USA | La missione è incontro

Foto di p. Piero Masolo
Dal Michigan, il nostro corrispondente p. Piero Masolo, missionario del PIME, ci racconta incontri speciali a New York e a Los Angeles
Cari amici,
il mese di febbraio è stato pieno di incontri. Abbiamo partecipato a due eventi veramente speciali: il primo a New York ed il secondo a Los Angeles. Queste due città non sono solo le più grandi degli Stati Uniti ma sono l’una l’antitesi dell’altra. Il clima è diverso: New York non aveva visto così tanta neve da anni, mentre a Los Angeles c’erano 20° ed un inverno mite, come fossimo nel Mediterraneo.
La gente è diversa: più di corsa a NYC (New York City), con i grattacieli di Manhattan che danno l’impressione di una foresta urbana, densissima di vita, affari, lavoro e connessioni.
A LA (Los Angeles) c’è tantissimo spazio, la città è estesissima e le spiagge di Long Beach e Santa Monica fanno sentire in vacanza, mentre il Boulevard di Hollywood con le palme sui marciapiedi e la Hall of Fame con migliaia di stelle che ricordano attori, registi, cantanti ed artisti famosi fanno sognare e pensare a film che ci hanno emozionato.
Gli accenti sono diversi, il modo in cui l’Inglese viene pronunciato. NYC è nettamente più antica, per quanto può esserlo una città americana, e risale al 1624, quando i coloni olandesi la chiamarono New Amsterdam, scegliendo una baia tra l’Oceano Atlantico ed il fiume Hudson, strategica perché difendibile dalle mire degli altri coloni inglesi e francesi. Nel 1776 è una delle 13 colonie che proclamano l’Indipendenza costituendosi come Stati Uniti d’America.
LA invece venne fondata nel 1781 da un gruppo di 44 coloni messicani, chiamati Pobladores, in gran parte meticci, quando faceva parte del Messico. La chiamano El Pueblo de Nuestra Señora de Los Angeles (il Paese di Nostra Signora degli Angeli), diventa parte degli Stati Uniti nel 1848, ed è ancora una cittadina di 5.000 persone nel 1870.
NYC resta la capitale finanziaria del Paese con la Borsa di Wall Street, e la sede di musei incredibili come il MET, il MOMA, ed il Guggenheim. È la sede delle Nazioni Unite, la memoria delle migrazioni dall’Europa del XIX e XX secolo con Ellis Island, e dell’11 Settembre 2001, con il Memoriale delle Torri Gemelle.
LA diventa una città grazie ai pionieri che a fine ’800 si spostano ad ovest (l’epopea del West), ma anche grazie a molti migranti del Centro e Sud America, e a non pochi asiatici. È la città del cinema con Hollywood e Disneyland, e della tecnologia informatica, internet ed i social media che si sono sviluppati nella Silicon Valley californiana, a poco più di 500 chilometri a nord.
Insomma, sono due città incredibili che rappresentano due mondi diversi, eppure fanno entrambe parte di questo immenso ed incredibile Paese che sono gli Stati Uniti.
A LA abbiamo partecipato al Los Angeles Religious Education Congress, un evento alla 70a edizione, organizzato dall’Arcidiocesi di LA e dalla diocesi di Orange, al Convention Center di Anaheim, affianco a Disneyland. C’erano 25.000 persone, tantissimi ragazzi e giovani, e poi catechisti/e e persone impegnate a diverso titolo nella Chiesa.
Con le Felician Sisters abbiamo incontrato un sacco di gente allo stand, spiegando chi siamo e cosa facciamo. Il PIME non è molto conosciuto al di fuori di Detroit e del Michigan, per cui esserci a questi grandi eventi con uno stand, diventa l’occasione di presentarsi ai giovani, compresi quelli in discernimento vocazionale. Se non sanno che esistiamo, come possono anche soltanto immaginare di diventare missionari del PIME?
A NYC siamo stati al New York Encounter, un evento alla sua 18a edizione, organizzato dal movimento di Comunione e Liberazione (CL), prendendo come modello il Meeting di Rimini. C’erano 8.000 persone, tra cui molti giovani. È stato bello incontrarli allo stand del PIME, insieme a Christy Ann, che è la pronipote di Sant’Alberico Crescitelli, martire in Cina nel 1900, durante la Rivoluzione dei Boxer.
La famiglia Crescitelli è migrata oltre un secolo fa da Altavilla Irpina (in provincia di Avellino) in New Jersey, a pochi chilometri da NYC, ed un centinaio di discendenti vivono in America. Un incontro che mi ha stupito è stato quello con tre ragazze, che, nel giorno di San Valentino, sono venute ad offrire una rosa bianca a tutti i preti e le suore che hanno trovato…
L’occasione di scoprire il NY Encounter mi è arrivata dall’Algeria. La vita è speciale, e spesso i fili si riannodano, anche quando sembrano così distanti… Fatto sta che qualche mese fa un amico, Lorenzo Fazzini (Direttore delle Edizioni Vaticane), mi chiama da Roma, per chiedermi se mi interessa sapere che una mostra sui Beati Martiri d’Algeria è stata tradotta in Inglese e sarà esposta per la prima volta in America proprio a questo evento.
Nei mesi scorsi ho conosciuto Valeria (una Memores, consacrata in CL) ed i volontari, che si sono resi disponibili come guide della mostra Twice Called (Chiamati Due Volte). Li ho accompagnati nell’immergersi un po’ nel contesto algerino e nelle vite dei martiri, ed ho fatto anch’io con grande gioia la guida alla mostra.
È stato un dono conoscere Ann Marie, la sorella del vescovo Pierre Claverie, ucciso il 1° agosto 1996 ad Orano, e molte altre persone appassionate della spiritualità algerina, da Sant’Agostino, a San Charles de Foucauld, ai monaci di Tibhirine (quelli del bellissimo film Uomini di Dio) ed agli altri martiri del decennio nero (la guerra civile algerina negli anni ’90).
Uno degli appassionati dell’Algeria è nientemeno che il nostro Papa Leone XIV, che pochi giorni fa, ha reso pubblico il suo prossimo viaggio apostolico in Algeria ad aprile. La Chiesa algerina e tanti amici musulmani che la sostengono, sono in festa: è una visita storica, la prima di un Papa in età moderna in questo Paese completamente musulmano.
Ed io sono in festa con loro! Emozionato e felice di questa decisione così significativa e preziosa di Papa Leone. Radio 24,
Se desiderate ascoltare un commento alla situazione politica americana, un’amica, Catia Caramelli, mi ha intervistato ed ho cercato di risponderle così: https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/oltretevere/puntata/trasmissione-15-febbraio 2026-2300-2334578002832148
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- Foto di P. Piero Masolo
Dal Michigan, il nostro corrispondente p. Piero Masolo, missionario del PIME, ci racconta incontri speciali a New York e a Los Angeles
Cari amici,
il mese di febbraio è stato pieno di incontri. Abbiamo partecipato a due eventi veramente speciali: il primo a New York ed il secondo a Los Angeles. Queste due città non sono solo le più grandi degli Stati Uniti ma sono l’una l’antitesi dell’altra. Il clima è diverso: New York non aveva visto così tanta neve da anni, mentre a Los Angeles c’erano 20° ed un inverno mite, come fossimo nel Mediterraneo.
La gente è diversa: più di corsa a NYC (New York City), con i grattacieli di Manhattan che danno l’impressione di una foresta urbana, densissima di vita, affari, lavoro e connessioni.
A LA (Los Angeles) c’è tantissimo spazio, la città è estesissima e le spiagge di Long Beach e Santa Monica fanno sentire in vacanza, mentre il Boulevard di Hollywood con le palme sui marciapiedi e la Hall of Fame con migliaia di stelle che ricordano attori, registi, cantanti ed artisti famosi fanno sognare e pensare a film che ci hanno emozionato.
Gli accenti sono diversi, il modo in cui l’Inglese viene pronunciato. NYC è nettamente più antica, per quanto può esserlo una città americana, e risale al 1624, quando i coloni olandesi la chiamarono New Amsterdam, scegliendo una baia tra l’Oceano Atlantico ed il fiume Hudson, strategica perché difendibile dalle mire degli altri coloni inglesi e francesi. Nel 1776 è una delle 13 colonie che proclamano l’Indipendenza costituendosi come Stati Uniti d’America.
LA invece venne fondata nel 1781 da un gruppo di 44 coloni messicani, chiamati Pobladores, in gran parte meticci, quando faceva parte del Messico. La chiamano El Pueblo de Nuestra Señora de Los Angeles (il Paese di Nostra Signora degli Angeli), diventa parte degli Stati Uniti nel 1848, ed è ancora una cittadina di 5.000 persone nel 1870.
NYC resta la capitale finanziaria del Paese con la Borsa di Wall Street, e la sede di musei incredibili come il MET, il MOMA, ed il Guggenheim. È la sede delle Nazioni Unite, la memoria delle migrazioni dall’Europa del XIX e XX secolo con Ellis Island, e dell’11 Settembre 2001, con il Memoriale delle Torri Gemelle.
LA diventa una città grazie ai pionieri che a fine ’800 si spostano ad ovest (l’epopea del West), ma anche grazie a molti migranti del Centro e Sud America, e a non pochi asiatici. È la città del cinema con Hollywood e Disneyland, e della tecnologia informatica, internet ed i social media che si sono sviluppati nella Silicon Valley californiana, a poco più di 500 chilometri a nord.
Insomma, sono due città incredibili che rappresentano due mondi diversi, eppure fanno entrambe parte di questo immenso ed incredibile Paese che sono gli Stati Uniti.
A LA abbiamo partecipato al Los Angeles Religious Education Congress, un evento alla 70a edizione, organizzato dall’Arcidiocesi di LA e dalla diocesi di Orange, al Convention Center di Anaheim, affianco a Disneyland. C’erano 25.000 persone, tantissimi ragazzi e giovani, e poi catechisti/e e persone impegnate a diverso titolo nella Chiesa.
Con le Felician Sisters abbiamo incontrato un sacco di gente allo stand, spiegando chi siamo e cosa facciamo. Il PIME non è molto conosciuto al di fuori di Detroit e del Michigan, per cui esserci a questi grandi eventi con uno stand, diventa l’occasione di presentarsi ai giovani, compresi quelli in discernimento vocazionale. Se non sanno che esistiamo, come possono anche soltanto immaginare di diventare missionari del PIME?
A NYC siamo stati al New York Encounter, un evento alla sua 18a edizione, organizzato dal movimento di Comunione e Liberazione (CL), prendendo come modello il Meeting di Rimini. C’erano 8.000 persone, tra cui molti giovani. È stato bello incontrarli allo stand del PIME, insieme a Christy Ann, che è la pronipote di Sant’Alberico Crescitelli, martire in Cina nel 1900, durante la Rivoluzione dei Boxer.
La famiglia Crescitelli è migrata oltre un secolo fa da Altavilla Irpina (in provincia di Avellino) in New Jersey, a pochi chilometri da NYC, ed un centinaio di discendenti vivono in America. Un incontro che mi ha stupito è stato quello con tre ragazze, che, nel giorno di San Valentino, sono venute ad offrire una rosa bianca a tutti i preti e le suore che hanno trovato…
L’occasione di scoprire il NY Encounter mi è arrivata dall’Algeria. La vita è speciale, e spesso i fili si riannodano, anche quando sembrano così distanti… Fatto sta che qualche mese fa un amico, Lorenzo Fazzini (Direttore delle Edizioni Vaticane), mi chiama da Roma, per chiedermi se mi interessa sapere che una mostra sui Beati Martiri d’Algeria è stata tradotta in Inglese e sarà esposta per la prima volta in America proprio a questo evento.
Nei mesi scorsi ho conosciuto Valeria (una Memores, consacrata in CL) ed i volontari, che si sono resi disponibili come guide della mostra Twice Called (Chiamati Due Volte). Li ho accompagnati nell’immergersi un po’ nel contesto algerino e nelle vite dei martiri, ed ho fatto anch’io con grande gioia la guida alla mostra.
È stato un dono conoscere Ann Marie, la sorella del vescovo Pierre Claverie, ucciso il 1° agosto 1996 ad Orano, e molte altre persone appassionate della spiritualità algerina, da Sant’Agostino, a San Charles de Foucauld, ai monaci di Tibhirine (quelli del bellissimo film Uomini di Dio) ed agli altri martiri del decennio nero (la guerra civile algerina negli anni ’90).
Uno degli appassionati dell’Algeria è nientemeno che il nostro Papa Leone XIV, che pochi giorni fa, ha reso pubblico il suo prossimo viaggio apostolico in Algeria ad aprile. La Chiesa algerina e tanti amici musulmani che la sostengono, sono in festa: è una visita storica, la prima di un Papa in età moderna in questo Paese completamente musulmano.
Ed io sono in festa con loro! Emozionato e felice di questa decisione così significativa e preziosa di Papa Leone. Radio 24,
Se desiderate ascoltare un commento alla situazione politica americana, un’amica, Catia Caramelli, mi ha intervistato ed ho cercato di risponderle così: https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/oltretevere/puntata/trasmissione-15-febbraio 2026-2300-2334578002832148
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- Foto di P. Piero Masolo

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