Oltre la paura: genitori uniti per accompagnare l’adolescenza

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Scopri come Fondazione Oltre e Alberto Pellai uniscono genitori ed educatori per affrontare l’adolescenza come tempo di speranza e comunità
Al primo incontro del progetto Adolescence organizzato dalla Fondazione Oltre, con Alberto Pellai, è successa una cosa che dice molto più di tante analisi.
All’Auditorium della Conciliazione, a febbraio, c’erano 1.500 persone in presenza.
Online, collegate in diretta, quasi 6.000.
Non numeri “da convegno”, numeri da “fame di senso”.
Alcuni genitori si sono ritrovati nella scuola dei loro figli, la sera, per vedere l’incontro in streaming tutti insieme. Non a casa da soli, ma fianco a fianco, nella stessa aula dove quei ragazzi passano le mattine.
È un gesto semplice, ma enorme: adulti che decidono di fare comunità intorno ai figli, non solo di parlare dei figli.
Lo sappiamo: c’è stato anche qualche problemino di server, lo sappiamo. Ma, paradossalmente, è la prova della portata di quello che stiamo vivendo: quando una piattaforma va in affanno perché troppe persone vogliono ascoltare un incontro sull’educazione, vuol dire che il tema non è “uno dei tanti”. È centrale.
Non è solo un ciclo di conferenze.
È un popolo di genitori, insegnanti, educatori che dice: “Noi ci siamo. Non molliamo.”
L’adolescenza non è una malattia da curare.
È un passaggio da accompagnare. È un tempo scomodo, pieno di contraddizioni, ma anche carico di bellezza. Dentro i silenzi, dentro le ribellioni, dentro gli eccessi, c’è un cuore che chiede di essere capito.
Per questo, come Fondazione Oltre, abbiamo coinvolto voci autorevoli e appassionate: Alberto Pellai, Franco Nembrini, Alessandro D’Avenia, Bruno Mastroianni. Non per fare teoria, ma per aiutarci a guardare meglio. A capire meglio. A voler bene meglio.
La risposta che stiamo vedendo – in sala, online, nelle scuole, nelle parrocchie – dice una cosa chiarissima: i genitori non sono rassegnati.
Hanno paura, sì. Si sentono spesso inadeguati, certo. Ma non hanno mollato.
In fondo educare è un atto di speranza.
È credere che dietro una porta chiusa c’è un mondo che possiamo ancora incontrare.
È avere il coraggio di restare, anche quando è più facile arrendersi.
La buona notizia è questa:
non siamo soli,
non siamo sbagliati,
non siamo fuori tempo massimo.
L’adolescenza dei nostri figli può diventare il tempo della nostra maturità come genitori. Può costringerci a crescere, a dialogare, a fare squadra. Può renderci più umili e più forti insieme.
Se c’è un messaggio da portare a casa da questo progetto è semplice e profondissimo: non lasciamo che la paura decida al posto nostro. Trasformiamola in presenza. In ascolto. In alleanza.
I nostri figli non hanno bisogno di genitori perfetti.
Hanno bisogno di genitori che restano.
Insieme.
Fonte
- Profilo Fb di Gianluigi De Palo
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Scopri come Fondazione Oltre e Alberto Pellai uniscono genitori ed educatori per affrontare l’adolescenza come tempo di speranza e comunità
Al primo incontro del progetto Adolescence organizzato dalla Fondazione Oltre, con Alberto Pellai, è successa una cosa che dice molto più di tante analisi.
All’Auditorium della Conciliazione, a febbraio, c’erano 1.500 persone in presenza.
Online, collegate in diretta, quasi 6.000.
Non numeri “da convegno”, numeri da “fame di senso”.
Alcuni genitori si sono ritrovati nella scuola dei loro figli, la sera, per vedere l’incontro in streaming tutti insieme. Non a casa da soli, ma fianco a fianco, nella stessa aula dove quei ragazzi passano le mattine.
È un gesto semplice, ma enorme: adulti che decidono di fare comunità intorno ai figli, non solo di parlare dei figli.
Lo sappiamo: c’è stato anche qualche problemino di server, lo sappiamo. Ma, paradossalmente, è la prova della portata di quello che stiamo vivendo: quando una piattaforma va in affanno perché troppe persone vogliono ascoltare un incontro sull’educazione, vuol dire che il tema non è “uno dei tanti”. È centrale.
Non è solo un ciclo di conferenze.
È un popolo di genitori, insegnanti, educatori che dice: “Noi ci siamo. Non molliamo.”
L’adolescenza non è una malattia da curare.
È un passaggio da accompagnare. È un tempo scomodo, pieno di contraddizioni, ma anche carico di bellezza. Dentro i silenzi, dentro le ribellioni, dentro gli eccessi, c’è un cuore che chiede di essere capito.
Per questo, come Fondazione Oltre, abbiamo coinvolto voci autorevoli e appassionate: Alberto Pellai, Franco Nembrini, Alessandro D’Avenia, Bruno Mastroianni. Non per fare teoria, ma per aiutarci a guardare meglio. A capire meglio. A voler bene meglio.
La risposta che stiamo vedendo – in sala, online, nelle scuole, nelle parrocchie – dice una cosa chiarissima: i genitori non sono rassegnati.
Hanno paura, sì. Si sentono spesso inadeguati, certo. Ma non hanno mollato.
In fondo educare è un atto di speranza.
È credere che dietro una porta chiusa c’è un mondo che possiamo ancora incontrare.
È avere il coraggio di restare, anche quando è più facile arrendersi.
La buona notizia è questa:
non siamo soli,
non siamo sbagliati,
non siamo fuori tempo massimo.
L’adolescenza dei nostri figli può diventare il tempo della nostra maturità come genitori. Può costringerci a crescere, a dialogare, a fare squadra. Può renderci più umili e più forti insieme.
Se c’è un messaggio da portare a casa da questo progetto è semplice e profondissimo: non lasciamo che la paura decida al posto nostro. Trasformiamola in presenza. In ascolto. In alleanza.
I nostri figli non hanno bisogno di genitori perfetti.
Hanno bisogno di genitori che restano.
Insieme.
Fonte
- Profilo Fb di Gianluigi De Palo
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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