USA, Pime | “Thank you Jesus for…”

Michigan (USA) - Foto di p. Piero Masolo
Direttamente dall’America, le news missionarie dal nostro amico e corrispondente padre Piero Masolo, del PIME
Cari amici,
con padre Daniele abbiamo iniziato il mese di novembre con un ritiro spirituale al JPII Healing Center (il Centro di Guarigione Giovanni Paolo II), a Saint Augustine in Florida.
Un luogo splendido, ricco di pace, sulla riva del fiume Saint Johns, dove ci ha accolto un clima mite, circa 20° (cioè molto più caldo che qui in Michigan dove ha già nevicato più volte), e una equipe fantastica formata da Bob, suor Miriam, ed una serie di collaboratori, preti e laici. Sono loro il JPII Healing Center, una squadra di psicologi, sacerdoti, consacrati e volontari che facilitano la guarigione interiore dei gruppi di uomini e donne che osano lanciarsi in un ritiro fuori dagli schemi, estremamente faticoso e potente allo stesso tempo.
Eravamo oltre 50 preti, provenienti da tanti istituti, congregazioni e diocesi, e da ogni parte degli Stati Uniti, ed abbiamo iniziato a condividere i nostri desideri, quelli più profondi, le nostre ferite, quelle che non hai voglia di raccontare se non ai tuoi più cari amici, e a lasciarci guarire dalla forza della preghiera. Pazzesco… e splendido al contempo.
Una grazia inaspettata: ci eravamo iscritti sulla fiducia di un confratello prete di Detroit che lo consigliava. Senza troppe aspettative, ma col bisogno di prendersi un po’ di tempo per sé, in preghiera. È andato oltre ogni aspettativa: ciò che mi ha colpito di più è stato poter condividere in profondità con confratelli preti che non conoscevo fino al giorno prima. Il tempo di rientrare a Detroit e sono ripartito per Buffalo, nella parte nord occidentale dello stato di New York, per l’ordinazione di padre Henry (nella foto con padre Pità).
Henry è un birmano costretto ad abbandonare il Myanmar a causa della guerra quando era ancora un bambino. Cresce in un campo profughi in Thailandia, vicino al confine con il suo Paese, dove vive insieme alla famiglia. Quando è adolescente, lui e la famiglia ottengono lo status di rifugiati ed un biglietto aereo per Buffalo. Iniziano una nuova vita negli States.
Henry impara l’inglese, fa le superiori, è impegnato in parrocchia e, dopo un cammino di discernimento, chiede agli Oblati di Maria Immacolata (OMI) di entrare in seminario. La sua ordinazione non è solo una grande festa per la sua famiglia (compresa la mamma, anche se è battista, e non cattolica), e la comunità birmana di Buffalo e degli Stati Uniti, ma è la riprova che nulla è impossibile a Dio. È qualcosa che sperimento in piccoli segni che accadono anche in ogni Mission Appeal.
L’ultimo di quest’anno mi ha portato a Boston, una città che amo perché permette di scoprire le origini del Paese che ormai chiamo home, casa. Una città piena di università, tra le migliori al mondo (il MIT, Harvard), e dunque di studenti da tutto il mondo. Ho trascorso un weekend in una comunità a stragrande maggioranza ispanica, proveniente soprattutto dal Guatemala, cercando di celebrare e predicare in Spagnolo (come riesco!).
Uno studente del MIT, originario del Perù, mi ha cercato alla fine della Messa, per condividere un po’ di idee ed impressioni sulla comunità latino-americana e le sue sfide oggi negli USA. Mi ha colpito che fosse agnostico, ed al contempo, straordinariamente aperto ed attento ad ogni segno positivo, qualunque sia la sua origine.
L’evento PIME del mese è stata la partita dei Red Wings, la squadra di hockey di Detroit. Siamo andati a tifare con tanti amici PIME ed è stato veramente divertente. Un’occasione di passare un tempo spensierato, insieme.
Un altro evento che ci ha visti impegnati è stato il NCYC (National Catholic Youth Conference) in Indianapolis, un maxi raduno di oltre 16.000 adolescenti e giovani provenienti da tutti gli States. Si è creata un’atmosfera speciale, 3 giorni di incontri, preghiera, adorazione, confessioni e ascolto. Un momento clou è stato quello con Papa Leone, connesso dal Vaticano, in dialogo coi ragazzi.
Il Papa era emozionato, e si vedeva, i ragazzi pure! Mi ha colpito vedere quanti giovani si siano fermati a venerare le reliquie presenti al nostro stand. Singolarmente o in gruppo, hanno pregato San Carlo Acutis, loro coetaneo, Santa Teresina di Lisieux, patrona delle missioni, e Sant’Alberico Crescitelli, missionario del PIME, martire in Cina. Abbiamo appena celebrato Thanksgiving, la festa del Ringraziamento, che è veramente molto sentita qui.
Un tempo in cui le famiglie si ritrovano, viaggiando anche da un capo all’altro del Paese. Lo abbiamo passato con amici fantastici, rendendo grazie a Dio per tutte le benedizioni che ci permette di vivere ogni giorno.
Durante la predica, mi sono permesso di lasciare questo compito ai fedeli, che ora condivido con voi: “Thank you Jesus for…”. Grazie, Signore, perchè… aggiungete voi! Un motivo essenziale o un semplice occhiolino dal cielo. Provate ogni giorno, trovando una ragione diversa per essere grati.
Una preghiera veloce, di neppure un minuto, che può accompagnarvi durante l’Avvento. Un abbraccio, buon Avvento, in comunione Piero
Fonte
- Newletter di padre Piero Masolo
Immagine
- Profilo Fb di padre Piero Masolo
Direttamente dall’America, le news missionarie dal nostro amico e corrispondente padre Piero Masolo, del PIME
Cari amici,
con padre Daniele abbiamo iniziato il mese di novembre con un ritiro spirituale al JPII Healing Center (il Centro di Guarigione Giovanni Paolo II), a Saint Augustine in Florida.
Un luogo splendido, ricco di pace, sulla riva del fiume Saint Johns, dove ci ha accolto un clima mite, circa 20° (cioè molto più caldo che qui in Michigan dove ha già nevicato più volte), e una equipe fantastica formata da Bob, suor Miriam, ed una serie di collaboratori, preti e laici. Sono loro il JPII Healing Center, una squadra di psicologi, sacerdoti, consacrati e volontari che facilitano la guarigione interiore dei gruppi di uomini e donne che osano lanciarsi in un ritiro fuori dagli schemi, estremamente faticoso e potente allo stesso tempo.
Eravamo oltre 50 preti, provenienti da tanti istituti, congregazioni e diocesi, e da ogni parte degli Stati Uniti, ed abbiamo iniziato a condividere i nostri desideri, quelli più profondi, le nostre ferite, quelle che non hai voglia di raccontare se non ai tuoi più cari amici, e a lasciarci guarire dalla forza della preghiera. Pazzesco… e splendido al contempo.
Una grazia inaspettata: ci eravamo iscritti sulla fiducia di un confratello prete di Detroit che lo consigliava. Senza troppe aspettative, ma col bisogno di prendersi un po’ di tempo per sé, in preghiera. È andato oltre ogni aspettativa: ciò che mi ha colpito di più è stato poter condividere in profondità con confratelli preti che non conoscevo fino al giorno prima. Il tempo di rientrare a Detroit e sono ripartito per Buffalo, nella parte nord occidentale dello stato di New York, per l’ordinazione di padre Henry (nella foto con padre Pità).
Henry è un birmano costretto ad abbandonare il Myanmar a causa della guerra quando era ancora un bambino. Cresce in un campo profughi in Thailandia, vicino al confine con il suo Paese, dove vive insieme alla famiglia. Quando è adolescente, lui e la famiglia ottengono lo status di rifugiati ed un biglietto aereo per Buffalo. Iniziano una nuova vita negli States.
Henry impara l’inglese, fa le superiori, è impegnato in parrocchia e, dopo un cammino di discernimento, chiede agli Oblati di Maria Immacolata (OMI) di entrare in seminario. La sua ordinazione non è solo una grande festa per la sua famiglia (compresa la mamma, anche se è battista, e non cattolica), e la comunità birmana di Buffalo e degli Stati Uniti, ma è la riprova che nulla è impossibile a Dio. È qualcosa che sperimento in piccoli segni che accadono anche in ogni Mission Appeal.
L’ultimo di quest’anno mi ha portato a Boston, una città che amo perché permette di scoprire le origini del Paese che ormai chiamo home, casa. Una città piena di università, tra le migliori al mondo (il MIT, Harvard), e dunque di studenti da tutto il mondo. Ho trascorso un weekend in una comunità a stragrande maggioranza ispanica, proveniente soprattutto dal Guatemala, cercando di celebrare e predicare in Spagnolo (come riesco!).
Uno studente del MIT, originario del Perù, mi ha cercato alla fine della Messa, per condividere un po’ di idee ed impressioni sulla comunità latino-americana e le sue sfide oggi negli USA. Mi ha colpito che fosse agnostico, ed al contempo, straordinariamente aperto ed attento ad ogni segno positivo, qualunque sia la sua origine.
L’evento PIME del mese è stata la partita dei Red Wings, la squadra di hockey di Detroit. Siamo andati a tifare con tanti amici PIME ed è stato veramente divertente. Un’occasione di passare un tempo spensierato, insieme.
Un altro evento che ci ha visti impegnati è stato il NCYC (National Catholic Youth Conference) in Indianapolis, un maxi raduno di oltre 16.000 adolescenti e giovani provenienti da tutti gli States. Si è creata un’atmosfera speciale, 3 giorni di incontri, preghiera, adorazione, confessioni e ascolto. Un momento clou è stato quello con Papa Leone, connesso dal Vaticano, in dialogo coi ragazzi.
Il Papa era emozionato, e si vedeva, i ragazzi pure! Mi ha colpito vedere quanti giovani si siano fermati a venerare le reliquie presenti al nostro stand. Singolarmente o in gruppo, hanno pregato San Carlo Acutis, loro coetaneo, Santa Teresina di Lisieux, patrona delle missioni, e Sant’Alberico Crescitelli, missionario del PIME, martire in Cina. Abbiamo appena celebrato Thanksgiving, la festa del Ringraziamento, che è veramente molto sentita qui.
Un tempo in cui le famiglie si ritrovano, viaggiando anche da un capo all’altro del Paese. Lo abbiamo passato con amici fantastici, rendendo grazie a Dio per tutte le benedizioni che ci permette di vivere ogni giorno.
Durante la predica, mi sono permesso di lasciare questo compito ai fedeli, che ora condivido con voi: “Thank you Jesus for…”. Grazie, Signore, perchè… aggiungete voi! Un motivo essenziale o un semplice occhiolino dal cielo. Provate ogni giorno, trovando una ragione diversa per essere grati.
Una preghiera veloce, di neppure un minuto, che può accompagnarvi durante l’Avvento. Un abbraccio, buon Avvento, in comunione Piero
Fonte
- Newletter di padre Piero Masolo
Immagine
- Profilo Fb di padre Piero Masolo

Michigan (USA) - Foto di p. Piero Masolo


