Mozambico | Le alluvioni mettono in ginocchio il Paese

Foto di don Carlo Donisotti
Il Mozambico è una terra profondamente interessata dai cambiamenti climatici. La stagione delle piogge, per esempio, che normalmente si svolge da ottobre a marzo, nel gennaio di quest’anno ha dato vita a rovesci torrenziali senza precedenti
La situazione catastrofica che si è verificata nella regione di Maputo è ben descritta su “Cuore Amico” da fra Luca Santato, frate minore cappuccino che opera lì da alcuni anni
“Carissimi, pace e bene.
Vi scrivo per documentare ciò che è successo in Mozambico negli ultimi mesi. Il 16 gennaio, a causa di incessanti piogge, i fiumi del sud del Paese e le dighe di contenimento non hanno retto il grande volume di acqua che doveva arrivare all’oceano.
Per questo motivo, 800 mila persone sono state evacuate e molte di loro hanno perso la casa; ci sono circa 140 morti.
Anche a Boane, nella missione in cui mi trovo, siamo stati evacuati dai militari ma, per fortuna, già dopo due giorni siamo riusciti a rientrare e, pian piano, rimettere tutto in funzione. La missione comprende ora un orfanotrofio, un centro pediatrico e una fattoria didattica.
Passato l’uragano è stato urgente riaprire subito il centro pediatrico per assistere mamme e bambini con difficoltà mediche, soprattutto a causa del diffondersi del colera e della malaria.
Ancora oggi, dopo tre mesi, affrontiamo ogni giorno situazioni molto difficili dovute alla mancanza di acqua, di igiene sanitaria, di cibo e stiamo cercando di capire come aiutare circa mille bambini e ragazzi che sono ritornati a scuola a marzo, ma che hanno perso tutto il materiale di cancelleria, libri e quaderni.
Servono legna e cibo per 1.400 famiglie che si trovano nel vicino campo profughi; in tutto, nella zona di Boane ci sono circa 2.800 famiglie sfollate. Serve anche coraggio per aiutare questa gente confidando sempre nella protezione di Dio e nella forza della speranza”.
Sappiamo che, nonostante le acque si siano per ora ritirate, la situazione resta critica perché, con l’inizio della stagione dei cicloni che si ha in primavera, si prevede che il numero di bambini e famiglie colpite aumenterà ulteriormente.
Siamo certi che il missionario farà di tutto per aiutare quanti più possibile. Riuscirà anche a fare di più se non mancherà il nostro aiuto.
Il Mozambico è una terra profondamente interessata dai cambiamenti climatici. La stagione delle piogge, per esempio, che normalmente si svolge da ottobre a marzo, nel gennaio di quest’anno ha dato vita a rovesci torrenziali senza precedenti
La situazione catastrofica che si è verificata nella regione di Maputo è ben descritta su “Cuore Amico” da fra Luca Santato, frate minore cappuccino che opera lì da alcuni anni
“Carissimi, pace e bene.
Vi scrivo per documentare ciò che è successo in Mozambico negli ultimi mesi. Il 16 gennaio, a causa di incessanti piogge, i fiumi del sud del Paese e le dighe di contenimento non hanno retto il grande volume di acqua che doveva arrivare all’oceano.
Per questo motivo, 800 mila persone sono state evacuate e molte di loro hanno perso la casa; ci sono circa 140 morti.
Anche a Boane, nella missione in cui mi trovo, siamo stati evacuati dai militari ma, per fortuna, già dopo due giorni siamo riusciti a rientrare e, pian piano, rimettere tutto in funzione. La missione comprende ora un orfanotrofio, un centro pediatrico e una fattoria didattica.
Passato l’uragano è stato urgente riaprire subito il centro pediatrico per assistere mamme e bambini con difficoltà mediche, soprattutto a causa del diffondersi del colera e della malaria.
Ancora oggi, dopo tre mesi, affrontiamo ogni giorno situazioni molto difficili dovute alla mancanza di acqua, di igiene sanitaria, di cibo e stiamo cercando di capire come aiutare circa mille bambini e ragazzi che sono ritornati a scuola a marzo, ma che hanno perso tutto il materiale di cancelleria, libri e quaderni.
Servono legna e cibo per 1.400 famiglie che si trovano nel vicino campo profughi; in tutto, nella zona di Boane ci sono circa 2.800 famiglie sfollate. Serve anche coraggio per aiutare questa gente confidando sempre nella protezione di Dio e nella forza della speranza”.
Sappiamo che, nonostante le acque si siano per ora ritirate, la situazione resta critica perché, con l’inizio della stagione dei cicloni che si ha in primavera, si prevede che il numero di bambini e famiglie colpite aumenterà ulteriormente.
Siamo certi che il missionario farà di tutto per aiutare quanti più possibile. Riuscirà anche a fare di più se non mancherà il nostro aiuto.

Foto di don Carlo Donisotti


