolarmente mediante la recita comunitaria del Santo Rosario. Contemplando i misteri di Cristo insieme con la Vergine Maria, facciamo nostra la sofferenza e la speranza dei bambini, delle madri, dei padri, degli anziani vittime della guerra».
In questo contesto ha sottolineato che dalla preghiera nascono «tanti gesti di carità evangelica, di vicinanza concreta, di solidarietà».
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Pozo Rica, Stato di Veracruz (Fonte: Vatican News)


