USA, Pime | La missione in movimento

Dal profilo Fb di p. Piero Masolo
Le news missionarie dall’America di padre Piero Masolo, da pochi giorni responsabile del PIME negli Stati Uniti
Cari amici, ottobre è stato un mese di arrivi e ritorni.
Padre Fernando, accompagnato da padre Giovanni, è arrivato alla metà del mese proveniente da Hong Kong, Cina, dove ha lavorato per ben 37 anni, specialmente con giovani ed adulti diversamente abili. Ha accettato di fare l’economo qui, ed è un vero regalo per noi.
Padre Giovanni, come economo generale del PIME, l’ha iniziato a conti e programmi. Dopo due giorni è stata la volta di padre Ivan, destinato a Mumbai, India, che è qui per migliorare il suo Inglese, prima di lanciarsi ad imparare l’hindi. È tempo di ritorni: padre Marco era rientrato a settembre, dopo un anno in Italia, e si è affiancato a padre Dino, nella parrocchia di San Francesco a Clinton, Michigan; mentre padre Bruno è rientrato da una settimana, dopo aver celebrato come si deve il 60° di Messa in Italia.
Siamo al completo! Ed è una vera gioia quando la comunità si allarga, e nuovi volti, idee, ed esperienze di vita arrivano ad arricchirla.
Due eventi PIME ci hanno visto impegnati durante questo mese missionario: il 2 Ottobre la Serata, una cena fundraiser, che ha messo al centro la situazione tremenda dei profughi sudanesi in Ciad, dove fratel Fabio Mussi si dà da fare come può per alleviare la fame e le malattie di ben 1.200.000 bambini, donne ed anziani nella diocesi di Mongò, nel nord del Paese.
Una quantità di gente pazzesca, bisogni infiniti, in un Paese come il Ciad, che non riesce neppure a garantire cibo e salute ai suoi concittadini. Eppure fratel Fabio, missionario di lungo corso prima in Camerun e da qualche anno in Ciad, non si dà per vinto, e, in qualità di responsabile Caritas ed economo diocesano, fa tutto quello che riesce.
La crisi sudanese è la più grave al mondo per la quantità di profughi che la guerra civile ha creato: si parla di oltre 18 milioni di persone. Eppure se ne parla veramente poco… perché? Perché ci sono crisi e guerre di serie A e di serie B? E noi possiamo fare qualcosa? E cosa?
Come Centro Missionario PIME di Detroit avevamo promesso a fratel Fabio un sostegno al progetto dei rifugiati per 15.000 dollari, ma la generosità di tanti amici ha più che triplicato questa cifra, permettendo di raccoglierne oltre 50.000.
Una goccia nell’oceano dei bisogni, eppure com’è preziosa questa goccia.
Domenica 19 Ottobre abbiamo celebrato anche qui il WMS, World Mission Sunday, la Giornata Missionaria Mondiale. Lo abbiamo fatto con una Santa Messa nella parrocchia di San James, a Novi (si legge Novai!).
Nella diocesi di Detroit non esiste la Veglia Missionaria, con il mandato ai preti, suore, laici e famiglie partenti, e con l’accoglienza di preti e suore dal mondo. Com’è importante sapersi mandati da una Chiesa ad un’altra, e soprattutto da Gesù stesso. Così com’è bello sapersi accolti da una nuova comunità, in un Paese ed una cultura tutti da scoprire.
Aiutare la Chiesa locale a sviluppare una sensibilità missionaria è da sempre un imperativo per noi missionari del PIME, perché “la Chiesa o è missionaria, oppure non è neppure Chiesa”, come diceva il beato Paola Manna, come molti Papi hanno ribadito e lo stesso Concilio Vaticano II non ha mancato di sottolineare.
L’animazione missionaria continua nei Mission Appeals, che questo mese mi hanno portato per due volte a New York, una città che amo, fin dalla prima volta che ho avuto occasione di visitarla. Avevo 16 anni, e papà mi faceva da guida. Stavamo camminando tra i grattacieli di Manhattan, e, ad un certo punto, gli dico: “Ma questo è il centro del mondo!”.
Sarà stato l’entusiasmo di un adolescente, eppure the Big Apple è, non solo una città enorme, dinamica, stimolante, ma un microcosmo di eccellenze e contraddizioni, veramente affascinante.
Ho celebrato e predicato in due quartieri diversi, a Soho e nell’Upper East Side, ma ho potuto visitare anche Brooklyn, East Harlem e Southern Bronx.
In quest’ultimo ho incontrato le monache domenicane del monastero del Corpus Christi, una comunità povera, anziana, specchio del quartiere che lo accoglie, eppure la priora, suor Mary Catharine, di origine italiana, non si dà per vinta, e continua a pregare e a far pregare in mezzo a tanto disagio e violenza.
Mi ha fatto venire in mente il film “Sister Act”: ve lo ricordate?
Due giorni fa abbiamo avuto l’assemblea PIME Stati Uniti: ci siamo ritrovati in 10 missionari, impegnati tra il Michigan ed il Massachusetts. Dovevamo eleggere il CAR, che non è un’auto, bensì il Counselor and Area Representative, cioè, traducendo dal linguaggio ecclesialese-pimesco, il responsabile del PIME negli Stati Uniti, e consigliere della Regione America, che comprende anche le missioni del Brasile e del Messico.
Ebbene la scelta è caduta su… di me! Per favore, pregate per me, che in questi 6 anni di mandato che mi aspettano, sappia ascoltare lo Spirito ed i confratelli.
Un abbraccio, in comunione
Fonte
- Newletter di padre Piero Masolo
Immagine
- Profilo Fb di padre Piero Masolo
Le news missionarie dall’America di padre Piero Masolo, da pochi giorni responsabile del PIME negli Stati Uniti
Cari amici, ottobre è stato un mese di arrivi e ritorni.
Padre Fernando, accompagnato da padre Giovanni, è arrivato alla metà del mese proveniente da Hong Kong, Cina, dove ha lavorato per ben 37 anni, specialmente con giovani ed adulti diversamente abili. Ha accettato di fare l’economo qui, ed è un vero regalo per noi.
Padre Giovanni, come economo generale del PIME, l’ha iniziato a conti e programmi. Dopo due giorni è stata la volta di padre Ivan, destinato a Mumbai, India, che è qui per migliorare il suo Inglese, prima di lanciarsi ad imparare l’hindi. È tempo di ritorni: padre Marco era rientrato a settembre, dopo un anno in Italia, e si è affiancato a padre Dino, nella parrocchia di San Francesco a Clinton, Michigan; mentre padre Bruno è rientrato da una settimana, dopo aver celebrato come si deve il 60° di Messa in Italia.
Siamo al completo! Ed è una vera gioia quando la comunità si allarga, e nuovi volti, idee, ed esperienze di vita arrivano ad arricchirla.
Due eventi PIME ci hanno visto impegnati durante questo mese missionario: il 2 Ottobre la Serata, una cena fundraiser, che ha messo al centro la situazione tremenda dei profughi sudanesi in Ciad, dove fratel Fabio Mussi si dà da fare come può per alleviare la fame e le malattie di ben 1.200.000 bambini, donne ed anziani nella diocesi di Mongò, nel nord del Paese.
Una quantità di gente pazzesca, bisogni infiniti, in un Paese come il Ciad, che non riesce neppure a garantire cibo e salute ai suoi concittadini. Eppure fratel Fabio, missionario di lungo corso prima in Camerun e da qualche anno in Ciad, non si dà per vinto, e, in qualità di responsabile Caritas ed economo diocesano, fa tutto quello che riesce.
La crisi sudanese è la più grave al mondo per la quantità di profughi che la guerra civile ha creato: si parla di oltre 18 milioni di persone. Eppure se ne parla veramente poco… perché? Perché ci sono crisi e guerre di serie A e di serie B? E noi possiamo fare qualcosa? E cosa?
Come Centro Missionario PIME di Detroit avevamo promesso a fratel Fabio un sostegno al progetto dei rifugiati per 15.000 dollari, ma la generosità di tanti amici ha più che triplicato questa cifra, permettendo di raccoglierne oltre 50.000.
Una goccia nell’oceano dei bisogni, eppure com’è preziosa questa goccia.
Domenica 19 Ottobre abbiamo celebrato anche qui il WMS, World Mission Sunday, la Giornata Missionaria Mondiale. Lo abbiamo fatto con una Santa Messa nella parrocchia di San James, a Novi (si legge Novai!).
Nella diocesi di Detroit non esiste la Veglia Missionaria, con il mandato ai preti, suore, laici e famiglie partenti, e con l’accoglienza di preti e suore dal mondo. Com’è importante sapersi mandati da una Chiesa ad un’altra, e soprattutto da Gesù stesso. Così com’è bello sapersi accolti da una nuova comunità, in un Paese ed una cultura tutti da scoprire.
Aiutare la Chiesa locale a sviluppare una sensibilità missionaria è da sempre un imperativo per noi missionari del PIME, perché “la Chiesa o è missionaria, oppure non è neppure Chiesa”, come diceva il beato Paola Manna, come molti Papi hanno ribadito e lo stesso Concilio Vaticano II non ha mancato di sottolineare.
L’animazione missionaria continua nei Mission Appeals, che questo mese mi hanno portato per due volte a New York, una città che amo, fin dalla prima volta che ho avuto occasione di visitarla. Avevo 16 anni, e papà mi faceva da guida. Stavamo camminando tra i grattacieli di Manhattan, e, ad un certo punto, gli dico: “Ma questo è il centro del mondo!”.
Sarà stato l’entusiasmo di un adolescente, eppure the Big Apple è, non solo una città enorme, dinamica, stimolante, ma un microcosmo di eccellenze e contraddizioni, veramente affascinante.
Ho celebrato e predicato in due quartieri diversi, a Soho e nell’Upper East Side, ma ho potuto visitare anche Brooklyn, East Harlem e Southern Bronx.
In quest’ultimo ho incontrato le monache domenicane del monastero del Corpus Christi, una comunità povera, anziana, specchio del quartiere che lo accoglie, eppure la priora, suor Mary Catharine, di origine italiana, non si dà per vinta, e continua a pregare e a far pregare in mezzo a tanto disagio e violenza.
Mi ha fatto venire in mente il film “Sister Act”: ve lo ricordate?
Due giorni fa abbiamo avuto l’assemblea PIME Stati Uniti: ci siamo ritrovati in 10 missionari, impegnati tra il Michigan ed il Massachusetts. Dovevamo eleggere il CAR, che non è un’auto, bensì il Counselor and Area Representative, cioè, traducendo dal linguaggio ecclesialese-pimesco, il responsabile del PIME negli Stati Uniti, e consigliere della Regione America, che comprende anche le missioni del Brasile e del Messico.
Ebbene la scelta è caduta su… di me! Per favore, pregate per me, che in questi 6 anni di mandato che mi aspettano, sappia ascoltare lo Spirito ed i confratelli.
Un abbraccio, in comunione
Fonte
- Newletter di padre Piero Masolo
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- Profilo Fb di padre Piero Masolo

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