Oceania, Vanuatu | Una nuova frontiera di speranza

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28 Febbraio 2026

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Foto di Jon Tyson su Unsplash

Un nuovo capitolo missionario si apre in Oceania con l’arrivo dei primi tre salesiani nel Vanuatu, segnando una pietra miliare per la Congregazione di Don Bosco nel Pacifico

Questa presenza, ufficialmente avviata lo scorso 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione, dalla Visitatoria Beato Filippo Rinaldi di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, fa di Vanuatu il 137° Paese salesiano nel mondo.

La nuova équipe missionaria è composta da don Alfred Maravilla delle Filippine, don Moïse Paluku del Congo e il coadiutore Paulus “Noce” Bataona originario dell’Indonesia. I tre sono giunti nell’arcipelago con l’obiettivo di conoscere il contesto pastorale e culturale e di avviare un progetto duraturo capace di rispondere alle necessità dei giovani locali, in continuità con il carisma educativo di Don Bosco.

I salesiani avevano programmato una celebrazione semplice per la festa di Don Bosco il 31 gennaio, riservata a clero e religiosi. Tuttavia, la comunità cattolica locale ha sorpreso tutti accogliendo calorosamente i missionari e manifestando interesse nel conoscere meglio Don Bosco.

I fedeli si sono radunati in grande numero per la Messa solenne, hanno partecipato con devozione alla venerazione della reliquia e sono stati molti quelli che si sono avvicinati al sacramento della Confessione dopo anni di distanza.

Le comunità parrocchiali hanno addirittura organizzato celebrazioni, pranzi secondo le tradizioni di Vanuatu e momenti di fraternità, esprimendo il desiderio che da ora in poi quella data diventi il loro “Don Bosco Day”. Un segno di accoglienza che ha profondamente toccato i missionari e che fa presagire un futuro fecondo per il nuovo impegno salesiano.

L’apertura di questa frontiera missionaria giunge in un momento ricco di significato per la storia salesiana: il 45° anniversario dell’arrivo dei primi Salesiani in Papua Nuova Guinea e il 150° della Prima Spedizione Missionaria Salesiana. Per un arcipelago composto da oltre tredici isole e circa 340 mila abitanti, la presenza salesiana si pone come un’opportunità di crescita spirituale, educativa e comunitaria, mettendo al centro l’accompagnamento dei giovani e la promozione umana e cristiana.

In un mondo sempre più interconnesso, l’avvio della missione salesiana a Vanuatu non è solo una tappa celebrativa ma una chiamata concreta a sostenere e camminare insieme alle comunità locali nel loro percorso di fede e speranza.

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Un nuovo capitolo missionario si apre in Oceania con l’arrivo dei primi tre salesiani nel Vanuatu, segnando una pietra miliare per la Congregazione di Don Bosco nel Pacifico

Questa presenza, ufficialmente avviata lo scorso 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione, dalla Visitatoria Beato Filippo Rinaldi di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, fa di Vanuatu il 137° Paese salesiano nel mondo.

La nuova équipe missionaria è composta da don Alfred Maravilla delle Filippine, don Moïse Paluku del Congo e il coadiutore Paulus “Noce” Bataona originario dell’Indonesia. I tre sono giunti nell’arcipelago con l’obiettivo di conoscere il contesto pastorale e culturale e di avviare un progetto duraturo capace di rispondere alle necessità dei giovani locali, in continuità con il carisma educativo di Don Bosco.

I salesiani avevano programmato una celebrazione semplice per la festa di Don Bosco il 31 gennaio, riservata a clero e religiosi. Tuttavia, la comunità cattolica locale ha sorpreso tutti accogliendo calorosamente i missionari e manifestando interesse nel conoscere meglio Don Bosco.

I fedeli si sono radunati in grande numero per la Messa solenne, hanno partecipato con devozione alla venerazione della reliquia e sono stati molti quelli che si sono avvicinati al sacramento della Confessione dopo anni di distanza.

Le comunità parrocchiali hanno addirittura organizzato celebrazioni, pranzi secondo le tradizioni di Vanuatu e momenti di fraternità, esprimendo il desiderio che da ora in poi quella data diventi il loro “Don Bosco Day”. Un segno di accoglienza che ha profondamente toccato i missionari e che fa presagire un futuro fecondo per il nuovo impegno salesiano.

L’apertura di questa frontiera missionaria giunge in un momento ricco di significato per la storia salesiana: il 45° anniversario dell’arrivo dei primi Salesiani in Papua Nuova Guinea e il 150° della Prima Spedizione Missionaria Salesiana. Per un arcipelago composto da oltre tredici isole e circa 340 mila abitanti, la presenza salesiana si pone come un’opportunità di crescita spirituale, educativa e comunitaria, mettendo al centro l’accompagnamento dei giovani e la promozione umana e cristiana.

In un mondo sempre più interconnesso, l’avvio della missione salesiana a Vanuatu non è solo una tappa celebrativa ma una chiamata concreta a sostenere e camminare insieme alle comunità locali nel loro percorso di fede e speranza.

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Foto di Jon Tyson su Unsplash

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