Nel baratro della disuguaglianza

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26 Gennaio 2026

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Bambino affamato mangia dalla sua ciotola_Foto di Wietse Jongsma su Unsplash
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Foto di Wietse Jongsma su Unsplash

Il rapporto Oxfam 2026 alla vigilia di Davos

Il 19 gennaio 2026, alla vigilia del World Economic Forum di Davos, Oxfam ha presentato il rapporto “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia, che fotografa una concentrazione di ricchezza mai registrata nella storia.

Nel 2025 la ricchezza dei miliardari è aumentata del 16% in termini reali, tre volte il ritmo medio degli ultimi cinque anni, mentre quasi la metà della popolazione mondiale vive in povertà. I 3.000 miliardari del pianeta possiedono una ricchezza netta aggregata di 18.300 miliardi di dollari, una somma che secondo Oxfam sarebbe sufficiente a eliminare la povertà estrema nel mondo 26 volte.

Il rapporto lancia un allarme inquietante: se tutto resterà invariato, il mondo presto vedrà il primo trilionario della storia mentre contemporaneamente l’obiettivo di eradicare la povertà estrema entro il 2030 resterà un miraggio. Elon Musk è citato come il primo individuo ad aver superato i 500 miliardi di dollari di patrimonio netto. Nel frattempo, una persona su quattro nel mondo vive in condizioni di insicurezza alimentare e il tasso di riduzione della povertà globale è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi sei anni.

Il dato più preoccupante riguarda il legame tra disuguaglianza economica ed erosione democratica: secondo Oxfam, il rischio di arretramento democratico è sette volte più elevato nei Paesi con maggiori disparità. Solo tre persone su dieci oggi vivono in democrazie, mentre nel 2004 erano una su due. I miliardari hanno un’influenza smisurata sulle decisioni pubbliche rispetto a un cittadino qualunque, creando una disuguaglianza non solo economica, ma anche di voce, accesso e futuro.

I tagli agli aiuti internazionali operati nel 2025 dai governi di tutto il mondo potrebbero causare, nei Paesi più poveri, oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030. La povertà estrema torna a crescere in Africa, mentre il Sud del mondo contribuisce per il 90% alla forza lavoro globale ma riceve solo il 21% del reddito da lavoro aggregato.

Di fronte a questa situazione che secondo il Rapporto “non è un fenomeno casuale e ineluttabile, è frutto di scelte politiche“, l’Oxfam esorta i governi ad agire su tre fronti principali: tassazione efficace sui grandi patrimoni e sulle multinazionali; rafforzamento delle regole contro il lobbismo e i finanziamenti elettorali opachi; garanzie contro le ritorsioni autoritarie nei confronti delle manifestazioni della società civile e dei sindacati

 

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Il rapporto Oxfam 2026 alla vigilia di Davos

Il 19 gennaio 2026, alla vigilia del World Economic Forum di Davos, Oxfam ha presentato il rapporto “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia, che fotografa una concentrazione di ricchezza mai registrata nella storia.

Nel 2025 la ricchezza dei miliardari è aumentata del 16% in termini reali, tre volte il ritmo medio degli ultimi cinque anni, mentre quasi la metà della popolazione mondiale vive in povertà. I 3.000 miliardari del pianeta possiedono una ricchezza netta aggregata di 18.300 miliardi di dollari, una somma che secondo Oxfam sarebbe sufficiente a eliminare la povertà estrema nel mondo 26 volte.

Il rapporto lancia un allarme inquietante: se tutto resterà invariato, il mondo presto vedrà il primo trilionario della storia mentre contemporaneamente l’obiettivo di eradicare la povertà estrema entro il 2030 resterà un miraggio. Elon Musk è citato come il primo individuo ad aver superato i 500 miliardi di dollari di patrimonio netto. Nel frattempo, una persona su quattro nel mondo vive in condizioni di insicurezza alimentare e il tasso di riduzione della povertà globale è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi sei anni.

Il dato più preoccupante riguarda il legame tra disuguaglianza economica ed erosione democratica: secondo Oxfam, il rischio di arretramento democratico è sette volte più elevato nei Paesi con maggiori disparità. Solo tre persone su dieci oggi vivono in democrazie, mentre nel 2004 erano una su due. I miliardari hanno un’influenza smisurata sulle decisioni pubbliche rispetto a un cittadino qualunque, creando una disuguaglianza non solo economica, ma anche di voce, accesso e futuro.

I tagli agli aiuti internazionali operati nel 2025 dai governi di tutto il mondo potrebbero causare, nei Paesi più poveri, oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030. La povertà estrema torna a crescere in Africa, mentre il Sud del mondo contribuisce per il 90% alla forza lavoro globale ma riceve solo il 21% del reddito da lavoro aggregato.

Di fronte a questa situazione che secondo il Rapporto “non è un fenomeno casuale e ineluttabile, è frutto di scelte politiche“, l’Oxfam esorta i governi ad agire su tre fronti principali: tassazione efficace sui grandi patrimoni e sulle multinazionali; rafforzamento delle regole contro il lobbismo e i finanziamenti elettorali opachi; garanzie contro le ritorsioni autoritarie nei confronti delle manifestazioni della società civile e dei sindacati

 

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