Sierra Leone | La tenerezza delle opere di misericordia

Foto di Random Institute su Unsplash
Suor Agnese Chiletti ci racconta la storia del dottor Kazen, Pastore della chiesa Battista, Primario all’ospedale di Masanga, l’ospedale per lebbrosi in Sierra Leone
Lavoravo al nord del Paese in un centro per bambini colpiti da poliomielite e, come fisioterapista, giravo i villaggi per contattare i pazienti e le loro famiglie.
Vi era in uno di questi villaggi un uomo lebbroso che viveva solo, in una capanna fuori dal villaggio.
Mi fece sapere che non stava bene e aveva bisogno di andare all’ospedale dei lebbrosi a Masanga. Poiché sapeva che vi accompagnavo spesso bimbi per interventi chirurgici, chiese un passaggio.
La richiesta mi mise in difficoltà perché il mezzo era sempre pieno all’inverosimile di gente e l’ospedale distava circa 180 km. Le strade sterrate in pessime condizioni.
Gli feci sapere che era impossibile ospitarlo in cabina anche per ragioni di spazio, ma rispose che gli bastava uno spazio al di fuori.
Era ancora buio quando partimmo al mattino presto per andare a prenderlo nel suo villaggio.
Aggrappandosi a fatica, riuscì a salire e sedere nel cassone del camioncino. Faceva ancora freddo, per cui si avvolse nei suoi stracci resistendo per le quattro ore di viaggio anche al sole cocente e alla strada tutta piena di buche.
Finalmente arrivammo a Masanga, all’ospedale.
Mi chiedevo come avrei fatto a portare dentro quell’uomo, non solo per il peso. Perciò chiamai un infermiere dicendogli che c’era un paziente lebbroso sul camioncino che doveva essere ricoverato.
Mentre ancora parlavo, intravidi il dott. Khazen nel suo camice bianco che si avvicinava al camioncino. Dopo averci salutati, prese l’uomo in braccio e se lo portò dentro.
Fece tutto con semplicità e naturalezza, tanto che rimasi esterrefatta e ammirata da quella tenerezza. Sono trascorsi ormai diversi anni da quella scena.
In questo tempo di guerre, quel camice bianco, con quell’uomo avvolto negli stracci sulle braccia, rianima la speranza che sarà l’amore a farci recuperare il senso dell’umanità.
Immagine
- Foto di Random Institute su Unsplash
Suor Agnese Chiletti ci racconta la storia del dottor Kazen, Pastore della chiesa Battista, Primario all’ospedale di Masanga, l’ospedale per lebbrosi in Sierra Leone
Lavoravo al nord del Paese in un centro per bambini colpiti da poliomielite e, come fisioterapista, giravo i villaggi per contattare i pazienti e le loro famiglie.
Vi era in uno di questi villaggi un uomo lebbroso che viveva solo, in una capanna fuori dal villaggio.
Mi fece sapere che non stava bene e aveva bisogno di andare all’ospedale dei lebbrosi a Masanga. Poiché sapeva che vi accompagnavo spesso bimbi per interventi chirurgici, chiese un passaggio.
La richiesta mi mise in difficoltà perché il mezzo era sempre pieno all’inverosimile di gente e l’ospedale distava circa 180 km. Le strade sterrate in pessime condizioni.
Gli feci sapere che era impossibile ospitarlo in cabina anche per ragioni di spazio, ma rispose che gli bastava uno spazio al di fuori.
Era ancora buio quando partimmo al mattino presto per andare a prenderlo nel suo villaggio.
Aggrappandosi a fatica, riuscì a salire e sedere nel cassone del camioncino. Faceva ancora freddo, per cui si avvolse nei suoi stracci resistendo per le quattro ore di viaggio anche al sole cocente e alla strada tutta piena di buche.
Finalmente arrivammo a Masanga, all’ospedale.
Mi chiedevo come avrei fatto a portare dentro quell’uomo, non solo per il peso. Perciò chiamai un infermiere dicendogli che c’era un paziente lebbroso sul camioncino che doveva essere ricoverato.
Mentre ancora parlavo, intravidi il dott. Khazen nel suo camice bianco che si avvicinava al camioncino. Dopo averci salutati, prese l’uomo in braccio e se lo portò dentro.
Fece tutto con semplicità e naturalezza, tanto che rimasi esterrefatta e ammirata da quella tenerezza. Sono trascorsi ormai diversi anni da quella scena.
In questo tempo di guerre, quel camice bianco, con quell’uomo avvolto negli stracci sulle braccia, rianima la speranza che sarà l’amore a farci recuperare il senso dell’umanità.
Immagine
- Foto di Random Institute su Unsplash

Foto di Random Institute su Unsplash


