Repubblica Democratica del Congo | A Bukavu tra guerra e assistenza agli anziani

il: 

16 Novembre 2025

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anziani_opere-di-misericordia-Africa
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Foto di King Shooter (Pexels)

L’impegno di Jeanne d’Arc Bahati e dell’Associazione Assistenza agli anziani e ai bambini abbandonati (Apaed)

«Gli anziani sono i pilastri dell’umanità e della storia, un valore essenziale nella vita umana.
C’è saggezza incarnata nelle loro parole: ascoltandole, riceviamo più di quanto diamo, perché ci edificano per tutto il cammino della nostra vita sulla terra. Nelle loro parole, sento il profumo del vangelo: mi dico che Dio abita in loro».
Non ha dubbi Jeanne d’Arc Bahati, madre di nove figli, donna di Bukavu, nel Sud-Kivu, Repubblica Democratica del Congo.
Quando parla degli anziani, pensa ad un valore inestimabile, ad una direzione da seguire:
«Esperti del passato – commenta – sanno come si deve comportare un bambino, come un giovane può essere utile nella comunità, come un adulto può dimostrare maturità e responsabilità. Conoscono tutti i sentieri della vita umana».
Jeanne d’Arc Bahati, sin da quando era bambina, si è mostrata attenta agli anziani.
Racconta che, durante il secondo anno di preparazione alla Prima Comunione, scelse di svolgere il suo apostolato con gli anziani.
Uno di loro le chiese di spazzare la sua stanza: vedendo le pessime condizioni del suo letto, corse a casa e rubò un lenzuolo e una coperta.
Da quel momento, quando usciva di casa, andava sempre a vedere se aveva mangiato; altrimenti, prendeva del cibo a casa sua e glielo portava.
Nel 2018, formata e incoraggiata da Maria Masson, grande operatrice sociale a Bukavu, recentemente scomparsa, Jeanne d’Arc concretizzò la sua passione creando l’Associazione Assistenza agli anziani e ai bambini abbandonati-Apaed che tuttora opera.
È un ente aconfessionale, aperto a tutti, che «collabora con comunità di ogni fede.
Nelle attività comunitarie – spiega la sua fondatrice – invitiamo il capo villaggio, garante della comunità, a partecipare alle nostre iniziative».
Ma Jeanne d’Arc, personalmente, è mossa e animata da una profonda fede cattolica: «Agisco per amore di Cristo – confessa – e sono sempre nel cuore immacolato di Maria: è lei che mi aiuta a superare le difficoltà».
L’Apaed ha un focus prediletto sugli anziani, ma si prende cura anche dei bambini, spesso affidati ai nonni e facilmente abbandonati per mancanza di risorse.

Fonte

Immagine

L’impegno di Jeanne d’Arc Bahati e dell’Associazione Assistenza agli anziani e ai bambini abbandonati (Apaed)

«Gli anziani sono i pilastri dell’umanità e della storia, un valore essenziale nella vita umana.
C’è saggezza incarnata nelle loro parole: ascoltandole, riceviamo più di quanto diamo, perché ci edificano per tutto il cammino della nostra vita sulla terra. Nelle loro parole, sento il profumo del vangelo: mi dico che Dio abita in loro».
Non ha dubbi Jeanne d’Arc Bahati, madre di nove figli, donna di Bukavu, nel Sud-Kivu, Repubblica Democratica del Congo.
Quando parla degli anziani, pensa ad un valore inestimabile, ad una direzione da seguire:
«Esperti del passato – commenta – sanno come si deve comportare un bambino, come un giovane può essere utile nella comunità, come un adulto può dimostrare maturità e responsabilità. Conoscono tutti i sentieri della vita umana».
Jeanne d’Arc Bahati, sin da quando era bambina, si è mostrata attenta agli anziani.
Racconta che, durante il secondo anno di preparazione alla Prima Comunione, scelse di svolgere il suo apostolato con gli anziani.
Uno di loro le chiese di spazzare la sua stanza: vedendo le pessime condizioni del suo letto, corse a casa e rubò un lenzuolo e una coperta.
Da quel momento, quando usciva di casa, andava sempre a vedere se aveva mangiato; altrimenti, prendeva del cibo a casa sua e glielo portava.
Nel 2018, formata e incoraggiata da Maria Masson, grande operatrice sociale a Bukavu, recentemente scomparsa, Jeanne d’Arc concretizzò la sua passione creando l’Associazione Assistenza agli anziani e ai bambini abbandonati-Apaed che tuttora opera.
È un ente aconfessionale, aperto a tutti, che «collabora con comunità di ogni fede.
Nelle attività comunitarie – spiega la sua fondatrice – invitiamo il capo villaggio, garante della comunità, a partecipare alle nostre iniziative».
Ma Jeanne d’Arc, personalmente, è mossa e animata da una profonda fede cattolica: «Agisco per amore di Cristo – confessa – e sono sempre nel cuore immacolato di Maria: è lei che mi aiuta a superare le difficoltà».
L’Apaed ha un focus prediletto sugli anziani, ma si prende cura anche dei bambini, spesso affidati ai nonni e facilmente abbandonati per mancanza di risorse.

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Foto di King Shooter (Pexels)

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