Repubblica Democratica del Congo | Miracolo a Kolwezi

Foto di Rodrigue Bidubula
Dal nostro corrispondente Rodrigue Bidubula. Trenta vite salvate dopo che un aereo è uscito di pista e ha preso fuoco durante l’atterraggio
Lunedì 17 novembre, si è verificato un incidente aereo all’aeroporto di Kolwezi, nella provincia di Lualaba e, nella Repubblica Democratica del Congo. Erano esattamente le 11:00 ora locale quando l’aereo di tipo Embraer 145, di proprietà della compagnia angolana AirJet, è uscito di pista durante la fase di atterraggio, finendo la sua corsa in un terreno adiacente.
A bordo dell’aereo c’era una delegazione del Ministero delle Miniere, in missione nella regione per un’ispezione e un messaggio di conforto a seguito del dramma avvenuto sabato 15 novembre 2025 nel sito minerario di Kalando, vicino al villaggio di Mulondo, dove il crollo di una galleria ha causato la morte di diverse decine di minatori artigianali.
L’aereo trasportava 26 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio, tutti usciti illesi, nonostante la forte preoccupazione che ha colto i testimoni, stupiti nel vedere l’aereo deviare dalla pista. Non sono stati segnalati feriti, ma tutti i bagagli e gli effetti personali sono stati distrutti dall’incendio divampato poco dopo l’immobilizzazione dell’aereo. Questo esito miracoloso è stato salutato come una fortuna eccezionale, dato che le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche.
Una squadra dell’Ufficio permanente per le indagini sugli incidenti e gli inconvenienti aerei (BPEA) è stata immediatamente inviata sul posto per condurre le indagini necessarie e determinare l’origine e le circostanze esatte dell’incidente. Diverse ipotesi rimangono aperte: guasto tecnico, errore di pilotaggio o cattive condizioni della pista. Le conclusioni ufficiali sono attese nei prossimi giorni.
Non è la prima volta che l’aeroporto di Kolwezi è teatro di un incidente di questo tipo. Il 6 aprile 2022, un aereo della compagnia MwantJet aveva mancato l’atterraggio a causa delle difficili condizioni meteorologiche, ma anche in quel caso non si erano registrati decessi. Il ripetersi di tali eventi alimenta ancora una volta il dibattito sulla sicurezza aerea in Africa e in particolare nella RDC.
Da diversi anni, molte voci denunciano la mancanza di manutenzione delle flotte, l’insufficienza delle infrastrutture aeroportuali e l’assenza di controlli rigorosi. Un’indagine internazionale ha persino definito alcuni degli aerei che operano nel continente “bare volanti”, un’espressione scioccante che sottolinea la portata delle preoccupazioni.
Di fronte a questo nuovo segnale d’allarme, cosa c’è realmente da temere?
In primo luogo, la scarsa qualità della manutenzione di alcuni aeromobili, spesso obsoleti e utilizzati oltre il loro ciclo di vita normale, rimane un rischio importante.
In secondo luogo, la formazione e l’aggiornamento continuo del personale di volo, nonché la necessità di modernizzare le infrastrutture aeroportuali e di applicare rigorosamente le raccomandazioni degli organismi internazionali costituiscono un’urgenza assoluta.
Ogni incidente aereo, anche senza vittime, deve essere considerato non come un semplice fatto di cronaca, ma come un segnale di allarme e un’opportunità di riforma. La fiducia del pubblico si basa sulla trasparenza, sul rigore e sulla responsabilità.
L’Africa non può più permettersi che falle evitabili compromettano vite umane e la sua immagine internazionale.
Il miracolo di Kolwezi deve servire da punto di partenza per un cambiamento duraturo e irreversibile. Perché in materia di sicurezza aerea, la prevenzione rimane l’unica vera vittoria.
Immagine
- Foto di Rodrigue Bidubula
Dal nostro corrispondente Rodrigue Bidubula. Trenta vite salvate dopo che un aereo è uscito di pista e ha preso fuoco durante l’atterraggio
Lunedì 17 novembre, si è verificato un incidente aereo all’aeroporto di Kolwezi, nella provincia di Lualaba e, nella Repubblica Democratica del Congo. Erano esattamente le 11:00 ora locale quando l’aereo di tipo Embraer 145, di proprietà della compagnia angolana AirJet, è uscito di pista durante la fase di atterraggio, finendo la sua corsa in un terreno adiacente.
A bordo dell’aereo c’era una delegazione del Ministero delle Miniere, in missione nella regione per un’ispezione e un messaggio di conforto a seguito del dramma avvenuto sabato 15 novembre 2025 nel sito minerario di Kalando, vicino al villaggio di Mulondo, dove il crollo di una galleria ha causato la morte di diverse decine di minatori artigianali.
L’aereo trasportava 26 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio, tutti usciti illesi, nonostante la forte preoccupazione che ha colto i testimoni, stupiti nel vedere l’aereo deviare dalla pista. Non sono stati segnalati feriti, ma tutti i bagagli e gli effetti personali sono stati distrutti dall’incendio divampato poco dopo l’immobilizzazione dell’aereo. Questo esito miracoloso è stato salutato come una fortuna eccezionale, dato che le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche.
Una squadra dell’Ufficio permanente per le indagini sugli incidenti e gli inconvenienti aerei (BPEA) è stata immediatamente inviata sul posto per condurre le indagini necessarie e determinare l’origine e le circostanze esatte dell’incidente. Diverse ipotesi rimangono aperte: guasto tecnico, errore di pilotaggio o cattive condizioni della pista. Le conclusioni ufficiali sono attese nei prossimi giorni.
Non è la prima volta che l’aeroporto di Kolwezi è teatro di un incidente di questo tipo. Il 6 aprile 2022, un aereo della compagnia MwantJet aveva mancato l’atterraggio a causa delle difficili condizioni meteorologiche, ma anche in quel caso non si erano registrati decessi. Il ripetersi di tali eventi alimenta ancora una volta il dibattito sulla sicurezza aerea in Africa e in particolare nella RDC.
Da diversi anni, molte voci denunciano la mancanza di manutenzione delle flotte, l’insufficienza delle infrastrutture aeroportuali e l’assenza di controlli rigorosi. Un’indagine internazionale ha persino definito alcuni degli aerei che operano nel continente “bare volanti”, un’espressione scioccante che sottolinea la portata delle preoccupazioni.
Di fronte a questo nuovo segnale d’allarme, cosa c’è realmente da temere?
In primo luogo, la scarsa qualità della manutenzione di alcuni aeromobili, spesso obsoleti e utilizzati oltre il loro ciclo di vita normale, rimane un rischio importante.
In secondo luogo, la formazione e l’aggiornamento continuo del personale di volo, nonché la necessità di modernizzare le infrastrutture aeroportuali e di applicare rigorosamente le raccomandazioni degli organismi internazionali costituiscono un’urgenza assoluta.
Ogni incidente aereo, anche senza vittime, deve essere considerato non come un semplice fatto di cronaca, ma come un segnale di allarme e un’opportunità di riforma. La fiducia del pubblico si basa sulla trasparenza, sul rigore e sulla responsabilità.
L’Africa non può più permettersi che falle evitabili compromettano vite umane e la sua immagine internazionale.
Il miracolo di Kolwezi deve servire da punto di partenza per un cambiamento duraturo e irreversibile. Perché in materia di sicurezza aerea, la prevenzione rimane l’unica vera vittoria.
Immagine
- Foto di Rodrigue Bidubula

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