Nigeria | Ancora in ostaggio gli studenti rapiti

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28 Novembre 2025

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La "St. Mary’s School"

E’ passata una settimana dal rapimento nella scuola cattolica “St. Mary’s School” . Alcuni sono fuggiti, il Papa ha lanciato un appello. Dal nostro inviato Rodrigue

Il rapimento avvenuto nella scuola cattolica di Papiri ricorda tragicamente la fragilità di molte istituzioni educative situate nelle zone di conflitto in Nigeria.

L’episodio mette in luce l’ascesa di gruppi come i “Lakurawa”, che uniscono un passato di milizia locale ad ambizioni ideologiche, rendendo la minaccia complessa e diffusa.

Le scuole e le comunità cristiane sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di attacchi: non solo per gli immediati guadagni legati ai riscatti, ma anche per il loro valore simbolico.

Ricordiamo che il 21 novembre 2025, nello Stato del Niger (Centro-Nord della Nigeria), un commando armato ha fatto irruzione  nelle prime ore del mattino nel complesso della scuola primaria e secondaria cattolica St. Mary’s School Papiri, penetrando nell’edificio tra l’una e le tre del mattino, secondo quanto riportato dal diocesi cattolica di Kontagora, che ha annunciato il rapimento di un centinaio di studenti e il ferimento grave di una guardia di sicurezza.

L’ombra crescente dei Lakurawa

Il rapimento si inserisce in una serie di attacchi mirati contro scuole nigeriane, dove gruppi armati sfruttano la vulnerabilità degli istituti per sequestrare bambini e chiedere riscatti. Operazioni di questo tipo avvengono spesso in zone rurali o scarsamente sorvegliate.

A tutto ciò si aggiunge l’emergere di un attore ancora poco conosciuto ma già potenzialmente pericoloso: il gruppo Lakurawa. Inizialmente nato come milizia locale incaricata di contrastare il banditismo nel Nord-Ovest del Paese, il gruppo ha progressivamente adottato un islam rigorista imponendo forme di legge islamica in alcune aree.

Sebbene l’attacco alla scuola non sia ancora stato ufficialmente rivendicato dai Lakurawa, gli esperti sottolineano che la loro espansione risponde a una logica di controllo dei territori più indifesi e di confronto diretto con lo Stato e le istituzioni (scuole, chiese, comunità civili).

Perché colpire le scuole e gli ambienti cristiani?

Diversi fattori possono spiegare questa strategia, utilizzata da anni da gruppi armati e milizie in Nigeria.

  1. Le scuole cristiane sono spesso obiettivi “accessibili”, poiché i dormitori degli studenti sono scarsamente protetti, diventando bersagli facili per i rapitori;
  2. L’attacco a un’istituzione cristiana invia un messaggio simbolico, alimenta il clima di paura e marginalizzazione e indebolisce il senso di sicurezza delle minoranze religiose in zone già instabili;
  3. I rapitori sfruttano l’impatto mediatico e il potenziale economico, poiché la forte reazione nazionale e internazionale può tradursi in richieste di riscatto elevate o pressioni politiche;
  4. Da ultimo, in alcune regioni i movimenti radicali cercano di imporre il proprio ordine indebolendo l’influenza delle istituzioni statali e della Chiesa.

Il diocesi di Kontagora ha diffuso un comunicato in cui condanna fermamente l’attacco ed esprime “profonda preoccupazione per la sicurezza dei bambini rapiti e delle loro famiglie”. I responsabili hanno chiesto la mobilitazione immediata delle forze di sicurezza per riportare gli ostaggi a casa sani e salvi.

Il governo federale e le autorità dello Stato del Niger hanno inviato le truppe nella zona. A seguito di precedenti attacchi (in particolare il rapimento di 25 studentesse nello Stato di Kebbi), diversi Stati avevano deciso di chiudere temporaneamente tutte le scuole in vari distretti. Tuttavia, il governo nigeriano insiste che la crisi di sicurezza non riguarda esclusivamente persecuzioni religiose, ma colpisce sia cristiani che musulmani. Sottolinea inoltre che la priorità resta la protezione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede.

Di fronte a questa nuova ondata di violenza, la cooperazione tra governo, autorità civili e religiose, insieme a un rafforzamento della sicurezza fisica, istituzionale e informativa delle scuole, diventa più urgente che mai.

Intanto, la Nigeria ha ufficialmente dichiarato “emergenza nazionale per la sicurezza”.

Immagine

  • Foto di Rodrigue Bidubula

E’ passata una settimana dal rapimento nella scuola cattolica “St. Mary’s School” . Alcuni sono fuggiti, il Papa ha lanciato un appello. Dal nostro inviato Rodrigue

Il rapimento avvenuto nella scuola cattolica di Papiri ricorda tragicamente la fragilità di molte istituzioni educative situate nelle zone di conflitto in Nigeria.

L’episodio mette in luce l’ascesa di gruppi come i “Lakurawa”, che uniscono un passato di milizia locale ad ambizioni ideologiche, rendendo la minaccia complessa e diffusa.

Le scuole e le comunità cristiane sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di attacchi: non solo per gli immediati guadagni legati ai riscatti, ma anche per il loro valore simbolico.

Ricordiamo che il 21 novembre 2025, nello Stato del Niger (Centro-Nord della Nigeria), un commando armato ha fatto irruzione  nelle prime ore del mattino nel complesso della scuola primaria e secondaria cattolica St. Mary’s School Papiri, penetrando nell’edificio tra l’una e le tre del mattino, secondo quanto riportato dal diocesi cattolica di Kontagora, che ha annunciato il rapimento di un centinaio di studenti e il ferimento grave di una guardia di sicurezza.

L’ombra crescente dei Lakurawa

Il rapimento si inserisce in una serie di attacchi mirati contro scuole nigeriane, dove gruppi armati sfruttano la vulnerabilità degli istituti per sequestrare bambini e chiedere riscatti. Operazioni di questo tipo avvengono spesso in zone rurali o scarsamente sorvegliate.

A tutto ciò si aggiunge l’emergere di un attore ancora poco conosciuto ma già potenzialmente pericoloso: il gruppo Lakurawa. Inizialmente nato come milizia locale incaricata di contrastare il banditismo nel Nord-Ovest del Paese, il gruppo ha progressivamente adottato un islam rigorista imponendo forme di legge islamica in alcune aree.

Sebbene l’attacco alla scuola non sia ancora stato ufficialmente rivendicato dai Lakurawa, gli esperti sottolineano che la loro espansione risponde a una logica di controllo dei territori più indifesi e di confronto diretto con lo Stato e le istituzioni (scuole, chiese, comunità civili).

Perché colpire le scuole e gli ambienti cristiani?

Diversi fattori possono spiegare questa strategia, utilizzata da anni da gruppi armati e milizie in Nigeria.

  1. Le scuole cristiane sono spesso obiettivi “accessibili”, poiché i dormitori degli studenti sono scarsamente protetti, diventando bersagli facili per i rapitori;
  2. L’attacco a un’istituzione cristiana invia un messaggio simbolico, alimenta il clima di paura e marginalizzazione e indebolisce il senso di sicurezza delle minoranze religiose in zone già instabili;
  3. I rapitori sfruttano l’impatto mediatico e il potenziale economico, poiché la forte reazione nazionale e internazionale può tradursi in richieste di riscatto elevate o pressioni politiche;
  4. Da ultimo, in alcune regioni i movimenti radicali cercano di imporre il proprio ordine indebolendo l’influenza delle istituzioni statali e della Chiesa.

Il diocesi di Kontagora ha diffuso un comunicato in cui condanna fermamente l’attacco ed esprime “profonda preoccupazione per la sicurezza dei bambini rapiti e delle loro famiglie”. I responsabili hanno chiesto la mobilitazione immediata delle forze di sicurezza per riportare gli ostaggi a casa sani e salvi.

Il governo federale e le autorità dello Stato del Niger hanno inviato le truppe nella zona. A seguito di precedenti attacchi (in particolare il rapimento di 25 studentesse nello Stato di Kebbi), diversi Stati avevano deciso di chiudere temporaneamente tutte le scuole in vari distretti. Tuttavia, il governo nigeriano insiste che la crisi di sicurezza non riguarda esclusivamente persecuzioni religiose, ma colpisce sia cristiani che musulmani. Sottolinea inoltre che la priorità resta la protezione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede.

Di fronte a questa nuova ondata di violenza, la cooperazione tra governo, autorità civili e religiose, insieme a un rafforzamento della sicurezza fisica, istituzionale e informativa delle scuole, diventa più urgente che mai.

Intanto, la Nigeria ha ufficialmente dichiarato “emergenza nazionale per la sicurezza”.

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  • Foto di Rodrigue Bidubula
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La "St. Mary’s School"

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