Yemen: una ferita nascosta

Foto di Saif Albadni su Unsplash
Il faro delle opere di misericordia nello Yemen, una delle emergenze umanitarie più gravi a livello globale
Secondo un appello delle agenzie umanitarie, per il 2025 è richiesto un importo di circa 2,47 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni del popolo yemenita: più della metà della popolazione — circa 19,5 milioni di persone — necessita di assistenza umanitaria e protezione.
Le cause sono molteplici: un conflitto decennale, il collasso economico, infrastrutture sanitarie distrutte, scarsità di acqua potabile, e un’impennata dell’insicurezza alimentare.
In particolare, nelle aree occidentali del Paese si registra un tasso di malnutrizione gravissima tra i bambini: in alcuni casi oltre il 30 %. In questo contesto, parlare di opere di misericordia assume una rilevanza urgente: non si tratta soltanto di buone intenzioni, ma di risposte concrete alla sofferenza.
Come le opere di misericordia possono intervenire
Le opere di misericordia tradizionalmente si dividono in corporali (dare da mangiare agli affamati, vestire chi è nudo, accogliere lo straniero, curare gli infermi…) e spirituali (confortare gli afflitti, pregare per i vivi e per i morti, consigliare gli incerti…). In Yemen molte di queste sono oggi indispensabili.
Dare da mangiare agli affamati
Con milioni di persone che affrontano grave insicurezza alimentare, l’opera di misericordia di «dare da mangiare agli affamati» non è solo simbolica: è vitale. Distribuire alimenti, garantire aiuti nutrizionali per i bambini gravemente malnutriti, sostenere famiglie che non sanno come procurarsi un pasto — sono tutti gesti concreti che salvano vite.
Visitare i malati / prendersi cura di chi soffre
Il sistema sanitario in Yemen è al collasso: molte strutture sono distrutte o non operative. Curare chi è malato, accompagnare chi è indebolito dalla guerra, dalla fame o dalle epidemie, significa incarnare l’opera di «visitare gli infermi». È un gesto che unisce cura fisica e compassione umana.
Accogliere lo straniero / Vestire chi è nudo
Nel contesto yemenita si trovano anche migliaia di internamente sfollati, famiglie costrette ad abbandonare case e beni. Accogliere chi non ha più una casa, fornire rifugio, vestiti e calore umano è un atto di misericordia che ristabilisce un pezzo di dignità.
Confortare chi è afflitto / Pregare per i morti
La guerra, la fame, le malattie hanno portato con sé lutti, solitudine, disperazione. Essere vicini agli afflitti, dare parola, consolare con la presenza e la preghiera, sono opere spirituali di misericordia che aiutano a non perdere la speranza.
Perché è importante agire
La crisi dello Yemen ci ricorda che la misericordia non è un’opzione secondaria: è centrale. In scenari di emergenza come questo, ogni gesto di cura, di accoglienza, di condivisione contribuisce a ricostruire frammenti di umanità.
Inoltre, agendo concretamente, si promuove anche la pace: perché dove regna la sofferenza, l’abbandono, l’odio, la misericordia genera incontro, cura, riconciliazione.
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- Foto di Saif Albadni su Unsplash
Il faro delle opere di misericordia nello Yemen, una delle emergenze umanitarie più gravi a livello globale
Secondo un appello delle agenzie umanitarie, per il 2025 è richiesto un importo di circa 2,47 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni del popolo yemenita: più della metà della popolazione — circa 19,5 milioni di persone — necessita di assistenza umanitaria e protezione.
Le cause sono molteplici: un conflitto decennale, il collasso economico, infrastrutture sanitarie distrutte, scarsità di acqua potabile, e un’impennata dell’insicurezza alimentare.
In particolare, nelle aree occidentali del Paese si registra un tasso di malnutrizione gravissima tra i bambini: in alcuni casi oltre il 30 %. In questo contesto, parlare di opere di misericordia assume una rilevanza urgente: non si tratta soltanto di buone intenzioni, ma di risposte concrete alla sofferenza.
Come le opere di misericordia possono intervenire
Le opere di misericordia tradizionalmente si dividono in corporali (dare da mangiare agli affamati, vestire chi è nudo, accogliere lo straniero, curare gli infermi…) e spirituali (confortare gli afflitti, pregare per i vivi e per i morti, consigliare gli incerti…). In Yemen molte di queste sono oggi indispensabili.
Dare da mangiare agli affamati
Con milioni di persone che affrontano grave insicurezza alimentare, l’opera di misericordia di «dare da mangiare agli affamati» non è solo simbolica: è vitale. Distribuire alimenti, garantire aiuti nutrizionali per i bambini gravemente malnutriti, sostenere famiglie che non sanno come procurarsi un pasto — sono tutti gesti concreti che salvano vite.
Visitare i malati / prendersi cura di chi soffre
Il sistema sanitario in Yemen è al collasso: molte strutture sono distrutte o non operative. Curare chi è malato, accompagnare chi è indebolito dalla guerra, dalla fame o dalle epidemie, significa incarnare l’opera di «visitare gli infermi». È un gesto che unisce cura fisica e compassione umana.
Accogliere lo straniero / Vestire chi è nudo
Nel contesto yemenita si trovano anche migliaia di internamente sfollati, famiglie costrette ad abbandonare case e beni. Accogliere chi non ha più una casa, fornire rifugio, vestiti e calore umano è un atto di misericordia che ristabilisce un pezzo di dignità.
Confortare chi è afflitto / Pregare per i morti
La guerra, la fame, le malattie hanno portato con sé lutti, solitudine, disperazione. Essere vicini agli afflitti, dare parola, consolare con la presenza e la preghiera, sono opere spirituali di misericordia che aiutano a non perdere la speranza.
Perché è importante agire
La crisi dello Yemen ci ricorda che la misericordia non è un’opzione secondaria: è centrale. In scenari di emergenza come questo, ogni gesto di cura, di accoglienza, di condivisione contribuisce a ricostruire frammenti di umanità.
Inoltre, agendo concretamente, si promuove anche la pace: perché dove regna la sofferenza, l’abbandono, l’odio, la misericordia genera incontro, cura, riconciliazione.
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