Report Migrantes e diritto d’asilo | Stiamo davvero “alloggiando i pellegrini”?

Foto di Ye Jinghan su Unsplash
Su “Popoli e Missione online”, un articolo sul report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes ci fa riflettere su un’opera di misericordia
(di Miela Fagiolo D’Attilia)
Aumentano le persone in fuga da guerre, fame, calamità naturali e persecuzioni, mentre i sistemi di protezione sembrano arretrare, tra esternalizzazioni, reclusione e rimozione della responsabilità politica.
È quanto emerge dalla nona edizione del report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes (con Tau Editrice) intitolato “Richiedenti asilo: le speranze recluse” presentato il9 dicembre a Roma alla Pontifica Università Gregoriana.
«Sempre meno migranti trovano protezione in Europa, per questo il titolo del report di quest’anno parla di speranze recluse, perché i meccanismi che si stanno attuando non riguardano solo la mancanza di canali legali, ma la possibilità di rinchiudere richiedenti asilo in centri chiusi – spiega Maria Cristina Molfetta, sociologa Migrantes, che con Chiara Marchetti del Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione è curatrice del report -.
Una restrizione del riconoscimento dei diritti delle persone confermata dalla decisione di ieri del Consiglio affari interni dell’Unione europea che ha votato infatti una ulteriore stretta sulle migrazioni riguardante rimpatri e lista dei Paesi sicuri.
La proposta in realtà era sul tavolo da molti mesi e conferma il trend in cui l’Unione europea sta provando ad andare su asilo e immigrazione».
Nella prima parte del corposo rapporto, lo sguardo sui dati globali, in un periodo di grave instabilità internazionale, vede la diffusione e il rafforzamento di regimi autoritari, con oltre il 70% della popolazione mondiale vive oggi in contesti autocratici.
Fonte
Immagine
- Foto di Ye Jinghan su Unsplash
Su “Popoli e Missione online”, un articolo sul report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes ci fa riflettere su un’opera di misericordia
(di Miela Fagiolo D’Attilia)
Aumentano le persone in fuga da guerre, fame, calamità naturali e persecuzioni, mentre i sistemi di protezione sembrano arretrare, tra esternalizzazioni, reclusione e rimozione della responsabilità politica.
È quanto emerge dalla nona edizione del report sul diritto d’asilo della Fondazione Migrantes (con Tau Editrice) intitolato “Richiedenti asilo: le speranze recluse” presentato il9 dicembre a Roma alla Pontifica Università Gregoriana.
«Sempre meno migranti trovano protezione in Europa, per questo il titolo del report di quest’anno parla di speranze recluse, perché i meccanismi che si stanno attuando non riguardano solo la mancanza di canali legali, ma la possibilità di rinchiudere richiedenti asilo in centri chiusi – spiega Maria Cristina Molfetta, sociologa Migrantes, che con Chiara Marchetti del Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione è curatrice del report -.
Una restrizione del riconoscimento dei diritti delle persone confermata dalla decisione di ieri del Consiglio affari interni dell’Unione europea che ha votato infatti una ulteriore stretta sulle migrazioni riguardante rimpatri e lista dei Paesi sicuri.
La proposta in realtà era sul tavolo da molti mesi e conferma il trend in cui l’Unione europea sta provando ad andare su asilo e immigrazione».
Nella prima parte del corposo rapporto, lo sguardo sui dati globali, in un periodo di grave instabilità internazionale, vede la diffusione e il rafforzamento di regimi autoritari, con oltre il 70% della popolazione mondiale vive oggi in contesti autocratici.
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