Nobel per la Pace 2025

Foto di SantanaZ - Wikipedia
Una fiaccola per la democrazia e la giustizia: dal Venezuela, Maria Corina Machado e il Nobel per la Pace 2025
Il 10 ottobre 2025, il Comitato norvegese del Nobel ha assegnato il Premio Nobel per la Pace a Maria Corina Machado, definendola “una donna coraggiosa e impegnata, che mantiene viva la fiamma della democrazia in un crescente buio”.
Il riconoscimento le è stato conferito «per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per una transizione giusta e pacifica da una dittatura alla democrazia».
Chi è Maria Corina Machado
Nata a Caracas nel 1967, Machado è ingegnere industriale, figura nota dell’opposizione venezuelana.
Negli ultimi anni si è distinta per la sua presenza insistente nella vita politica del Paese, in un ambiente segnato da repressione, crisi economica e limitazioni della libertà.
Nel 2023 ha ottenuto una forte affermazione nelle primarie dell’opposizione venezuelana, ma nel 2024 le è stato impedito partecipare ufficialmente alle elezioni presidenziali per una sospensione politica emessa dalla giustizia locale.
A causa delle pressioni politiche è costretta a vivere nascosta, con restrizioni di movimento e sorveglianza costante.
Nonostante le difficoltà, Machado ha mantenuto una linea di impegno nonviolento, denunciando le violazioni dei diritti umani, sostenendo la libertà di espressione, rivendicando trasparenza elettorale e l’indipendenza delle istituzioni.
Il significato del Nobel 2025
Assegnando il premio a Maria Corina Machado, il Comitato del Nobel intende premiare il coraggio civile in condizioni avverse, riconoscendo chi lotta per la democrazia non dai salotti internazionali ma dentro la propria realtà nazionale.
Il premio diventa un sostegno simbolico a chi è esposto a rischi, intimidazioni e persecuzioni per il semplice fatto di rivendicare diritti di cittadinanza.
Nel comunicato ufficiale, il Nobel evidenzia che in un contesto dove “gli autoritari assumono il potere”, è particolarmente necessario riconoscere chi resiste pacificamente e mantiene viva la partecipazione democratica.
Inoltre, sottolinea il valore dell’unità: Machado viene descritta come figura capace di unire l’opposizione divisa del Venezuela.
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, entusiasmo tra i sostenitori della democrazia venezuelana e tra governi e movimenti per i diritti umani; dall’altro, scetticismo o critica da parte di chi contesta il metodo o l’identità politica della premiata.
Riflessioni per il nostro tempo
Il Nobel a Machado richiama una domanda: cos’è la pace oggi? Non è soltanto assenza di guerra; è giustizia, partecipazione, rispetto della dignità, libertà istituzionali. In un mondo afflitto da conflitti interni e autoritarismi, il premio ricorda che costruire pace significa anche difendere la democrazia e denunciare l’oppressione.
Per spazio + spadoni, questo riconoscimento offre lo spunto per tornare su temi cruciali: quali “piccole battaglie per la pace” ci sono nelle nostre comunità? A chi oggi in Italia o nel mondo si chiede coraggio per essere portatore di diritti? Come possiamo dare visibilità a chi lotta in silenzio? Come contribuire con le opere di misericordia ad un mondo più giusto e fraterno?
Maria Corina Machado diventa simbolo non solo della resistenza venezuelana, ma di tutti coloro che assumono la responsabilità della speranza in contesti difficili. Il suo Nobel invita a non desistere: la pace non è un dono che si riceve, ma un’opera che si costruisce, passo dopo passo, con coerenza e con il rischio della verità.
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Una fiaccola per la democrazia e la giustizia: dal Venezuela, Maria Corina Machado e il Nobel per la Pace 2025
Il 10 ottobre 2025, il Comitato norvegese del Nobel ha assegnato il Premio Nobel per la Pace a Maria Corina Machado, definendola “una donna coraggiosa e impegnata, che mantiene viva la fiamma della democrazia in un crescente buio”.
Il riconoscimento le è stato conferito «per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per una transizione giusta e pacifica da una dittatura alla democrazia».
Chi è Maria Corina Machado
Nata a Caracas nel 1967, Machado è ingegnere industriale, figura nota dell’opposizione venezuelana.
Negli ultimi anni si è distinta per la sua presenza insistente nella vita politica del Paese, in un ambiente segnato da repressione, crisi economica e limitazioni della libertà.
Nel 2023 ha ottenuto una forte affermazione nelle primarie dell’opposizione venezuelana, ma nel 2024 le è stato impedito partecipare ufficialmente alle elezioni presidenziali per una sospensione politica emessa dalla giustizia locale.
A causa delle pressioni politiche è costretta a vivere nascosta, con restrizioni di movimento e sorveglianza costante.
Nonostante le difficoltà, Machado ha mantenuto una linea di impegno nonviolento, denunciando le violazioni dei diritti umani, sostenendo la libertà di espressione, rivendicando trasparenza elettorale e l’indipendenza delle istituzioni.
Il significato del Nobel 2025
Assegnando il premio a Maria Corina Machado, il Comitato del Nobel intende premiare il coraggio civile in condizioni avverse, riconoscendo chi lotta per la democrazia non dai salotti internazionali ma dentro la propria realtà nazionale.
Il premio diventa un sostegno simbolico a chi è esposto a rischi, intimidazioni e persecuzioni per il semplice fatto di rivendicare diritti di cittadinanza.
Nel comunicato ufficiale, il Nobel evidenzia che in un contesto dove “gli autoritari assumono il potere”, è particolarmente necessario riconoscere chi resiste pacificamente e mantiene viva la partecipazione democratica.
Inoltre, sottolinea il valore dell’unità: Machado viene descritta come figura capace di unire l’opposizione divisa del Venezuela.
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, entusiasmo tra i sostenitori della democrazia venezuelana e tra governi e movimenti per i diritti umani; dall’altro, scetticismo o critica da parte di chi contesta il metodo o l’identità politica della premiata.
Riflessioni per il nostro tempo
Il Nobel a Machado richiama una domanda: cos’è la pace oggi? Non è soltanto assenza di guerra; è giustizia, partecipazione, rispetto della dignità, libertà istituzionali. In un mondo afflitto da conflitti interni e autoritarismi, il premio ricorda che costruire pace significa anche difendere la democrazia e denunciare l’oppressione.
Per spazio + spadoni, questo riconoscimento offre lo spunto per tornare su temi cruciali: quali “piccole battaglie per la pace” ci sono nelle nostre comunità? A chi oggi in Italia o nel mondo si chiede coraggio per essere portatore di diritti? Come possiamo dare visibilità a chi lotta in silenzio? Come contribuire con le opere di misericordia ad un mondo più giusto e fraterno?
Maria Corina Machado diventa simbolo non solo della resistenza venezuelana, ma di tutti coloro che assumono la responsabilità della speranza in contesti difficili. Il suo Nobel invita a non desistere: la pace non è un dono che si riceve, ma un’opera che si costruisce, passo dopo passo, con coerenza e con il rischio della verità.
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