Sudan | La misericordia che non si arrende alla guerra

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4 Novembre 2025

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 Foto di Lara Jameson (Pexels)

Cinque volontari della Mezzaluna Rossa uccisi nello Stato del Kordofan settentrionale 

Il sacrificio dei volontari sudanesi richiama la Chiesa e il mondo alla missione della compassione, cuore dell’essere “uno in Cristo”

Tragedia in Sudan. La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) ha comunicato che cinque volontari sudanesi della Mezzaluna Rossa sono stati uccisi mentre prestavano servizio a Bara, nello stato del Kordofan settentrionale.
Altri tre risultano dispersi.

Secondo la nota diffusa dalla Federazione, i volontari erano chiaramente identificati, indossavano i giubbotti con l’emblema della Mezzaluna Rossa e portavano con sé i documenti ufficiali di riconoscimento.

“Qualsiasi attacco alle squadre umanitarie è inaccettabile”, riporta Ansa.

Una guerra dimenticata che divora i giusti

La regione del Kordofan settentrionale, da mesi teatro di scontri tra le forze armate regolari e i gruppi paramilitari, è uno degli epicentri della guerra civile sudanese, un conflitto che ha già provocato migliaia di morti e milioni di sfollati.

In questo scenario di violenza e disperazione, i volontari della Mezzaluna Rossa continuavano a portare soccorso ai feriti, acqua, cibo e assistenza sanitaria a civili intrappolati nel fuoco incrociato. La loro morte segna non solo una ferita profonda per il movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ma anche un colpo al principio fondamentale dell’umanità neutrale, che dovrebbe proteggere chi soccorre, senza distinzione di parte.

Missione e misericordia: il Vangelo nei gesti di chi serve

La morte dei cinque volontari sudanesi interroga anche la coscienza della Chiesa e del mondo credente.
Nel loro servizio silenzioso si manifesta la vocazione universale alla misericordia.

I volontari caduti in Sudan hanno vissuto queste opere fino in fondo, offrendo la vita per proteggere e servire chi non aveva più voce. Il loro sacrificio è un seme di speranza che resiste persino nel terreno della violenza.

Fonte

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  •  Foto di Lara Jameson (Pexels)

Cinque volontari della Mezzaluna Rossa uccisi nello Stato del Kordofan settentrionale 

Il sacrificio dei volontari sudanesi richiama la Chiesa e il mondo alla missione della compassione, cuore dell’essere “uno in Cristo”

Tragedia in Sudan. La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) ha comunicato che cinque volontari sudanesi della Mezzaluna Rossa sono stati uccisi mentre prestavano servizio a Bara, nello stato del Kordofan settentrionale.
Altri tre risultano dispersi.

Secondo la nota diffusa dalla Federazione, i volontari erano chiaramente identificati, indossavano i giubbotti con l’emblema della Mezzaluna Rossa e portavano con sé i documenti ufficiali di riconoscimento.

“Qualsiasi attacco alle squadre umanitarie è inaccettabile”, riporta Ansa.

Una guerra dimenticata che divora i giusti

La regione del Kordofan settentrionale, da mesi teatro di scontri tra le forze armate regolari e i gruppi paramilitari, è uno degli epicentri della guerra civile sudanese, un conflitto che ha già provocato migliaia di morti e milioni di sfollati.

In questo scenario di violenza e disperazione, i volontari della Mezzaluna Rossa continuavano a portare soccorso ai feriti, acqua, cibo e assistenza sanitaria a civili intrappolati nel fuoco incrociato. La loro morte segna non solo una ferita profonda per il movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ma anche un colpo al principio fondamentale dell’umanità neutrale, che dovrebbe proteggere chi soccorre, senza distinzione di parte.

Missione e misericordia: il Vangelo nei gesti di chi serve

La morte dei cinque volontari sudanesi interroga anche la coscienza della Chiesa e del mondo credente.
Nel loro servizio silenzioso si manifesta la vocazione universale alla misericordia.

I volontari caduti in Sudan hanno vissuto queste opere fino in fondo, offrendo la vita per proteggere e servire chi non aveva più voce. Il loro sacrificio è un seme di speranza che resiste persino nel terreno della violenza.

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  •  Foto di Lara Jameson (Pexels)
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 Foto di Lara Jameson (Pexels)

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