Perù | Chiesa in “modalità servizio”

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Foto di Rémi Walle su Unsplash
Dal Perù il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, condivide alcune riflessioni
Oggi 3 novembre 2025 la Chiesa peruviana ricorda con gioia e gratitudine San Martin de Porres, patrono della giustizia sociale e patrono universale della pace. Per tutto quello che stiamo vivendo a livello nazionale e anche mondiale, ci sentiamo abbattuti, disorientati, confusi, oppressi.
E vedendoci così Gesù, nel Vangelo di oggi, ci dice: «Venite a me tutti coloro che sono stanchi e oppressi e io vi allevierò». Sentiamo davvero il bisogno di un sollievo, di qualcuno che ci capisca, che ci ascolti senza giudicarci, che ci faccia sentire importanti, che ci aiuti ad andare avanti.
E Gesù con il suo giogo leggero e il suo carico gentile che ci propone di caricare, viene in nostro aiuto. Gli ascoltatori di Gesù erano abituati al giogo pesante, rappresentato dalla rigorosa osservanza di tutte le prescrizioni della Torah: 613 precetti, divisi in 248 positivi e 365 negativi.
Un giogo pesante e un fardello praticamente impossibile da portare. Ma Gesù ci vuole liberare da tutti i pesi inutili (soprattutto dal senso di colpa): per questo ci chiede di imparare da Lui perché è mite e umile di cuore, dandoci così due sfumature per il nostro discepolato missionario: l’umiltà e la mitezza.
Che il prezioso esempio di San Martin de Porres ci aiuti ad essere una Chiesa che si mette costantemente in “modalità servizio” andando a cercare coloro che si perdono (o che vengono esclusi a causa dei nostri pregiudizi e fobie) condividendo con loro la gioia del Vangelo!
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- Foto di Rémi Walle su Unsplash
Dal Perù il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, condivide alcune riflessioni
Oggi 3 novembre 2025 la Chiesa peruviana ricorda con gioia e gratitudine San Martin de Porres, patrono della giustizia sociale e patrono universale della pace. Per tutto quello che stiamo vivendo a livello nazionale e anche mondiale, ci sentiamo abbattuti, disorientati, confusi, oppressi.
E vedendoci così Gesù, nel Vangelo di oggi, ci dice: «Venite a me tutti coloro che sono stanchi e oppressi e io vi allevierò». Sentiamo davvero il bisogno di un sollievo, di qualcuno che ci capisca, che ci ascolti senza giudicarci, che ci faccia sentire importanti, che ci aiuti ad andare avanti.
E Gesù con il suo giogo leggero e il suo carico gentile che ci propone di caricare, viene in nostro aiuto. Gli ascoltatori di Gesù erano abituati al giogo pesante, rappresentato dalla rigorosa osservanza di tutte le prescrizioni della Torah: 613 precetti, divisi in 248 positivi e 365 negativi.
Un giogo pesante e un fardello praticamente impossibile da portare. Ma Gesù ci vuole liberare da tutti i pesi inutili (soprattutto dal senso di colpa): per questo ci chiede di imparare da Lui perché è mite e umile di cuore, dandoci così due sfumature per il nostro discepolato missionario: l’umiltà e la mitezza.
Che il prezioso esempio di San Martin de Porres ci aiuti ad essere una Chiesa che si mette costantemente in “modalità servizio” andando a cercare coloro che si perdono (o che vengono esclusi a causa dei nostri pregiudizi e fobie) condividendo con loro la gioia del Vangelo!
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- Foto di Rémi Walle su Unsplash

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