Ucraina | I centri educativi Vulyk al servizio dei bambini

Fonte: Vatican News (Saved Foundation)
“Istruire gli ignoranti” è un’opera di misericordia che urge anche in guerra tra i bambini che non possono andare a scuola
In un Paese dilaniato dalla guerra, l’istruzione è tra le vittime più silenziose e gravemente colpite.
Secondo i dati raccolti dalla savED Foundation, ben 4.358 istituti scolastici in Ucraina sono stati danneggiati a causa dei bombardamenti e delle azioni belliche, di cui circa 400 completamente distrutti.
Ma dove la distruzione ha lasciato il segno, la speranza cerca nuove strade. I centri educativi denominati Vulyk (“alveari”, in ucraino) — attivati dalla savED Foundation — testimoniano come, anche nei contesti più difficili, l’istruzione possa diventare leva di rinascita.
I “Vulyk”: riprendere la normalità, costruire fiducia
I Vulyk operano in sette regioni tra le più colpite dal conflitto. In quasi 100 sedi — spesso allestite in edifici parzialmente danneggiati, in rifugi o centri culturali adattati — questi spazi diventano più di una semplice aula: sono luoghi dove i bambini tornano a studiare, a stare insieme, a sentirsi protetti.
Come spiega una delle responsabili nell’articolo di Svitlana Dukhovych su Vatican News , “li abbiamo chiamati Vulyk (alveari) perché ronzano di risate, lezioni e attività dei bambini”.
Accanto ai tavoli e ai libri, emergono attività di arte-terapia, teatro, robotica; si creano spazi di sostegno emotivo e di incontro sociale.
La sfida è duplice: da un lato colmare le lacune accumulate durante la pandemia e la guerra (una generazione che spesso sa leggere, ma non comprende ciò che legge); dall’altro restituire ai giovani una speranza, un legame comunitario, una ragione per guardare al futuro.
Istruire gli ignoranti: una forma di misericordia in azione
Nel vocabolario della tradizione cristiana, l’istruzione dei non istruiti è considerata una delle opere di misericordia spirituale: «Istruire gli ignoranti».
In questo contesto ucraino, non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di restituire una dignità, un orizzonte, una comunità ferita che cerca di rialzarsi.
- I Vulyk non sono solo scuole di ripiego: diventano corridoi verso la speranza, grazie anche ai tutor che ricevono formazione specifica per accompagnare bambini e adolescenti segnati dal trauma della guerra.
- Il programma “Catch-Up” della fondazione — con circa 24 lezioni per materia e verifiche strutturate — cerca di colmare le lacune accumulate.
- Per gli adolescenti è attivo il programma “UActive”, che dà loro la possibilità di ideare progetti reali nella loro comunità (ad esempio rifare la mensa scolastica in stile “Harry Potter”) e così riscoprire che possono essere protagonisti, non solo vittime.
Così «insegnare agli ignoranti» diventa — oltre a un gesto educativo — un atto di misericordia: perché «ignorante» non è solo chi non conosce, ma chi è stato privato della possibilità di conoscere, crescere, partecipare. Restituire questa possibilità significa dire: «Tu conti. Il tuo futuro conta. La tua comunità conta».
In Ucraina, tra le macerie delle scuole distrutte, c’è un futuro che si costruisce, lentamente ma con determinazione. Ecco il volto della «misericordia in azione»: non solo donare ciò che manca, ma condividere ciò che resta, rinvigorire ciò che è spezzato, aprire la strada a un domani più giusto.
Fonte e immagine
“Istruire gli ignoranti” è un’opera di misericordia che urge anche in guerra tra i bambini che non possono andare a scuola
In un Paese dilaniato dalla guerra, l’istruzione è tra le vittime più silenziose e gravemente colpite.
Secondo i dati raccolti dalla savED Foundation, ben 4.358 istituti scolastici in Ucraina sono stati danneggiati a causa dei bombardamenti e delle azioni belliche, di cui circa 400 completamente distrutti.
Ma dove la distruzione ha lasciato il segno, la speranza cerca nuove strade. I centri educativi denominati Vulyk (“alveari”, in ucraino) — attivati dalla savED Foundation — testimoniano come, anche nei contesti più difficili, l’istruzione possa diventare leva di rinascita.
I “Vulyk”: riprendere la normalità, costruire fiducia
I Vulyk operano in sette regioni tra le più colpite dal conflitto. In quasi 100 sedi — spesso allestite in edifici parzialmente danneggiati, in rifugi o centri culturali adattati — questi spazi diventano più di una semplice aula: sono luoghi dove i bambini tornano a studiare, a stare insieme, a sentirsi protetti.
Come spiega una delle responsabili nell’articolo di Svitlana Dukhovych su Vatican News , “li abbiamo chiamati Vulyk (alveari) perché ronzano di risate, lezioni e attività dei bambini”.
Accanto ai tavoli e ai libri, emergono attività di arte-terapia, teatro, robotica; si creano spazi di sostegno emotivo e di incontro sociale.
La sfida è duplice: da un lato colmare le lacune accumulate durante la pandemia e la guerra (una generazione che spesso sa leggere, ma non comprende ciò che legge); dall’altro restituire ai giovani una speranza, un legame comunitario, una ragione per guardare al futuro.
Istruire gli ignoranti: una forma di misericordia in azione
Nel vocabolario della tradizione cristiana, l’istruzione dei non istruiti è considerata una delle opere di misericordia spirituale: «Istruire gli ignoranti».
In questo contesto ucraino, non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di restituire una dignità, un orizzonte, una comunità ferita che cerca di rialzarsi.
- I Vulyk non sono solo scuole di ripiego: diventano corridoi verso la speranza, grazie anche ai tutor che ricevono formazione specifica per accompagnare bambini e adolescenti segnati dal trauma della guerra.
- Il programma “Catch-Up” della fondazione — con circa 24 lezioni per materia e verifiche strutturate — cerca di colmare le lacune accumulate.
- Per gli adolescenti è attivo il programma “UActive”, che dà loro la possibilità di ideare progetti reali nella loro comunità (ad esempio rifare la mensa scolastica in stile “Harry Potter”) e così riscoprire che possono essere protagonisti, non solo vittime.
Così «insegnare agli ignoranti» diventa — oltre a un gesto educativo — un atto di misericordia: perché «ignorante» non è solo chi non conosce, ma chi è stato privato della possibilità di conoscere, crescere, partecipare. Restituire questa possibilità significa dire: «Tu conti. Il tuo futuro conta. La tua comunità conta».
In Ucraina, tra le macerie delle scuole distrutte, c’è un futuro che si costruisce, lentamente ma con determinazione. Ecco il volto della «misericordia in azione»: non solo donare ciò che manca, ma condividere ciò che resta, rinvigorire ciò che è spezzato, aprire la strada a un domani più giusto.
Fonte e immagine

Fonte: Vatican News (Saved Foundation)


