Sudafrica | Vertice del G20: “Solidarietà, uguaglianza, sostenibilità”

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa (Fonte: g20.org)
Il nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula ci racconta il Vertice del G20 sotto la presidenza del Sudafrica
Pretoria invoca una cooperazione multilaterale, Trump boicotta
Assumendo la presidenza del G20 da dicembre 2024 a novembre 2025, il Sudafrica e il suo presidente Cyril Ramaphosa hanno fissato il percorso intorno al motto “Solidarietà, uguaglianza, sostenibilità”, mettendo in avanti una visione centrata sui Paesi del Sud globale, sull’Africa e su una governance mondiale rinnovata.
Durante il vertice di Johannesburg, tenutosi dal 22 al 23 novembre 2025, la dichiarazione finale adottata dai capi di Stato è stata salutata da Ramaphosa come un “rinnovato impegno a favore della cooperazione multilaterale”.
La dichiarazione dei leader del G20, adottata nonostante l’assenza della delegazione statunitense, sottolinea la necessità di uno sforzo comune riguardo al cambiamento climatico, all’alleggerimento del debito dei Paesi a basso reddito, al finanziamento della transizione energetica e alla resilienza di fronte alle catastrofi.
Tra le priorità fissate dalla presidenza sudafricana: la sostenibilità del debito per i Paesi poveri, il sostegno alla transizione verso le energie verdi e lo sfruttamento dei “minerali critici”, tema particolarmente rilevante per l’Africa.
Il boicottaggio statunitense e le sue ragioni
La presidenza sudafricana del G20 si è scontrata con una frattura diplomatica significativa: Donald Trump e l’amministrazione statunitense hanno annunciato un boicottaggio del vertice, invocando la situazione dei contadini bianchi in Sudafrica e accuse di “genocidio”, giudicate da Pretoria largamente infondate.
Questo rifiuto di partecipare al vertice dei leader è stato interpretato da Pretoria come un segnale del declino dell’influenza americana e della crescente legittimità di un G20 in primo piano. Resta viva la memoria degli attacchi diplomatici di Trump nei confronti di Ramaphosa sulla questione dei contadini bianchi. Malgrado la visita di Ramaphosa alla Casa Bianca, la situazione rimane tesa tra le due nazioni.
L’Africa di fronte al mercato globale: minerali strategici e valore aggiunto
Il continente detiene circa il 30% delle riserve mondiali di minerali critici, essenziali per le tecnologie della transizione energetica. Tuttavia, l’Africa ricava pochissimo valore aggiunto: è perlopiù esportatrice di materie prime non lavorate.
La strategia sudafricana, attraverso il G20, mette l’accento sulla “cattura di valore” a livello locale: raffinazione, trasformazione, posti di lavoro, catene del valore sul territorio. Ciò richiede la costruzione di infrastrutture, finanziamenti a lungo termine e una migliore governance delle catene di approvvigionamento.
Verso una nuova equità geopolitica ed economica
La vittoria simbolica di questa presidenza sudafricana non risiede solo nella dichiarazione adottata, ma nel segnale inviato: l’Africa e i Paesi del Sud globale intendono avere un peso nelle discussioni mondiali, avanzare secondo i propri termini e non essere più relegati ai margini.
Per trasformare questo segnale in realtà dovranno essere soddisfatte diverse condizioni:
- investimenti massicci in industrializzazione;
- infrastrutture e competenze;
- regolamentazioni che proteggano gli interessi africani nei minerali critici;
- attuazione efficace della ZLECAf nel commercio intra-africano.
Questa presidenza sudafricana del G20 ha sintetizzato un’ambizione di equità, di rinnovamento multilaterale e di riconoscimento del ruolo centrale dell’Africa nell’economia globale.
La sfida resta immensa: trasformare le buone intenzioni in risultati concreti, affinché l’Africa possa trattenere una quota maggiore dei benefici derivanti dalle proprie risorse e affinché la cooperazione internazionale non sia più solo uno slogan, ma uno strumento al servizio di uno sviluppo inclusivo e sostenibile.
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Il nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula ci racconta il Vertice del G20 sotto la presidenza del Sudafrica
Pretoria invoca una cooperazione multilaterale, Trump boicotta
Assumendo la presidenza del G20 da dicembre 2024 a novembre 2025, il Sudafrica e il suo presidente Cyril Ramaphosa hanno fissato il percorso intorno al motto “Solidarietà, uguaglianza, sostenibilità”, mettendo in avanti una visione centrata sui Paesi del Sud globale, sull’Africa e su una governance mondiale rinnovata.
Durante il vertice di Johannesburg, tenutosi dal 22 al 23 novembre 2025, la dichiarazione finale adottata dai capi di Stato è stata salutata da Ramaphosa come un “rinnovato impegno a favore della cooperazione multilaterale”.
La dichiarazione dei leader del G20, adottata nonostante l’assenza della delegazione statunitense, sottolinea la necessità di uno sforzo comune riguardo al cambiamento climatico, all’alleggerimento del debito dei Paesi a basso reddito, al finanziamento della transizione energetica e alla resilienza di fronte alle catastrofi.
Tra le priorità fissate dalla presidenza sudafricana: la sostenibilità del debito per i Paesi poveri, il sostegno alla transizione verso le energie verdi e lo sfruttamento dei “minerali critici”, tema particolarmente rilevante per l’Africa.
Il boicottaggio statunitense e le sue ragioni
La presidenza sudafricana del G20 si è scontrata con una frattura diplomatica significativa: Donald Trump e l’amministrazione statunitense hanno annunciato un boicottaggio del vertice, invocando la situazione dei contadini bianchi in Sudafrica e accuse di “genocidio”, giudicate da Pretoria largamente infondate.
Questo rifiuto di partecipare al vertice dei leader è stato interpretato da Pretoria come un segnale del declino dell’influenza americana e della crescente legittimità di un G20 in primo piano. Resta viva la memoria degli attacchi diplomatici di Trump nei confronti di Ramaphosa sulla questione dei contadini bianchi. Malgrado la visita di Ramaphosa alla Casa Bianca, la situazione rimane tesa tra le due nazioni.
L’Africa di fronte al mercato globale: minerali strategici e valore aggiunto
Il continente detiene circa il 30% delle riserve mondiali di minerali critici, essenziali per le tecnologie della transizione energetica. Tuttavia, l’Africa ricava pochissimo valore aggiunto: è perlopiù esportatrice di materie prime non lavorate.
La strategia sudafricana, attraverso il G20, mette l’accento sulla “cattura di valore” a livello locale: raffinazione, trasformazione, posti di lavoro, catene del valore sul territorio. Ciò richiede la costruzione di infrastrutture, finanziamenti a lungo termine e una migliore governance delle catene di approvvigionamento.
Verso una nuova equità geopolitica ed economica
La vittoria simbolica di questa presidenza sudafricana non risiede solo nella dichiarazione adottata, ma nel segnale inviato: l’Africa e i Paesi del Sud globale intendono avere un peso nelle discussioni mondiali, avanzare secondo i propri termini e non essere più relegati ai margini.
Per trasformare questo segnale in realtà dovranno essere soddisfatte diverse condizioni:
- investimenti massicci in industrializzazione;
- infrastrutture e competenze;
- regolamentazioni che proteggano gli interessi africani nei minerali critici;
- attuazione efficace della ZLECAf nel commercio intra-africano.
Questa presidenza sudafricana del G20 ha sintetizzato un’ambizione di equità, di rinnovamento multilaterale e di riconoscimento del ruolo centrale dell’Africa nell’economia globale.
La sfida resta immensa: trasformare le buone intenzioni in risultati concreti, affinché l’Africa possa trattenere una quota maggiore dei benefici derivanti dalle proprie risorse e affinché la cooperazione internazionale non sia più solo uno slogan, ma uno strumento al servizio di uno sviluppo inclusivo e sostenibile.
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Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa (Fonte: g20.org)


