Reggio Calabria | I Re Magi di Sant’Agostino

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11 Gennaio 2026

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Re-Magi-Reggio-Calabria
Re-Magi-Reggio-Calabria

Foto di p- Renato Zilio

“Veniamo da lontano, dall’Oriente. Abbiamo visto una stella di notte, così brillante e sorridente che sembrava dire: Partite! Questa notte è successo un miracolo: è nato Dio”

Con queste parole, si presentava Gaspare, uno dei Re Magi. Essi, infatti, durante le varie messe facevano irruzione nella chiesa di sant’Agostino e poi, sotto gli occhi pure della TV, nella Cattedrale di Reggio Calabria. È il giorno dell’Epifania.

Si presentano, così, d’improvviso, verso la fine delle messe, – tra la meraviglia e la gioia dei fedeli, – accompagnati dalla magia del suono di zampogna. Stupore generale. “L’abbiamo trovato come una vera sorpresa, – aggiunge Gaspare – tra pecore e pastori: per questo si chiamerà “l’Agnello di Dio”. Alla fine, roteando nell’aria il suo turibolo d’incenso, spargerà quel gradevole profumo di rosa selvatica.

“Ci siamo continuamente persi per strada, – interrompe Melchiorre – ma come dice un proverbio arabo: ‘Se vuoi che il tuo aratro vada diritto, legalo a una stella’. È normale perdersi nella vita, importante è ripartire. Sì, normale è cadere, importante sarà rialzarsi.

Il Bambino, nato a Betlemme, lo ripeterà ad ogni uomo: ‘Alzati e cammina! Riprendi la tua dignità.’ Per questo ho portato con me dell’oro: segno di nobiltà. Perché lui si mostrerà nobile e autorevole come un vero Re”.

Aggiunge, poi, Baldassare:
“Ci siamo incontrati con tanti pezzi grossi, personaggi importanti, come re Erode o i grandi sacerdoti. Che scena! non ne sapevano nulla… Mai avremmo pensato, alla fine, di capitare in aperta campagna, in una grotta oscura e fredda, tra confusione di pecore e di montoni. Io ho portato mirra, simbolo di umanità. Sì, questo Bambino farà la nostra stessa strada di comuni mortali. Vivendo, così, le ansie, le sfide e le speranze, che abitano il cuore di ognuno. Per poi ripeterci continuamente: “Coraggio! Sarò sempre con voi!”.

In un cesto enorme i Magi portano i “proverbi del mondo,” da distribuire ovunque. Lungamente preparati dalle catechiste della parrocchia sono la saggezza antica dei popoli.

Così “i miracoli sono sempre compiuti dagli uomini uniti” ricorda un proverbio indiano. Mentre uno, cinese, aggiungerà: “La persona che parte per un viaggio, non è mai la stessa persona che ritorna”. Così è capitato, per davvero, anche ai nostri Magi. Nei loro occhi, infatti, brilla un dono più grande ancora dell’oro o dell’incenso, che portavano. La gioia.

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  • Foto di p. Renato Zilio

“Veniamo da lontano, dall’Oriente. Abbiamo visto una stella di notte, così brillante e sorridente che sembrava dire: Partite! Questa notte è successo un miracolo: è nato Dio”

Con queste parole, si presentava Gaspare, uno dei Re Magi. Essi, infatti, durante le varie messe facevano irruzione nella chiesa di sant’Agostino e poi, sotto gli occhi pure della TV, nella Cattedrale di Reggio Calabria. È il giorno dell’Epifania.

Si presentano, così, d’improvviso, verso la fine delle messe, – tra la meraviglia e la gioia dei fedeli, – accompagnati dalla magia del suono di zampogna. Stupore generale. “L’abbiamo trovato come una vera sorpresa, – aggiunge Gaspare – tra pecore e pastori: per questo si chiamerà “l’Agnello di Dio”. Alla fine, roteando nell’aria il suo turibolo d’incenso, spargerà quel gradevole profumo di rosa selvatica.

“Ci siamo continuamente persi per strada, – interrompe Melchiorre – ma come dice un proverbio arabo: ‘Se vuoi che il tuo aratro vada diritto, legalo a una stella’. È normale perdersi nella vita, importante è ripartire. Sì, normale è cadere, importante sarà rialzarsi.

Il Bambino, nato a Betlemme, lo ripeterà ad ogni uomo: ‘Alzati e cammina! Riprendi la tua dignità.’ Per questo ho portato con me dell’oro: segno di nobiltà. Perché lui si mostrerà nobile e autorevole come un vero Re”.

Aggiunge, poi, Baldassare:
“Ci siamo incontrati con tanti pezzi grossi, personaggi importanti, come re Erode o i grandi sacerdoti. Che scena! non ne sapevano nulla… Mai avremmo pensato, alla fine, di capitare in aperta campagna, in una grotta oscura e fredda, tra confusione di pecore e di montoni. Io ho portato mirra, simbolo di umanità. Sì, questo Bambino farà la nostra stessa strada di comuni mortali. Vivendo, così, le ansie, le sfide e le speranze, che abitano il cuore di ognuno. Per poi ripeterci continuamente: “Coraggio! Sarò sempre con voi!”.

In un cesto enorme i Magi portano i “proverbi del mondo,” da distribuire ovunque. Lungamente preparati dalle catechiste della parrocchia sono la saggezza antica dei popoli.

Così “i miracoli sono sempre compiuti dagli uomini uniti” ricorda un proverbio indiano. Mentre uno, cinese, aggiungerà: “La persona che parte per un viaggio, non è mai la stessa persona che ritorna”. Così è capitato, per davvero, anche ai nostri Magi. Nei loro occhi, infatti, brilla un dono più grande ancora dell’oro o dell’incenso, che portavano. La gioia.

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  • Foto di p. Renato Zilio
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Foto di p- Renato Zilio

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