Buon “compleanno” fin lassù, fratel Biagio!

Foto di Riccardo Rossi
Celebrando la data di nascita di fratel Biagio Conte, spazio + spadoni intervista il suo amico fraterno Riccardo Rossi e con lui scarta i regali delle sue opere di misericordia
Oggi, 16 settembre, fratel Biagio Conte, avrebbe compiuto 63 anni. Invece, il 12 gennaio 2023, è tornato alla Casa del Padre, lasciando a tutti l’eredità della sua infinita misericordia e delle sue opere. Prima fra tutti, la Missione “Speranza e Carità” che, dal 1991, accoglie a Palermo coloro che vivono ai margini.
Tra i tanti che lo hanno conosciuto, c’è anche chi ha avuto il privilegio di stargli accanto, di vederlo “all’opera”, di ascoltare i suoi preziosi consigli che diventavano vita vissuta. E noi di spazio + spadoni lo abbiamo intervistato. E’ Riccardo Rossi, suo ex portavoce, giornalista di origini campane e volontario da diversi anni, con sua moglie Barbara, presso la Missione “Speranza e Carità” di Palermo.
«Ha sempre avuto un pensiero e un’attenzione particolare nei miei confronti; quando vivevo a Catania, mi chiamava per chiedermi come stavo e mi ascoltava a lungo caricandosi dei miei dolori. Per me, era veramente un momento di grande misericordia di Dio».
Quelle telefonate, nei ricordi di Riccardo, “erano non solo misericordiose ma anche provvidenziali”. Fratel Biagio, infatti, arrivava sempre nei momenti in cui ce n’era più bisogno, e questo succedeva con tutti.
«Era un guardiano, mi correggeva». E’ ciò che, in fondo, fa un fratello quando veglia su di te, ti ammonisce, ti consiglia, ti guida. E queste sono solo alcune delle opere di misericordia che ha rivolto a quanti incontrava lungo il suo cammino.
«Ogni problema di un fratello diventava il suo; non si limitava all’ascolto e alla preghiera, ma faceva di tutto per trovare una soluzione: dal paio di ciabatte al lavoro, dall’offrire del cibo a dare un tetto, perché era lo stesso Vangelo a chiedere di essere concreti».
In questo modo, la carità e la misericordia facevano coppia con la provvidenza e l’azione.
«Lo muoveva la fede, il vedere nell’altro Gesù sofferente», continua Riccardo, inondato dalla gratitudine per la sua amicizia, oltre che dalle rivelazioni del libro di Luisa Piccarreta, di cui si è fatto portavoce nella trasmissione da lui condotta su Maria Vision Italia (“Verità di Cielo”, a cura dei Piccoli Figli di Palermo).
«Era sempre disponibile, a qualsiasi ora. Ogni fratello bisognoso era la sua priorità; non aveva limiti nella carità e nella misericordia. Il suo tempo era regalato, ma in maniera oculata, mai sprecato». Un tempo che, nella società di oggi sempre di fretta, sembra un miraggio.
«In realtà, lui aveva fatto una scelta di essenzialità; tagliando televisore, cellulare, radio e, per un periodo, anche alcuni pasti, gli restava più tempo per amare, per stare vicino a chi si sentiva solo, senza speranza, senza nulla».
A dimostrazione del fatto che le opere di misericordia richiedono tempo: non i ritagli di giornate piene e a volte senza direzione. Ma la quotidianità di chi, costantemente, si mette al servizio degli altri. La perseveranza di chi ha sempre amato i poveri.
Buon compleanno in Cielo, fratel Biagio! Grazie per la tua vita colma di misericordia per tutti, poiché ci fa sentire tutti un po’ misericordiati.
Immagine
- Foto di Riccardo Rossi
Celebrando la data di nascita di fratel Biagio Conte, spazio + spadoni intervista il suo amico fraterno Riccardo Rossi e con lui scarta i regali delle sue opere di misericordia
Oggi, 16 settembre, fratel Biagio Conte, avrebbe compiuto 63 anni. Invece, il 12 gennaio 2023, è tornato alla Casa del Padre, lasciando a tutti l’eredità della sua infinita misericordia e delle sue opere. Prima fra tutti, la Missione “Speranza e Carità” che, dal 1991, accoglie a Palermo coloro che vivono ai margini.
Tra i tanti che lo hanno conosciuto, c’è anche chi ha avuto il privilegio di stargli accanto, di vederlo “all’opera”, di ascoltare i suoi preziosi consigli che diventavano vita vissuta. E noi di spazio + spadoni lo abbiamo intervistato. E’ Riccardo Rossi, suo ex portavoce, giornalista di origini campane e volontario da diversi anni, con sua moglie Barbara, presso la Missione “Speranza e Carità” di Palermo.
«Ha sempre avuto un pensiero e un’attenzione particolare nei miei confronti; quando vivevo a Catania, mi chiamava per chiedermi come stavo e mi ascoltava a lungo caricandosi dei miei dolori. Per me, era veramente un momento di grande misericordia di Dio».
Quelle telefonate, nei ricordi di Riccardo, “erano non solo misericordiose ma anche provvidenziali”. Fratel Biagio, infatti, arrivava sempre nei momenti in cui ce n’era più bisogno, e questo succedeva con tutti.
«Era un guardiano, mi correggeva». E’ ciò che, in fondo, fa un fratello quando veglia su di te, ti ammonisce, ti consiglia, ti guida. E queste sono solo alcune delle opere di misericordia che ha rivolto a quanti incontrava lungo il suo cammino.
«Ogni problema di un fratello diventava il suo; non si limitava all’ascolto e alla preghiera, ma faceva di tutto per trovare una soluzione: dal paio di ciabatte al lavoro, dall’offrire del cibo a dare un tetto, perché era lo stesso Vangelo a chiedere di essere concreti».
In questo modo, la carità e la misericordia facevano coppia con la provvidenza e l’azione.
«Lo muoveva la fede, il vedere nell’altro Gesù sofferente», continua Riccardo, inondato dalla gratitudine per la sua amicizia, oltre che dalle rivelazioni del libro di Luisa Piccarreta, di cui si è fatto portavoce nella trasmissione da lui condotta su Maria Vision Italia (“Verità di Cielo”, a cura dei Piccoli Figli di Palermo).
«Era sempre disponibile, a qualsiasi ora. Ogni fratello bisognoso era la sua priorità; non aveva limiti nella carità e nella misericordia. Il suo tempo era regalato, ma in maniera oculata, mai sprecato». Un tempo che, nella società di oggi sempre di fretta, sembra un miraggio.
«In realtà, lui aveva fatto una scelta di essenzialità; tagliando televisore, cellulare, radio e, per un periodo, anche alcuni pasti, gli restava più tempo per amare, per stare vicino a chi si sentiva solo, senza speranza, senza nulla».
A dimostrazione del fatto che le opere di misericordia richiedono tempo: non i ritagli di giornate piene e a volte senza direzione. Ma la quotidianità di chi, costantemente, si mette al servizio degli altri. La perseveranza di chi ha sempre amato i poveri.
Buon compleanno in Cielo, fratel Biagio! Grazie per la tua vita colma di misericordia per tutti, poiché ci fa sentire tutti un po’ misericordiati.
Immagine
- Foto di Riccardo Rossi

Foto di Riccardo Rossi


