Octay Stroici e tutti gli altri | Morire sul lavoro non è giusto

il: 

4 Novembre 2025

di: 

incidenti-lavoro-vittime-misericordia-giustizia
incidenti-lavoro-vittime-misericordia-giustizia

Foto di Benjamin Jopen su Unsplash

In seguito ai due crolli della Torre dei Conti, a Roma, è stata spezzata la vita di un uomo. Un’altra vittima sul lavoro per cui chiedere misericordia e giustizia

Dopo oltre undici ore di agonia e di speranza, l’operaio Octay Stroici, 66 anni, di origini romene, non ce l’ha fatta. Era stato estratto ancora vivo dalle macerie, dopo il crollo della Torre dei Conti avvenuto ieri a Roma, ai Fori Imperiali, ma il suo cuore andato in arresto appena salito in ambulanza non si è più ripreso.
La sua morte, purtroppo, va ad aggiungersi ad un lungo elenco di caduti sul lavoro; nei primi 8 mesi del 2025, sono 488 le vittime.
Octay viveva alla periferia di Roma, a Monterotondo con la moglie Marianna; la figlia, invece, che l’ha raggiunto dopo l’incidente, lavorava in Puglia, a Ruffano, in provincia di Lecce.
Era originario di Suceava, della parte Nord della Romania, ed era un operaio specializzato, impiegato da tempo nei cantieri romani.
I vigili del fuoco, che hanno fatto di tutto per salvarlo scavando in extremis anche a mani nude, lo hanno sentito urlare fino alla fine. Dalle 11.20 alle 22, è stata una corsa alla speranza e alla vita.
Una vita che aveva già cercato un riscatto arrivando in Italia dalla Romania, che aveva confidato in un futuro migliore.Come lui, anche Prakash Anchara, l’operaio indiano di 31 anni che lavorava nel Bresciano e di cui si è appresa la notizia della morte poche ore fa. Precipitato nel vuoto per oltre 10 metri: mentre faceva il suo dovere, mentre lavorava per sostenere i suoi due figli piccoli rimasti nel suo Paese di origine con la moglie.
Restano macerie, nomi, dopo queste tragedie. Ma la verità è che si tratta di esistenze sottratte ingiustamente all’affetto dei propri cari, alla società, alla vita stessa.
Serve misericordia, ma anche giustizia. Sul silenzio della morte e del dolore, non cali l’ennesimo sipario. Ma iniziamo a farci domande.

Immagine

In seguito ai due crolli della Torre dei Conti, a Roma, è stata spezzata la vita di un uomo. Un’altra vittima sul lavoro per cui chiedere misericordia e giustizia

Dopo oltre undici ore di agonia e di speranza, l’operaio Octay Stroici, 66 anni, di origini romene, non ce l’ha fatta. Era stato estratto ancora vivo dalle macerie, dopo il crollo della Torre dei Conti avvenuto ieri a Roma, ai Fori Imperiali, ma il suo cuore andato in arresto appena salito in ambulanza non si è più ripreso.
La sua morte, purtroppo, va ad aggiungersi ad un lungo elenco di caduti sul lavoro; nei primi 8 mesi del 2025, sono 488 le vittime.
Octay viveva alla periferia di Roma, a Monterotondo con la moglie Marianna; la figlia, invece, che l’ha raggiunto dopo l’incidente, lavorava in Puglia, a Ruffano, in provincia di Lecce.
Era originario di Suceava, della parte Nord della Romania, ed era un operaio specializzato, impiegato da tempo nei cantieri romani.
I vigili del fuoco, che hanno fatto di tutto per salvarlo scavando in extremis anche a mani nude, lo hanno sentito urlare fino alla fine. Dalle 11.20 alle 22, è stata una corsa alla speranza e alla vita.
Una vita che aveva già cercato un riscatto arrivando in Italia dalla Romania, che aveva confidato in un futuro migliore.Come lui, anche Prakash Anchara, l’operaio indiano di 31 anni che lavorava nel Bresciano e di cui si è appresa la notizia della morte poche ore fa. Precipitato nel vuoto per oltre 10 metri: mentre faceva il suo dovere, mentre lavorava per sostenere i suoi due figli piccoli rimasti nel suo Paese di origine con la moglie.
Restano macerie, nomi, dopo queste tragedie. Ma la verità è che si tratta di esistenze sottratte ingiustamente all’affetto dei propri cari, alla società, alla vita stessa.
Serve misericordia, ma anche giustizia. Sul silenzio della morte e del dolore, non cali l’ennesimo sipario. Ma iniziamo a farci domande.

Immagine

incidenti-lavoro-vittime-misericordia-giustizia
incidenti-lavoro-vittime-misericordia-giustizia

Foto di Benjamin Jopen su Unsplash

CONDIVIDI