World Watch List 2026: 388 milioni di cristiani perseguitati nel mondo

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22 Gennaio 2026

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Due croci di legno_foto di Samantha Beaty su Unsplash
Due croci di legno_foto di Samantha Beaty su Unsplash

Foto di Samantha Beaty su Unsplash

Il rapporto di Porte Aperte rivela un aumento drammatico delle violenze: un cristiano su sette subisce discriminazioni per la fede

La persecuzione dei cristiani nel mondo continua ad aggravarsi, raggiungendo livelli senza precedenti. Il rapporto World Watch List 2026, presentato il 14 gennaio 2026 da Porte Aperte/Open Doors, documenta che oltre 388 milioni di cristiani sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, pari a un cristiano ogni sette nel mondo. Di questi, 201 milioni sono donne o bambine, mentre 110 milioni sono minori di 15 anni.​

Il rapporto, che copre il periodo dal 1° ottobre 2024 al 30 settembre 2025, evidenzia dati allarmanti. Il numero di cristiani uccisi è aumentato da 4.476 a 4.849, con la Nigeria che rimane l’epicentro dei massacri con 3.490 vittime. Le vittime di abusi, stupri e matrimoni forzati sono salite da 3.944 a 5.202, mentre i cristiani arrestati sono 4.712 e quelli rapiti 3.302. Gli attacchi contro chiese sono diminuiti da 7.679 a 3.632, ma restano comunque numeri drammatici.​

I paesi con persecuzione estrema sono passati da 13 a 15. La Corea del Nord mantiene stabilmente il primo posto per il 24° anno consecutivo. Seguono Somalia, Yemen e Sudan. L’Eritrea risale al quinto posto, confermandosi la “Corea del Nord dell’Africa” per il suo regime che equipara l’indipendenza religiosa al dissenso politico. La vera sorpresa è la Siria, passata dal 18° al 6° posto, unico nuovo ingresso nella top 10, con 27 cristiani uccisi in un anno e numerosi attacchi contro le chiese.​

L’India, stabile al 12° posto, ha visto 16 cristiani uccisi e 2.192 cristiani detenuti senza processo, in carcere o ospedali psichiatrici per ragioni legate alla fede. Il Myanmar al 14° posto ha registrato 99 cristiani uccisi e 129 detenuti, mentre il Mali al 15° posto presenta il punteggio massimo nella violenza (16,7), insieme a Nigeria e Sudan.​

Il contesto di instabilità, violenze e minacce alimenta il fenomeno di una “Chiesa profuga”: almeno 1.250.000 cristiani sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per ragioni legate alla fede. Cristian Nani, direttore di Porte Aperte, sottolinea: “In 33 anni di ricerca, registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti. Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza”.​

 

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Il rapporto di Porte Aperte rivela un aumento drammatico delle violenze: un cristiano su sette subisce discriminazioni per la fede

La persecuzione dei cristiani nel mondo continua ad aggravarsi, raggiungendo livelli senza precedenti. Il rapporto World Watch List 2026, presentato il 14 gennaio 2026 da Porte Aperte/Open Doors, documenta che oltre 388 milioni di cristiani sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, pari a un cristiano ogni sette nel mondo. Di questi, 201 milioni sono donne o bambine, mentre 110 milioni sono minori di 15 anni.​

Il rapporto, che copre il periodo dal 1° ottobre 2024 al 30 settembre 2025, evidenzia dati allarmanti. Il numero di cristiani uccisi è aumentato da 4.476 a 4.849, con la Nigeria che rimane l’epicentro dei massacri con 3.490 vittime. Le vittime di abusi, stupri e matrimoni forzati sono salite da 3.944 a 5.202, mentre i cristiani arrestati sono 4.712 e quelli rapiti 3.302. Gli attacchi contro chiese sono diminuiti da 7.679 a 3.632, ma restano comunque numeri drammatici.​

I paesi con persecuzione estrema sono passati da 13 a 15. La Corea del Nord mantiene stabilmente il primo posto per il 24° anno consecutivo. Seguono Somalia, Yemen e Sudan. L’Eritrea risale al quinto posto, confermandosi la “Corea del Nord dell’Africa” per il suo regime che equipara l’indipendenza religiosa al dissenso politico. La vera sorpresa è la Siria, passata dal 18° al 6° posto, unico nuovo ingresso nella top 10, con 27 cristiani uccisi in un anno e numerosi attacchi contro le chiese.​

L’India, stabile al 12° posto, ha visto 16 cristiani uccisi e 2.192 cristiani detenuti senza processo, in carcere o ospedali psichiatrici per ragioni legate alla fede. Il Myanmar al 14° posto ha registrato 99 cristiani uccisi e 129 detenuti, mentre il Mali al 15° posto presenta il punteggio massimo nella violenza (16,7), insieme a Nigeria e Sudan.​

Il contesto di instabilità, violenze e minacce alimenta il fenomeno di una “Chiesa profuga”: almeno 1.250.000 cristiani sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per ragioni legate alla fede. Cristian Nani, direttore di Porte Aperte, sottolinea: “In 33 anni di ricerca, registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti. Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza”.​

 

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Due croci di legno_foto di Samantha Beaty su Unsplash
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