Repubblica Democratica del Congo | Assaltato il dispensario gestito dalle Suore della Presentazione

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17 Novembre 2025

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bambini-africani
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Foto di Imani Bahati su Unsplash

Terrore a Biambwe, nel Nord Kivu : 20 morti nell’assalto dei miliziani Adf ad un dispensario delle suore

Butembo (Nord-Kivu, Repubblica Democratica del Congo) — Una notte di sangue, quella del 14 novembre, nel villaggio di Biambwe, nella diocesi di Butembo, dove un gruppo armato delle Allied Democratic Forces (Adf) ha assaltato il dispensario delle suore delle Piccole sorelle della Presentazione, causando almeno 20 morti. L’attacco, riportato ieri da fonti locali, ha scosso profondamente la comunità cristiana e riacceso i riflettori sulla spirale di violenza che da anni insanguina il Nord-Kivu.

Secondo quanto ricostruito dai missionari presenti sul posto, i miliziani, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, hanno circondato la struttura sanitaria, uccidendo 15 persone all’interno e altri 5 civili nelle 27 case del villaggio che sono state razziate e poi incendiate.

Il centro medico attaccato è gestito da una congregazione locale che assiste in particolare le donne in gravidanza. Dalle prime testimonianze non è ancora chiaro se le religiose siano state direttamente bersaglio dell’assalto, ma è stato confermato che i miliziani hanno saccheggiato le medicine custodite nella maternità, prima di dare fuoco al dispensario.

Dalla diocesi di Pinerolo, il nostro corrispondente don Giovanni Piumatti, che per 50 anni è stato missionario fidei donum nella Repubblica Democratica del Congo, ha commentato così la notizia:

L’altra notte, il gruppo di ADF, fanatici terroristi senza freno nè umanità, ha dato l’assalto al dispensario-maternità di Biambwe, una delle nostre missioni: ennesimo gesto di crudeltà che supera le cosiddette bestialità. Oltre 27 case bruciate ed una quindicina di mamme trucidate, solamente per il fatto che erano in maternità… altrettanti neonati ora senza mamma !
Di questi attacchi che si ripetono quasi settimanalmente ormai da alcuni anni, non riusciamo a dare un minimo di spiegazione, se non il disordine e terrore che favoriscono il saccheggio delle terre rare nel Kivu.
L’auto con un gruppetto di “Petites soeurs de la Presentation”, nel pomeriggio, sono partite da Butembo per andare a raccogliere i “piccoli fiorellini” strappati dal loro “stelo”.
Un briciolo di profumo in questo terribile orrore, prodotto dal nostro attuale… benessere.

Le radici del conflitto

Le Adf, milizia originaria dell’Uganda, operano da anni nella regione di confine del Nord-Kivu, generando una minaccia persistente per la popolazione civile. Un tempo con una matrice ideologica islamista, oggi questa formazione appare sempre più come un gruppo criminale dedito al predatorio e al saccheggio.

Non è da escludere che l’attacco abbia ragioni strate­giche: le medicine razziate, infatti, rappresentano un bottino di alto valore nelle zone dove l’accesso alle risorse sanitarie è limitato. Allo stesso tempo, l’attacco arriva in un momento di grande tensione politica: pochi giorni fa a Doha, in Qatar, è stato rivendicato un accordo di pace tra il governo di Kinshasa e il movimento M23, attivo anch’esso nella regione del Kivu.

Una escalation preoccupante

Negli ultimi mesi, la violenza in Congo è aumentata: gli attacchi di milizie come le Adf non risparmiano né civili né infrastrutture religiose. Non è il primo episodio in cui gruppi armati colpiscono centri sanitari o luoghi di culto, seminando morte e distruzione.

Per la comunità locale è un duro colpo: Biambwe è un villaggio relativamente grande nella diocesi di Butembo, e l’attacco non è solo un atto di violenza, ma un messaggio. Le suore, che da anni offrono assistenza sanitaria in condizioni di grande fragilità, ora vivono nell’incertezza.

Appello alla comunità internazionale

Alla luce di questa tragedia, la Chiesa congolese e gli osservatori internazionali chiedono con forza un rafforzamento della protezione per le comunità civili, ma anche una strategia più decisa per contrastare la proliferazione delle milizie. Il fatto che le Adf agiscano con tanto cinismo – saccheggiando medicinali e distruggendo case – sottolinea la perdita non solo di vite umane, ma anche di infrastrutture essenziali per la vita quotidiana dei villaggi.

Inoltre, occorre un’azione diplomatica più incisiva: la pace dichiarata non può essere solo sulla carta. Le strutture sanitarie e religiose devono essere al centro di ogni accordo di sicurezza, perché non siano bersaglio di soprusi e saccheggi.

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Terrore a Biambwe, nel Nord Kivu : 20 morti nell’assalto dei miliziani Adf ad un dispensario delle suore

Butembo (Nord-Kivu, Repubblica Democratica del Congo) — Una notte di sangue, quella del 14 novembre, nel villaggio di Biambwe, nella diocesi di Butembo, dove un gruppo armato delle Allied Democratic Forces (Adf) ha assaltato il dispensario delle suore delle Piccole sorelle della Presentazione, causando almeno 20 morti. L’attacco, riportato ieri da fonti locali, ha scosso profondamente la comunità cristiana e riacceso i riflettori sulla spirale di violenza che da anni insanguina il Nord-Kivu.

Secondo quanto ricostruito dai missionari presenti sul posto, i miliziani, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, hanno circondato la struttura sanitaria, uccidendo 15 persone all’interno e altri 5 civili nelle 27 case del villaggio che sono state razziate e poi incendiate.

Il centro medico attaccato è gestito da una congregazione locale che assiste in particolare le donne in gravidanza. Dalle prime testimonianze non è ancora chiaro se le religiose siano state direttamente bersaglio dell’assalto, ma è stato confermato che i miliziani hanno saccheggiato le medicine custodite nella maternità, prima di dare fuoco al dispensario.

Dalla diocesi di Pinerolo, il nostro corrispondente don Giovanni Piumatti, che per 50 anni è stato missionario fidei donum nella Repubblica Democratica del Congo, ha commentato così la notizia:

L’altra notte, il gruppo di ADF, fanatici terroristi senza freno nè umanità, ha dato l’assalto al dispensario-maternità di Biambwe, una delle nostre missioni: ennesimo gesto di crudeltà che supera le cosiddette bestialità. Oltre 27 case bruciate ed una quindicina di mamme trucidate, solamente per il fatto che erano in maternità… altrettanti neonati ora senza mamma !
Di questi attacchi che si ripetono quasi settimanalmente ormai da alcuni anni, non riusciamo a dare un minimo di spiegazione, se non il disordine e terrore che favoriscono il saccheggio delle terre rare nel Kivu.
L’auto con un gruppetto di “Petites soeurs de la Presentation”, nel pomeriggio, sono partite da Butembo per andare a raccogliere i “piccoli fiorellini” strappati dal loro “stelo”.
Un briciolo di profumo in questo terribile orrore, prodotto dal nostro attuale… benessere.

Le radici del conflitto

Le Adf, milizia originaria dell’Uganda, operano da anni nella regione di confine del Nord-Kivu, generando una minaccia persistente per la popolazione civile. Un tempo con una matrice ideologica islamista, oggi questa formazione appare sempre più come un gruppo criminale dedito al predatorio e al saccheggio.

Non è da escludere che l’attacco abbia ragioni strate­giche: le medicine razziate, infatti, rappresentano un bottino di alto valore nelle zone dove l’accesso alle risorse sanitarie è limitato. Allo stesso tempo, l’attacco arriva in un momento di grande tensione politica: pochi giorni fa a Doha, in Qatar, è stato rivendicato un accordo di pace tra il governo di Kinshasa e il movimento M23, attivo anch’esso nella regione del Kivu.

Una escalation preoccupante

Negli ultimi mesi, la violenza in Congo è aumentata: gli attacchi di milizie come le Adf non risparmiano né civili né infrastrutture religiose. Non è il primo episodio in cui gruppi armati colpiscono centri sanitari o luoghi di culto, seminando morte e distruzione.

Per la comunità locale è un duro colpo: Biambwe è un villaggio relativamente grande nella diocesi di Butembo, e l’attacco non è solo un atto di violenza, ma un messaggio. Le suore, che da anni offrono assistenza sanitaria in condizioni di grande fragilità, ora vivono nell’incertezza.

Appello alla comunità internazionale

Alla luce di questa tragedia, la Chiesa congolese e gli osservatori internazionali chiedono con forza un rafforzamento della protezione per le comunità civili, ma anche una strategia più decisa per contrastare la proliferazione delle milizie. Il fatto che le Adf agiscano con tanto cinismo – saccheggiando medicinali e distruggendo case – sottolinea la perdita non solo di vite umane, ma anche di infrastrutture essenziali per la vita quotidiana dei villaggi.

Inoltre, occorre un’azione diplomatica più incisiva: la pace dichiarata non può essere solo sulla carta. Le strutture sanitarie e religiose devono essere al centro di ogni accordo di sicurezza, perché non siano bersaglio di soprusi e saccheggi.

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