Repubblica Democratica del Congo | Quando tornerà la pace?

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19 Novembre 2025

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Foto di Rodrigue Bidubula

Dal nostro corrispondente Rodrigue Bidubula. Biambwe/Butembo in lutto: pazienti e assistenti massacrati nei loro letti d’ospedale dall’ADF

Il terrorismo continua a seminare morte in numerose località dell’est della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, dove opera attivamente il gruppo terroristico ADF (Forze Democratiche Alleate), legato allo Stato Islamico.

Nella notte tra venerdì e sabato, almeno 20 civili sono stati uccisi in un attacco di incredibile violenza a Biambwe, una località situata a circa 60 km dalla città di Butembo, sull’asse Manguredjipa. Tra le vittime, almeno 15 pazienti e i loro assistenti sono stati massacrati nei loro letti d’ospedale, all’interno del Centro sanitario di Biambwe, luogo normalmente dedicato alla cura e alla guarigione, diventato teatro di un massacro inimmaginabile.

Secondo diverse testimonianze dei sopravvissuti, in particolare degli infermieri del Centro, gli assalitori sarebbero arrivati dalla zona di Maeba prima di dirigersi direttamente verso la struttura sanitaria. Una volta sul posto, hanno giustiziato senza pietà le persone ricoverate, comprese le donne che allattavano, trovate con la gola tagliata e i loro bambini accanto a loro. I terroristi hanno poi saccheggiato tutte le medicine, portato via un microscopio, incendiato la sala operatoria e tre camere di degenza, prima di proseguire il loro attacco nel loro villaggio.

Dopo aver attaccato il centro sanitario, gli ADF hanno dato fuoco a diverse abitazioni. In totale, sono state bruciate 11 case nel quartiere di Makuta e altre 12 a Mabiango, una zona situata a due chilometri dal centro di Biambwe in direzione di Butembo. Almeno altri cinque civili sono morti, carbonizzati nelle loro case.

Questa nuova tragedia getta ancora una volta la popolazione locale nella paura e nell’incertezza.
Biambwe, località di circa 6.000 abitanti e considerata un importante granaio agricolo che rifornisce Manguredjipa e Butembo di prodotti alimentari, rischia di svuotarsi completamente della sua popolazione. Gli abitanti erano appena tornati alle loro case dopo essere fuggiti dai precedenti attacchi dello scorso anno. “Pensavamo che la situazione stesse migliorando, ma oggi capiamo che non siamo al sicuro da nessuna parte”, testimonia un sopravvissuto profondamente scioccato.

Questo ennesimo attacco solleva questioni cruciali sull’efficacia dei dispositivi di sicurezza in questa parte del Paese. Da oltre dieci anni, il gruppo terroristico ADF, composto principalmente da islamisti di origine ugandese e ora affiliato allo Stato Islamico, sta moltiplicando i massacri nei territori di Beni e Ituri (ricordiamo il massacro dei cristiani a Komanda, vicino a Bunia, alla fine di luglio scorso, perpetrato dallo stesso gruppo).

Nonostante le operazioni militari congiunte “Shujaa”, condotte dall’esercito congolese (FARDC) e dall’esercito ugandese (UPDF), gli attacchi continuano a essere ricorrenti e mortali. Va ricordato che questo attacco a Biambwe è avvenuto solo due settimane dopo gli attacchi condotti dall’ADF nei distretti ugandesi di Kasese e Fort Portal, vicini al confine congolese.

Il ciclo di violenza dimostra l’incapacità delle autorità di proteggere in modo duraturo i civili e mette in luce l’urgenza di una risposta umanitaria e di sicurezza all’altezza della tragedia.
Per le famiglie e i sopravvissuti in lutto e traumatizzati, rimane una sola domanda: quanto tempo bisognerà aspettare prima che la pace torni finalmente in questa regione martoriata?

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  • Foto di Rodrigue Bidubula

Dal nostro corrispondente Rodrigue Bidubula. Biambwe/Butembo in lutto: pazienti e assistenti massacrati nei loro letti d’ospedale dall’ADF

Il terrorismo continua a seminare morte in numerose località dell’est della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, dove opera attivamente il gruppo terroristico ADF (Forze Democratiche Alleate), legato allo Stato Islamico.

Nella notte tra venerdì e sabato, almeno 20 civili sono stati uccisi in un attacco di incredibile violenza a Biambwe, una località situata a circa 60 km dalla città di Butembo, sull’asse Manguredjipa. Tra le vittime, almeno 15 pazienti e i loro assistenti sono stati massacrati nei loro letti d’ospedale, all’interno del Centro sanitario di Biambwe, luogo normalmente dedicato alla cura e alla guarigione, diventato teatro di un massacro inimmaginabile.

Secondo diverse testimonianze dei sopravvissuti, in particolare degli infermieri del Centro, gli assalitori sarebbero arrivati dalla zona di Maeba prima di dirigersi direttamente verso la struttura sanitaria. Una volta sul posto, hanno giustiziato senza pietà le persone ricoverate, comprese le donne che allattavano, trovate con la gola tagliata e i loro bambini accanto a loro. I terroristi hanno poi saccheggiato tutte le medicine, portato via un microscopio, incendiato la sala operatoria e tre camere di degenza, prima di proseguire il loro attacco nel loro villaggio.

Dopo aver attaccato il centro sanitario, gli ADF hanno dato fuoco a diverse abitazioni. In totale, sono state bruciate 11 case nel quartiere di Makuta e altre 12 a Mabiango, una zona situata a due chilometri dal centro di Biambwe in direzione di Butembo. Almeno altri cinque civili sono morti, carbonizzati nelle loro case.

Questa nuova tragedia getta ancora una volta la popolazione locale nella paura e nell’incertezza.
Biambwe, località di circa 6.000 abitanti e considerata un importante granaio agricolo che rifornisce Manguredjipa e Butembo di prodotti alimentari, rischia di svuotarsi completamente della sua popolazione. Gli abitanti erano appena tornati alle loro case dopo essere fuggiti dai precedenti attacchi dello scorso anno. “Pensavamo che la situazione stesse migliorando, ma oggi capiamo che non siamo al sicuro da nessuna parte”, testimonia un sopravvissuto profondamente scioccato.

Questo ennesimo attacco solleva questioni cruciali sull’efficacia dei dispositivi di sicurezza in questa parte del Paese. Da oltre dieci anni, il gruppo terroristico ADF, composto principalmente da islamisti di origine ugandese e ora affiliato allo Stato Islamico, sta moltiplicando i massacri nei territori di Beni e Ituri (ricordiamo il massacro dei cristiani a Komanda, vicino a Bunia, alla fine di luglio scorso, perpetrato dallo stesso gruppo).

Nonostante le operazioni militari congiunte “Shujaa”, condotte dall’esercito congolese (FARDC) e dall’esercito ugandese (UPDF), gli attacchi continuano a essere ricorrenti e mortali. Va ricordato che questo attacco a Biambwe è avvenuto solo due settimane dopo gli attacchi condotti dall’ADF nei distretti ugandesi di Kasese e Fort Portal, vicini al confine congolese.

Il ciclo di violenza dimostra l’incapacità delle autorità di proteggere in modo duraturo i civili e mette in luce l’urgenza di una risposta umanitaria e di sicurezza all’altezza della tragedia.
Per le famiglie e i sopravvissuti in lutto e traumatizzati, rimane una sola domanda: quanto tempo bisognerà aspettare prima che la pace torni finalmente in questa regione martoriata?

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  • Foto di Rodrigue Bidubula
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